F1 | Cina: lampo Red Bull nel grigio cinese

La Scuderia austriaca in Cina porta Verstappen al quarto posto, e Gasly sesto autore del giro veloce.

La Red Bull non poteva raccogliere molto in Cina, e lo sapevano. Quello in cui potevano sperare era di raccogliere più punti possibili, magari mettendosi dietro almeno una Ferrari. E’ esattamente quello che hanno fatto, in una domenica monopolizzata dalla Mercedes ancora una volta.

Le due Red Bull hanno preso il via dalla terza fila e hanno mantenuto le posizioni alla partenza. Questo nonostante Verstappen abbia fatto un testacoda nel giro di formazione. Da lì le Ferrari hanno preso il largo, nonostante fossero impegnate nel gestire il confronto Vettel-Leclerc. Gli strateghi della Red Bull, però, hanno pensato di movimentare un gran premio che, altrimenti, sarebbe stato assai prevedibile. Al giro 18, infatti, chiamano Verstappen ai box per un undercut, e provocano la risposta immediata di Ferrari e Mercedes. L’olandese si porta alle spalle di Vettel , e i due ingaggiano un bel duello simile a quello del 2018. Vettel riesce a contenere l’attacco di Verstappen e mantiene il quarto posto. Gli strateghi del Cavallino decidono di differenziare la strategia, perché l’undercut alla fine non funziona con Vettel, ma con Leclerc sì, e quindi decidono di tenere fuori il monegasco quattro giri in più.

Così Verstappen si trova quarto, ma con un Leclerc più veloce alle sue spalle, e cosa fanno? Chiamano ancora ai box l’olandese per montargli le medie. Arriva un’altra risposta della Ferrari e della Mercedes – che può permettersi il lusso di chiamare i due piloti contemporaneamente – ma i Rossi sbagliano chiamando Leclerc troppo tardi. A questo punto Verstappen ha 12 secondi di vantaggio sul monegasco, che non riesce a rimontare come nel secondo stint. Non contenti, i tecnici Red Bull hanno chiamato ai box Gasly a due giri dalla fine, per cercare il giro più veloce e un punto in più. La gara del francese a quel punto si accende dopo una corsa anonima, e il 21enne si porta a casa il punto extra.

I “bibitari”, in conclusione, hanno centrato il loro obiettivo con una lettura molto azzeccata della strategia di gara. Nono sono in grado di reggere il passo della Mercedes  – chi è in grado di farlo? – ma sono comunque capaci di raccogliere tutti i punti possibili.


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Marco Bottamini

Seguo la F1 dal 2000, GP di Suzuka... Da allora, il mio amore per la regina del motorsport è diventato indissolubile. Ogni domenica è un rito, un brivido, un'emozione, sull'onda della velocità.

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