F1 | Cavicchi: “La F1 di oggi è più divertente di quella passata”

Passiamo ora ai cambi regolamentari previsti per il 2017 ed a Liberty Media. Pensa che porteranno maggior credibilità alla serie?

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Non ne ho idea. Gli americani solitamente sono sensibili a gare divertenti. Io non credo che la F1 degli ultimi anni non sia stata divertente. Di sorpassi ne abbiamo visti tantissimi. Si favoleggia sempre che non ci siano sorpassi, ma non è vero. Soprattutto negli ultimi GP abbiamo visto tanti sorpassi non solo con il DRS, ma anche in altre curve. La verità, secondo me, è che attorno ad una F1 troppo complicata da trasmettere, chi svolge l’attività di mediatore, di addetto ai Media insomma, non è quasi mai chiaro. Non si possono dire cose come “troppo tempo dietro alla Safety Car”, o “con il bagnato i piloti non vanno”, “una volta i piloti correvano” e non sottolineare che al giorno d’oggi le macchine non si possono toccare! Per cui un pilota corre in condizioni nelle quali non può stare in strada. Una volta le macchine si cambiavano e allora i vari Senna, Mansell e piloti facevano imprese, ma con macchine da bagnato sul bagnato. Oggi facciamo andare i piloti con macchine che non stanno in strada e si girano in rettilineo e poi diciamo: “Ah i piloti di una volta”. La comunicazione generale ci passa sopra perché la F1 di oggi è troppo complicata e la gente fatica a capire. Trasmettere queste cose a casa è difficile, ma in questo modo la gente si fa un’idea sbagliata della F1 di oggi che è in realtà molto più divertente di quella passata. Un tempo ci si addormentava. Ci siamo forse già dimenticati che nei primi anni ’80 c’era la formula consumi e che i piloti spesso erano costretti ad arrivare spingendo la monoposto? Un tempo le gare registravano distacchi in qualifica di secondi, oggi nella pista di Spa abbiamo avuto dodici piloti in sette decimi! Questo è incredibile, ma nella testa abbiamo sempre e solo “una volta c’erano i sorpassi, Villeneuve e Arnoux!” Ma Basta!

Come giudica le numerose penalità che tengono banco nella F1 moderna?

Un errore esagerato. Ci sono commissari troppi invadenti e viene data loro troppa possibilità di essere protagonisti. Così i piloti non sanno più che fare! Abbiamo macchine di cinque metri e mezzo, con ale impossibili…per loro è già difficile sfiorarsi, se ogni tanto si toccano o se ogni tanto fanno i piloti… subito vengono castigati. Ci pensi, li alleviamo fino alla GP2 a fare quello che vogliono, poi viene detto loro che non possono farlo più. Ma perché? La gente vuole vedere quello e invece gli viene tolto. Nico Rosberg quest’anno ha patito due o tre torti davvero esagerati.

Non pensa che dovrebbe essere investigata semplicemente la volontarietà del pilota in un’azione potenzialmente scorretta, piuttosto che attaccarsi ad ogni minimo movimento o contatto?

Se un pilota ti porta fuori, è stato bravo ed ha fatto il suo mestiere. Sin dalle formule minori ti insegnano che se hai un avversario all’esterno e lo porti fuori, è accettabile. Non va bene quello che ha fatto Verstappen a Raikkonen in Belgio, perchè quella è una manovra potenzialmente molto pericolosa e scorretta, ma distinguiamo la manovra di Rosberg con Verstappen e la suddetta, son due cose diverse. Negli anni i piloti sono cambiati tantissimo nella guida perché li hanno costretti a cambiare.

Recentemente nella nostra trasmissione radiofonica Pit Talk abbiamo parlato con lei della sua celebre opera Senna Vero. Potrebbe raccontarci un paio di aneddoti circa la sua amicizia con il compianto brasiliano?

senna-veroMi viene subito in mente quando portai Ayrton a vedere il basket, stiamo parlando della semi finale di Coppa Italia Virtus Bologna contro Caserta. Senna accettò il mio invito perché nella squadra campana giocava Oscar, brasiliano come lui. Guardammo tutta la partita che andò persino ai supplementari! Nonostante Senna non si intendesse di basket, fu paziente e la guardò tutta. Era il primo anno che era Campione del Mondo e fu molto divertente. Io sono appassionato di basket invece e lui quindi mi dimostrò grande amicizia. (A quanto pare il sottoscritto e Cavicchi hanno due grandi passioni sportive condivise, il Motorsport e il basket ndr).

Un altro aneddoto che tengo a raccontare è che tutti gli anni che Ayrton veniva a Bologna per disputare il GP di San Marino ad Imola, io e lui siamo sempre usciti una sera assieme. Nel 1994 invece mi disse che a causa dei numerosi impegni e di problemi che aveva con la fidanzata ed il team non se la sentiva. E questo fu giusto, per carità. Accettai la cosa serenamente. Poi però quando è morto ho scoperto che tutti erano usciti con lui, troppa gente si è appropriata di cose non fatte e questo mi diede e mi da’ ancora molto fastidio.

 


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Alessandro Bucci

Giornalista, addetto stampa e social media, collaboro con le testate Autosprint, Italiaracing.net, Ravennanotizie.it oltre al portale web F1Sport.it e con la 100 km del Passatore. L'automobilismo è sempre stata una delle mie più grandi passioni, che coltivo sin dalla tenera età.

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