F1 | Poco spettacolo, cosa può fare Pirelli?
 

 


F1 | Poco spettacolo, cosa può fare Pirelli?

A Monaco i team hanno optato per strategie molto conservative, girando in tempi molto alti rispetto alle qualifiche. La Formula 1 è troppo gomma-dipendente? Pirelli cosa può fare?

di Tommaso Magrini

Nella storia del motorsport difficilmente le gomme non hanno avuto rilevanza. Partendo dalla progettazione della macchina fino alle strategie per la gara. Negli anni si è passati dalla presenza di più fornitori al monomarca obbligatorio per tutti con un bando indetto dalla FIA. Il fornitore attuale, Pirelli, è nella massima categoria dal 2011 e lo sarà almeno fino al 2023.

In questa analisi sulle gomme Pirelli non possiamo però ignorare che è la Federazione che chiede a Pirelli di sviluppare le gomme in un certo modo. Per cui la società meneghina non può decidere molto riguardo al suo prodotto che quindi va giudicato basandosi anche su questo.

In questa annata sportiva si è deciso di realizzare cinque mescole ma di chiamarle sempre morbida, media e dura e di cambiarle in base ai tracciati che hanno esigenze e caratteristiche diverse.

Dal 2017 siamo di fronte ad un paradosso. Questa generazione di monoposto è la più veloce di tutta la storia della Formula 1, con motori da oltre mille cavalli e livelli di carico aerodinamico altissimi. Al tempo stesso in gara difficilmente si battono i record della pista e si gira all’incirca sette secondi più lenti delle qualifiche.

Un caso particolarmente eclatante è quello del GP di Singapore dello scorso anno. Le prime auto erano dieci secondi più lente rispetto ai tempi realizzati in Q3. Nel Gran Premio di Monaco, per l’ennesima volta, i primi quattro piloti hanno effettuato tanti giri con un solo set di gomme, e per arrivare a fine gara hanno alzato di molto i tempi senza offrire ovviamente particolare spettacolo.

Uno dei motivi della differenza di prestazione tra qualifica e gara? L’obbligo per chi si qualifica al Q3 di usare alla partenza il treno di gomme usato nel Q2. Le gomme usate al sabato sono già molto usurate, e per evitare di fermarsi subito al pit stop le auto girano molto lentamente, quasi in parata. Nei tracciati cittadini, Monaco o Singapore, il problema si accentua. Queste piste consumano poco le gomme ma hanno anche pochissima aderenza. Basta un giro un po’ “allegro” e gli pneumatici iniziano a surriscaldarsi. L’eliminazione di questa regola non risolve il problema, ma eviterebbe almeno queste “processioni” che non sono belle da vedere e che impediscono ai piloti di fare quello che amano, cioè andare il più forte possibile.

Inoltre i team sono obbligati a fare una sosta durante la gara e a usare più di una mescola, pena la squalifica. Ci sono varie correnti di pensiero riguardo a quanti pit stop bisogna fare e se è giusto obbligare il cambio gomme. I problemi evidenziati in precedenza portano a pensare che sarebbe necessario agire anche su questo tema, magari concedendo libertà assoluta ai team. Darebbe molta più imprevedibilità alla gare che spesso vengono rianimate solamente dalla safety car.

Le possibilità di agire sul regolamento senza essere troppo avventati ci sono, sta ai team e alla Federazione decidere se gli sta bene questa Formula 1 o no.


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