F1 | Grand Chelem: Quando il pilota diventa “cannibale”

3 ottobre 2013 – Posate righelli, goniometri,centimetri da sarto o qualsivoglia strumento di misurazione metrica. Il fatto che Nico Rosberg abbia sopravanzato Sebastian Vettel al via del Gran Premio di Singapore per un centimetro come per venti metri, ai fini statici non conta nulla. Sebastian Vettel domenica ha ottenuto il terzo Grand Chelem in carriera.

Innanzitutto facciamo una precisazione. Hat trick e Grand Chelem sono 2 cose diverse: il primo consiste nell’ottenere pole, vittoria e giro più veloce in uno stesso gran premio, il secondo consiste nell’ottenere pole,vittoria, giro più veloce e in più comandare la gara dal primo all’ultimo giro ininterrottamente. In poche parole: nel primo gli avversari ammettono la sconfitta, nel secondo ammettono che se quella domenica avessero portato la famiglia a spasso era meglio per tutti.

In pratica è come il Grande Slam nel tennis dove un atleta vince tutti i tornei del, appunto, “Grande Slam”. Il re incontrastato del Grand Chelem, o Grande Slam, è senza dubbio Jim Clark.

clarkwinJim Clark ha mandato tutti gli avversari a casa con in testa la domanda: “Mah.. Io ero convinto di averlo visto al via Clark.. Chissà poi dov’è andato!” per ben 8 volte in carriera. Se si conta che ha avuto a disposizione solo 72 Gran Premi prima di entrare nell’olimpo dove solo i grande entrano, questi 8 Grand Chelem valgono almeno il doppio. Altri mastri del dominio sono Michael Schumacher, Alberto Ascari, Jackie Stewart e Ayrton Senna. Mica 4 nomi così buttati a caso!

Il primo Grand Chelem della storia, lo fece Juan Manuel Fangio al Gran Premio di Montecarlo del 1950. L’argentino dominò quando nelle stradine monegasche si correva ancora per 100 tornate e, piccola curiosità, quello fu il gran premio di Formula 1 più lento della storia con neanche 100km\h di media. In sostanza il dominio di Fangio aumenta di valore di fronte a questi numeri.

Di contrasto va segnalato che il Gran Chelem è stato una sorta di tabù per molti campioni del mondo. Piloti come Alain Prost, Graham Hill, e Mario Andretti non sono mai riusciti a dominare un week end di gara. Siamo sicuri che una ragione se la saranno fatta, ma per un campione vincere è tutto, e non vogliamo credere che almeno una volta non abbiano pensato. “Questa volta ci sono andato vicino..”.

Si va verso la Corea, ma prendere lo spunto dal dominio di Vettel a Singapore per parlare di Grand Chelem ce lo siamo voluti concedere. I numeri in Formula 1 lasciano il tempo che trovano, ma il numero di Grand Chelem nella carriera di un pilota serve ad indicare chi era “cannibale” o no in Formula 1.

 


Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.