F1 | La rivoluzione Renault che parla tanto italiano

E’ notizia di queste ore l’addio di Cyril Abiteboul, team-principal della Renault. E’ solo l’ultimo movimento nell’organigramma dei francesi che vedrà anche il quasi-certo coinvolgimento di Davide Brivio alla direzione del muretto colorato d’azzurro.

 

di Francesco Svelto |

 

E’ arrivata da poco l’ufficialità di quello che potrà essere annoverato tra i grandi cambiamenti a cui potremo assistere nella stagione che incomincerà (chissà quando e dove) fra qualche mese. L’addio di Cyril Abiteboul da team-principal Renault è un’altra – l’ennesima – mossa che i vertici della Regie hanno pianificato in questo turbine di cambiamenti che il team sta subendo.

Cambiamenti che iniziano dal nome, con la Renault DP World che ufficialmente lascia la scena del mondiale di F1 alla Alpine F1, marchio della stessa famiglia ma dai colori differenti (vedremo un bel po’ di azzurro in più in griglia).


Dicevamo, dunque, dell’addio di Abiteboul. I meriti del francese sono tangibili e consistono molto semplicemente dall’aver preso un team dai bassifondi della classifica per riportarlo su fino al quinto posto del 2020, ad una manciata di punti sia da Racing Point che da McLaren (arrivata terza) e con ben tre podi all’attivo sulle diciassette gare disputate. Si tratta di una notevole risalta, seconda forse solo a quella che è stata in grado di sostenere la McLaren. 

 



Ma come sappiamo l’addio del francese è solo l’ultimo di una serie di movimenti che hanno coinvolto i francesi. I primi grandi movimenti – ovviamente già pianificati – risalgono all’estate scorsa, a luglio precisamente, quando l’italianissimo Luca De Meo ha assunto il ruolo di Presidente dell’azienda. Un nome pesante, imponente, quello dell’ex CdA di FCA, chiamato a ridare gestione ed organizzazione ad un costruttore che da qualche anno – 2016 – è tornato parte attiva in F1 ma sempre in un ruolo da non-protagonista. Un investimento che non potrà avere i medesimi risultati nel prossimo futuro.

Vi è stato poi, a fine mese scorso, l’addio di Jerome Stoll, il nr. 2 de-facto dei francesi, un personaggio un po’ in ombra agli occhi dei più ma tra i veri protagonisti del ritorno di quel brand nella massima serie.

Fino ad arrivare alle notizie di questi giorni. La prima riguardante l’approdo (certo ma non ancora ufficializzato) di Davide Brivio – ex team manager e plurivincitore in MotoGP e, appunto, la voce (anzi, molto di più di una voce!) relativa ad Abiteboul. E’ ovvio che lo stesso Brivio avrà tanto da imparare in un team di F1 anche se certamente non è a digiuno di gestione di un team. Ma una cosa son le moto, un’altra cosa è l’automobilismo, nella fattispecie la massima categoria del medesimo. Ma a parte un inevitabile periodo di adattamento iniziale, doveroso, potrà trattarsi sulla carta di una scelta coraggiosa ma lungimirante, anche se ovviamente sarà il risultato in pista il giudice massimo. Brivio risponderà direttamente a Laurent Rossi, non ancora nominato amministratore delegato di Alpine (ma lo sarà presto). 

Tuttavia è opportuno considerare anche i nomi di Alain Prost nelle vesti di super-consulente di lusso, Marcin Budkowski – noto ingegnere polacco ex consulente regolamentare FIA – e Pat Fry alla supervisione tecnica, nonché di un certo Fernando Alonso dietro al volante della nuova vettura.

E potete ben immaginare come questa sia una serie di nomi dal peso specifico notevole e che dovrà traghettare il team non solo in questa annata di transizione ma anche e soprattutto verso la nuova era tecnica della F1 che partirà nel 2022. E i francesi lo faranno alla grande, con molte eccellenze di casa nostra nei tanti punti cardine dell’organigramma. E non è detto che sia finita qui… 

 

 

 

 

 

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".