F1 | Cavicchi: “La F1 di oggi è più divertente di quella passata”

Il Motor Show 2016 è stato occasione per una bella chiacchierata sul mondo della F1 con Carlo Cavicchi, storica penna dell’automobilismo e attualmente Direttore Relazioni Esterne della prestigiosa rivista Quattroruote, della quale è stato anche Direttore dal 2010 al 2014. Il giornalista e scrittore bolognese ci ha offerto delle opinioni in parte controcorrente sulla massima serie che possono alimentare un dibattito serio e costruttivo tra gli appassionati e gli addetti ai lavori.

Di Alessandro Bucci

Dici Carlo Cavicchi e subito partono una marea di ricordi legati al Motorsport ed allo Sport in generale, oltre che di pensieri che rimandano inequivocabilmente alla leggenda brasiliana Ayrton Senna.

cavicchi01Nato a Sasso Marconi, il giornalista emiliano è stato Direttore dell’iconico settimanale Autosprint dal 1984 al 1999, passando poi al settimanale SportAutoMoto dal 2001 al 2008 ed al mensile Quattroruote. Collaboratore per tre lustri della pagina dei motori del quotidiano la Repubblica, Cavicchi ha vinto la bellezza di oltre dieci premi giornalistici e scritto quattro libri: “Alen” (1988), “Un leone in Ferrari” (1990), “Senna Vero” (redatto a quattro mani con “Magic” ed arrivato all’incredibile numero di sette ristampe) e “Destra3 lunga chiude”, uscito proprio quest’anno.

Per chi non lo sapesse, inoltre, Cavicchi è stato anche membro della giuria dell’Auto per quasi vent’anni e della giuria mondiale del Car of the Century che, sul finire del secolo scorso, ha eletto nientemeno che la “vettura del secolo”.
Come accennato in apertura, con Carlo abbiamo affrontato tanti temi legati al mondo della massima serie, tra passato presente e futuro della categoria, partendo dai protagonisti del Mondiale 2016 per arrivare a ricordi molto personali del giornalista con Ayrton Senna.

La nostra intervista non può che partire con l’incredibile notizia del ritiro di Nico Rosberg dalle corse.

Sono sorpreso, come tutto il mondo del resto. Non è usuale un episodio del genere. Questo scatenerà una bella caccia al prestigioso sedile Mercedes, che, diciamocelo francamente, lo vorrebbero tutti.

Pensa che sarà Pascal Wehrlein a prendere il posto del connazionale iridato?

E’ possibile, ma per un sedile del genere ci saranno tanti piloti tentati. Siamo rimasti tutti presi in contropiede da questa incredibile notizia. Non dimentichiamo che è la macchina del momento, ragion per cui molti piloti si candideranno, è l’ambizione di tutti.

Un suo commento circa il Mondiale conquistato da Nico Rosberg.

niente-secondi-posti-per-nico-rosberg-voglio-continuare-a-vincere-le-gareSi tratta di un titolo meritatissimo. Paradossalmente Lewis Hamilton era nella situazione migliore, doveva solo vincere, mentre Rosberg non doveva commettere errori e questo è più difficile di quel che si crede. Nell’ultimo Gran Premio di Abu Dhabi Nico non ha avuto vita facilissima, eppure l’ha gestita bene facendo anche un sorpasso difficile, non dimentichiamo inoltre che ha disputato un’ottima stagione. Se non avesse vinto il Mondiale, restava il pilota con più risultati senza aver mai vinto un Titolo. Non era giusto a pensarci bene, il papà Keke vinse il Mondiale con un solo successo in stagione…

E’ d’accordo con me nel sostenere che, qualora Rosberg non avesse centrato il titolo meritatamente, lo avrebbe comunque meritato “alla carriera”?

Certo, ma ricordiamo che abbiamo visto piloti come Damon Hill diventare Campioni del Mondo, eppure quando si sono trovati un compagno bravo a fianco, come Jacques Villeneuve al debutto o Ayrton Senna prendevano un secondo al giro. Rosberg ha avuto un compagno difficile, non dimentichiamolo.

Come giudica la condotta tenuta da Lewis Hamilton nei giri conclusivi del GP di Abu Dhabi?

Quando un pilota si gioca il titolo, le prova tutte. Non sono un fan delle manovre scorrette, però mi metto nei panni di un campione che deve giocarsi il titolo, per cui cosa può fare di più che stare davanti e impedire ad un avversario di passarlo? Nella mia carriera ne ho viste di tutti i colori, come Jack Brabham tirare sassi in faccia a Lorenzo Bandini per allontanarlo, cose che non si vedono più insomma.

Il GP di Francia torna in calendario nel 2018. Cosa può dirci riguardo questo gradito come back?

biancotto_arien-circuit-paul-ricard32-copieOrmai i GP sono diventati i soldi che ci sono dietro. Il sistema sta in piedi con degli introiti ben precisi. Ecclestone paradossalmente è la persona più onesta di tutti. Perché dice chiaramente cosa vuole, non usa mezzi termini. Hai i soldi? Vieni. Non li hai? Non ci sei. Questo lo ha sempre fatto con tutti in maniera equa, il suo interesse è quello di guadagnare una buona parte, ma anche di arricchire gli altri. E lo ha fatto usando sempre un metro preciso, il suddetto. Questo rientra perfettamente nella logica che ha perennemente attuato.

Non trova paradossale che in F1 ci siano Campioni del Mondo tedeschi, ma senza un Gran Premio di casa?

Si può riassumere il tutto con tre parole: mancanza di soldi. Il caso di Monza è emblematico: se l’Italia perdeva Monza, tutti dicevano che era una vergogna. Non l’ha perso e ora tutti dicono che è una vergogna perché hanno trovato i soldi per salvarlo. Non c’è una via di mezzo. Non dimentichiamo che Francia, Germania, Italia, Inghilterra pagavano meno di tutti, poiché considerati da Ecclestone GP storici e quindi Bernie chiudeva un po’ un occhio oltretutto. Siamo in un mondo in cui, un paese emergente, pur di avere un Gran Premio che vada avanti con 256.000.000 di spettatori nel mondo, è disposto a sborsare cifre esorbitanti. Perchè può trattarsi di una grande occasione per un Paese come l’Uzbekistan piuttosto che la Russia o chi vogliamo: quando arrivi ad avere un GP nella tua Nazione hai il Primo Ministro che arriva sul palco e ha detto al mondo chi è. La F1 non è una Onlus, è un grande business, per cui si è sempre ricercato quello. Non si fa beneficenza in F1.

 


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Alessandro Bucci

Giornalista, addetto stampa e social media, collaboro con le testate Autosprint, Italiaracing.net, Ravennanotizie.it e In Magazine, oltre al portale web F1Sport.it e con la 100 km del Passatore. L'automobilismo è sempre stata una delle mie più grandi passioni, che coltivo sin dalla tenera età.

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