F1 | Nugnes: “Giusta la penalità data a Verstappen a Monza!”

Il direttore di Motorsport.com Italia, Franco Nugnes, è intervenuto ai microfoni di Pit Talk per parlare del tema più rovente che ha fatto da sfondo all’ultimo Gran Premio di F1 disputato a Monza: il discutibile contatto tra Max Verstappen e Lewis Hamilton. “La penalità? Io penso che sia giusta!”, ha dichiarato il noto giornalista nel corso della puntata #277 del nostro podcast radiofonico.

Nonostante sia ormai stato archiviato, il Gran Premio d’Italia continua ancora a far parlare di sé: si può senza alcun dubbio considerare una della gare più avvincenti e ricca di colpi di scena di questa stagione. Tanti i temi caldi che continueranno ad essere analizzati nei prossimi giorni prima di recuperare il passaporto e volare a Sochi per il quindicesimo appuntamento del campionato.F1 Verstappen

Il più gettonato è sicuramente l’episodio chiave che ha ribaltato le sorti della corsa. Tutti voi sapete che stiamo parlando dell’incidente tra Max Verstappen e Lewis Hamilton, i due contendenti al titolo mondiale di F1. Il dibattito sul contatto avvenuto alla prima variante del circuito ha diviso gli appassionati e gli esperti di F1, i quali si pongono tutti la stessa identica domanda: a chi attribuire la colpa? Max doveva alzare il piede? O forse Lewis avrebbe dovuto lasciare più spazio? Stessa storia per quanto riguarda la penalità attribuita all’olandese a fine gara, da alcuni considerata fin troppo esagerata.

Non sono di certo mancate le opinioni dei giornalisti del settore. Tra questi figura anche quella di Franco Nugnes, direttore di Motorsport.com Italia, nostro ospite di Pit Talk di questa settimana:

Io penso che sia giusta la penalità data a Verstappen. In questo momento Max è sicuramente il pilota che non toglie mai il piede dall’acceleratore e forse l’unico difetto che ha è che ogni tanto deve imparare a toglierlo. Secondo me, lui ha cercato il contatto sapendo che lo 0-0 avrebbe giocato a suo favore: è arrivato a Monza con tre punti di vantaggio, se n’è andato con cinque e per come si era messa la corsa, per il pessimo pit-stop della Red Bull, l’idea di fare patta della gara secondo me lo ha spinto a non evitare il contatto. Se è vero che alla Roggia, nel primo giro, Lewis è andato largo e Max ha fatto la sua traiettoria, abbiamo visto una sceneggiata al contrario alla prima variante. Se voleva evitare il contatto poteva farlo.

Di riflesso è stato inevitabile fare riferimento anche all’infiammata rivalità tra i due piloti. Nessuno di loro due intende concedere l’esterno al proprio avversario, anzi in questo momento Lewis cerca la scia per poter sorpassare Max e imporsi con un vantaggio notevole sul #33 di Red Bull.

Intanto non lamentiamoci, perché viviamo uno spettacolo sicuramente molto interessante. Si sono sfidati in una curva che è quella con la minima velocità, stavano andato a 60 all’ora, quindi il rischio che si sono presi sulla carta era a bassissima velocità. Poi che la macchina sia decollata e sia finita con la ruota posteriore destra della Red Bull quasi sulla testa di Lewis questa è una delle conseguenze che il motorsport si porterà dietro per sempre. E per fortuna che c’era l’halo! Per rimanere in tema, però, io credo che sono due piloti molto, molto intelligenti. La situazione contatto era alla prima variante, non al curvone o alla Parabolica, quindi credo che ci saranno ancora scintille sicuramente, ma nel rispetto delle figure di quello che loro rappresentano.

La lotta tra il sette volte iridato e il giovane ragazzo pronto a diventare campione del mondo e spodestare Sir Lewis, ponendo così fine a un dominio incontrastato da anni, continuerà probabilmente fino alle ultime gare. Una battaglia evidente anche fuori dalla pista combattuta a colpi di dichiarazioni pungenti. Partite già a Silverstone.


Maria Iuliano

Classe 1996, capelli rossi come la Rossa, poliglotta e amante della Formula 1. Cresciuta con il mito di Schumacher, cerco di trasmettere la mia passione con le parole. "Ho sempre creduto che non ci si debba mai, mai arrendere, e continuare a lottare anche quando c'è una piccola, piccolissima chance". - Michael Schumacher