F1 | Umberto Zapelloni: “Manca tantissimo un pilota italiano in griglia”

Il vice direttore de la Gazzetta dello Sport non ha dubbi: alla massima serie occorre quanto prima una formula ammodernata in grado di risvegliare l’attenzione degli appassionati e dei tifosi, con la speranza di riavere un pilota italiano in griglia e di poter assistere a corse più umane e combattute in futuro.

Di Alessandro Bucci

In occasione della giornata dedicata ai Media del Motor Show di Bologna, abbiamo intavolato una piacevole chiacchierata con la storica firma dell’automobilismo Umberto Zapelloni, spaziando dal Mondiale F1 appena concluso al futuro della categoria, senza dimenticare gli importanti temi umani che dovrebbero sempre ruotare intorno allo Sport, in questo caso nel Motorsport.
Non vi resta che mettervi comodi con il nostro augurio di una buona lettura.

Zapelloni, iniziamo con lo spendere due parole sul finale di Campionato ad Abu Dhabi. Che ne pensa in particolare delle critiche piovute addosso a Lewis Hamilton e del trionfo di Nico Rosberg?

img_583bfe68954a3Hamilton, come ho scritto in un mio recente intervento, è stato un po’ “bastardo”. Tutti i grandissimi sono un po’ bastardi, perché per essere Campioni bisogna tirar fuori qualcosa in più e questo ogni tanto va oltre la correttezza. Non credo sia questo il caso di Hamilton, penso sia stato nei canoni dei regolamenti e infatti non ha ricevuto penalità a parte la reprimenda del suo team. Lewis le ha tentate tutte, con i mezzi leciti a sua disposizione. Oltretutto occorre sottolineare che non è facile ciò che ha fatto, guidando in quel modo ed evitando che al compagno potesse entrare in funzione il DRS. E’ riuscito a farlo molto bene e ci ha fatto divertire negli ultimi giri.  Penso che Hamilton sia il più veloce in pista in questo momento, macchina e pilota intendo, perché Alonso ad esempio potrebbe essere ai suoi livelli, ma non ha la vettura. Rosberg non lo considero al pari di Hamilton in quanto a talento, il britannico per me è tra i fuoriclasse del Circus, ma Nico merita certamente questo Mondiale per la sua maggior costanza rispetto a Lewis durante l’anno ed è stato maggiormente fortunato rispetto ad Hamilton. Dunque ha approfittato al meglio dell’annata.

E’ d’accordo con me nel dire che se Nico Rosberg non avesse meritato il Mondiale, lo avrebbe comunque potuto vincere “alla carriera”?

Sono tanti i piloti che avrebbero meritato un Mondiale “alla carriera” in passato. Non dimentichiamo che Rosberg quando ha iniziato con Mercedes aveva a fianco Michael Schumacher e lui non ha sfigurato assolutamente con il Kaiser, anzi. Poi è riuscito a reggere la concorrenza con un top driver come Lewis Hamilton, Nico non ha mai sfigurato, sia in qualifica che in gara. Assolutamente tanti complimenti a Rosberg, il suo Mondiale è certamente più meritato di quello che vinse il papà Keke.

Qual è la sua opinione circa l’imminente ingresso di Liberty Media Group?

Dobbiamo attendere e vedere. La speranza che cambi qualcosa c’è. Credo che l’epoca di Ecclestone debba finire, la F1 non può essere più un “one man show”, sicuramente deve molto a Bernie perché l’ha trasformata in un business e in uno sport comunque interessante, però nell’ultimo periodo la massima serie ha mancato di attrattiva. Le regole hanno portato ad un’esasperazione tecnica che ha completamente escluso il duello in pista. Purtroppo le gare si decidono al via, ai pit stop e non ci sono più duelli. Il fatto che i commissari puniscano così tanto certi tentativi di sorpassi credo che vada al di là del limite. Con le regole di oggi, non avremmo mai visto certi duelli del passato che abbiamo ancora negli occhi. Nei canoni del Safety first si può rischiare qualcosa in più di quello che viene fatto oggi.

Parliamo ora dell’astro nascente Max Verstappen. Come lo vede nel 2017?

ABU DHABI, UNITED ARAB EMIRATES - NOVEMBER 27: Max Verstappen of the Netherlands driving the (33) Red Bull Racing Red Bull-TAG Heuer RB12 TAG Heuer on track during the Abu Dhabi Formula One Grand Prix at Yas Marina Circuit on November 27, 2016 in Abu Dhabi, United Arab Emirates. (Photo by Mark Thompson/Getty Images)

Il ragazzo ha delle basi solide ed un carattere che ricorda gli ingressi in pista di tanti altri grandi campioni. Ha una sfrontatezza che può essere soltanto di chi ha dentro qualcosa di diverso rispetto agli altri. A lui è andato tutto bene quest’anno. Esordire e vincere subito con la Red Bull è qualcosa di straordinario, anche se va detto che il team ha giocato molto a suo favore. Il difficile verrà soprattutto l’anno prossimo, perché confermare le ottime impressioni di questa stagione non sarà affatto semplice. Quest’anno Max ha potuto giovarsi di essere la grande sorpresa, di non avere precise attese. L’anno prossimo sarà invece uno dei piloti più attesi del Campionato e sarà necessario vedere come se la caverà con quella pressione. Fino ad ora ha reagito bene, è qualcosa di positivo nella Formula 1 di oggi vedere dei ragazzi giovani con questa abilità di guida. In Brasile ha fatto vedere cose straordinarie sul bagnato. E’ vero che queste macchine non sono difficili da guidare tanto quanto quelle dell’epoca di Senna in condizioni di pioggia, però il fatto che Max l’abbia guidata meglio di tutti gli altri in Brasile, vuol dire che la stoffa per diventare un Campione ce l’ha. In lui si rivede quello che vedemmo con Senna, Schumacher. Loro sono poi diventati enormi, lui deve ancora fare il secondo passo.


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Alessandro Bucci

Giornalista, addetto stampa e social media, collaboro con le testate Autosprint, Italiaracing.net, Ravennanotizie.it e In Magazine, oltre al portale web F1Sport.it e con la 100 km del Passatore. L'automobilismo è sempre stata una delle mie più grandi passioni, che coltivo sin dalla tenera età.

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