F1 | Caro Schumi ti scrivo. Un pensiero per il 2017

Sono tre anni che Michael Schumacher lotta tra la vita e la morte. Questo è il mio e il nostro pensiero: quello di rivedere un grande campione di nuovo, nel 2017, con noi.

di Giulio Scaccia

Michael Schumacher è per molti un mito, un grande campione, forse il più forte pilota della storia della Formula 1. Al pari di Ayrton Senna. Non è importante ora dire quanto sia stato forte Michael Schumacher come pilota. In questo momento ci interessa quanto sia forte Michael uomo, nella sua sfida più difficile. Voglio riproporvi un qualcosa scritto nel 2011, al termine del Gran Premio d’Italia, quando Schumi aveva lottato come un leone contro la più veloce McLaren di Lewis Hamilton, facendo entusiasmare anche quelli che non ti avevano perdonato di aver ricominciato a correre in Formula 1 con la Mercedes.

”Caro Schumi, grazie per quello che ci hai fatto vedere ieri, nel Gran Premio d’Italia. Grazie, perché era tempo che non mi entusiasmavo così. Grazie, perché hai dimostrato a tanti che non sei “bollito”. Non sarai più quello dei 7 mondiali vinti, ma l’orologio biologico batte per tutti. Non sei quello dei 7 mondiali vinti, ma guidi una macchina appena discreta e hai fatto vedere come si controlla una vettura con poco carico “danzando” sulle chicane del circuito. Grazie, perché hai dimostrato che le qualità, la voglia, la passione, riescono a sopperire ad un mezzo non eccelso. Qualcuno ti ha chiamato traditore. Questo non lo so. So solo che quando hai annunciato il tuo ritorno alla guida in una Ferrari a Monza nel 2009, sono corso per vederti dal vivo. E non fa nulla se poi hai rinunciato. Ci sono rimasto male, è vero. Quella del collo era una balla clamorosa, si percepiva. Ma va bene, te l’abbiamo perdonata. Come si perdona una persona a cui vuoi bene. Una persona, un pilota, che mi ha fatto vivere anni entusiasmanti e belli. Anni che non torneranno più. Erano gli anni che eravamo più spensierati. E tu ci regalavi emozioni vere. Grazie, perché ieri alla tribuna 9 molti di noi sono tornati ragazzi. Io ero uno di quelli.”

Oggi sono uno di quelli che sta trepidando per te. Vinci la tua gara più importante campione. E’ questo l’augurio di tutti quanti noi, per il 2017. Rivederti.

 


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Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.

4 thoughts on “F1 | Caro Schumi ti scrivo. Un pensiero per il 2017

  • 31/12/2016 at 13:58
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    Bel pensiero… Sul fatto che “quella del collo fosse una balla” non è del tutto vero. Con una vertebra fratturata (anche se in modo lieve) non è semplice nè sicuro calarsi dentro l’abitacolo di una F1… oltretutto è pure rischioso. Basta un cordolo preso male e le conseguenze sarebbero potute essere altre. PS: Basti guardare la carriera di Ralph dopo il botto ad Indianapolis nel 2004 (e dopo il capottamento nei test di monza dello stesso anno)…

    • 01/01/2017 at 18:22
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      Sono un giornalista ed ho le mie fonti. Il collo faceva male ma il motivo vero è che si era reso conto di non essere competitivo e che la F60 era un catoricio

  • 01/01/2017 at 22:33
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    Il “sono giornalista ed ho le mie fonti” lascia il tempo che trova… Potrei dire lo stesso io: Ho le mie fonti (magari molto più insider) delle sue… Fatto sta che, al di là della poca competitività dell’F60, la lesione, all’epoca, era debilitante. Il danno alla vertebra e all’arteria vertebrale sinistra sono state, seriamente, gravi.

    • 02/01/2017 at 12:17
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      Direi di iniziare a rispettare chi ci mette nome e cognome e lavora. Senza fare il verso. E apprezza che sto dedicando tempo a risponderee ad un anomimo. Buon inizio anno non vado oltre

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