Ferrari, le soluzioni vincenti del 2017 ispirate alla F2008

La svolta regolamentare del 2017 ha riportato l’aerodinamica al centro dello sviluppo delle nuove monoposto. Curioso notare come, vetture di quasi 10 anni fa, come la Ferrari F2008, abbiano introdotto soluzioni presenti sulle monoposto della stagione 2017.

di Giuseppe Gomes

Per tutti i tifosi della Ferrari, il biennio 2007-2008, porta fantastici ricordi. 3 i mondiali conquistati, due costruttori ed uno piloti, che hanno evidenziato una grandissima competitività delle vetture di Maranello negli ultimi anni di una Formula 1 che vedeva, nell’estremizzazione dell’aerodinamica, un elemento cardine per raggiungere la vittoria. A quasi dieci anni di distanza da quei 3 mondiali, torna centrale lo sviluppo aerodinamico, con vetture molto più estreme rispetto a quelle degli ultimi anni, il che coincide con un ritorno in auge di alcune soluzioni adottate dalla Ferrari proprio in quegli anni. Un caso? Forse, certo è che, sulla SF70-H, e non solo, si possono scorgere delle soluzioni che ricordano la F2007 e F2008.

Uno degli elementi che, sin da subito, ha colto l’occhio per la cura nei dettagli e la grande particolarità è, senza ombra di dubbio, la zona delle bocche di raffreddamento che, sulla SF70-H, svolgono a tutti gli effetti un ruolo importante nella gestione dei flussi provenienti dalla parte frontale della vettura. Curioso notare come, una soluzione simile, sia già presente sulla creatura del 2008, con delle ali poste ai fianchi delle aperture. Altra soluzione che introdusse proprio la F2008 è il famigerato “buco” sul muso, presente sulla gran parte delle vetture in griglia nel 2017. Una soluzione che, guarda caso, venne sviluppata proprio da Aldo Costa, attuale progettista della Mercedes.

Quel famigerato buco, negli ultimi anni, è tornato anche attraverso le vetture prodotte dalla matita del progettista italiano, ma con il nome di S-Duct. Una soluzione profondamente rivista rispetto a quella estrema degli scorsi anni (limitato nelle dimensioni e nelle forme, per non danneggiare, dal punto di vista della sicurezza, la solidità delle vetture) ma che, in sostanza svolge lo stesso identico ruolo. Con vetture come quelle degli ultimi anni, molto limitate sotto il profilo dello sviluppo aerodinamico, una soluzione del genere era perfetta per poter pulire i flussi e creare una maggiore efficienza aerodinamica complessiva tant’è che, ad oggi, tutte le vetture in griglia sfoggiano questo condotto.

Un ritorno così centrale dell’aerodinamica, ha portato le scuderie a sfruttare al meglio anche la zona dietro la sospensione anteriore. Tra le tante soluzioni colpisce, anche in questo caso, quella adottata sulla W08, con due ali che ricordano proprio quelle comparse sulla Ferrari F2007 e successivamente sulla F2008. Ma la soluzione che più fa tornare indietro nel tempo è la tanto odiata “pinna” sul cofano, che vide il suo esordio sulla rossa di Maranello nel 2008. Elemento, questo, che già dalla prossima stagione verrà eliminata, ma che sottolinea una continuità con le soluzioni adottate dalle vetture 2008 e quelle 2017. Vetture così lontane temporalmente si sono rivelate molto vicine come soluzioni, e chissà, magari nel corso della stagione potremo vedere il ritorno di altre soluzioni, che caratterizzarono lo sviluppo delle vetture di quasi 10 anni fa.

Giuseppe Gomes

Appassionato di auto e motori. Da tester per riviste automotive a co-conduttore del programma radiofonico Pit Talk.

  • Francesco

    A me la pinna sul cofano piace tanto 🙂

    • Giuseppe Gomes

      anche a me non dispiace, soprattutto se sfruttata per rendere più riconoscibili i piloti…