F1 | Quando l’Europa sbarcava a Indianapolis

A Indianapolis molti ex-piloti della Formula 1 si sono misurati con il banking e con il fatto di dover percorrere 200 giri (o quasi) a tavoletta, sfiorando i 400 km/h (tale è stata la velocità raggiunta in certe edizioni della 500 Miglia, tanto da indurre i cronometristi a progettare dei software in grado di misurare il decimillesimo di secondo), da Jean Alesi a Nelson Piquet (vittima di un terribile incidente durante le qualifiche della gara del 1992), dalla famiglia Andretti (Mario e Michael sono noti alle cronache della gara dell’Indiana) a Emerson Fittipaldi, che ha vinto nel 1989 nella stagione in cui conquisterà anche il titolo Indycar, nell’anno della seconda affermazione del brasiliano sarà un altro pilota proveniente dalla Formula 1 a conquistare il titolo anche nella serie americana e non è un pilota a caso. Stiamo parlando del neo-Campione del mondo Nigel Mansell, che appena conquistato il titolo iridato decide di non difendere il titolo ma di partecipare a una nuova sfida a stelle e strisce.

E sul fatto che non fosse sceso in pista per una passerella lo si capisce sin dal suo primissimo test a Phoenix, in cui il Leone d’Inghilterra ci mette pochissimo a capire i segreti della sua Lola motorizzata Ford tanto da conquistare addirittura il record della pista!

Gli avversari sono avvisati, con Paul Newman e Carl Haas che si fregano le mani e l’inglese che manda un segnale chiarissimo agli avversari, perché la pelle la venderà carissima. Detto, fatto. All’avvio della stagione 1993, Mansell vince all’esordio assoluto nella categoria, in Australia a Surfers Paradise, conquistando anche pole position e giro più veloce della gara. Un dominio totale che stronca da subito la resistenza degli avversari, ma Mansell deve fare i conti con il primo ritiro nella gara successiva, vinta da Mario Andretti.

Mansell conquista altri due podi, tra cui quello ricordato alla 500 Miglia di Indianapolis vinta da Fittipaldi, prima di tornare a vincere a Milwaukee. La stagione del Leone continuerà così, tra vittorie, podi, qualche arrivo a punti e qualche arrivo nelle retrovie, ma mantiene il controllo fino alla penultima gara di Nazareth, dove la vittoria gli consegnerà anche il successo nella serie proprio su “O’ Rato”, che non riuscirà nell’impresa di ricucire lo strappo a Laguna Seca, dove arriva secondo e dove la vittoria lo avrebbe portato a un solo punto dal Leone, che diventa così l’unico pilota della storia a detenere contemporaneamente il Mondiale di Formula 1 e il titolo Indycar. E’ il 19 settembre del 1993 e Alain Prost dovrà infatti aspettare ancora una settimana prima di scalzare l’inglese dall’albo d’oro degli iridati in Formula 1, permettendogli di conquistare un risultato a oggi non ancora ripetuto. Mansell tentò di difendere il titolo nel 1994, ma nonostante un buon avvio di stagione non raccolse i frutti sperati e decise di tornare in Formula 1, dove colse una inattesa vittoria ad Adelaide.


1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

Lascia un commento