F1 | Ferrari: La ripartenza più attesa

La ripartenza più attesa

 La lunga attesa è terminata: 109 giorni fa, nella notte fra giovedì 12 e venerdì 13 marzo, il Gran Premio d’Australia veniva cancellato e la Formula 1, al pari di tutti gli altri sport, si arrestava di fronte alla ferocia della pandemia. Il mondo è stato costretto a fermarsi, a chiudersi in casa. Gli appassionati hanno scoperto le gare virtuali, mentre anche le attività nelle sedi dei team di Formula 1 si sono dovute interrompere, per poi ripartire lentamente solo a maggio.

Prima serie mondiale a riprendere. Formula 1 e la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), insieme alle squadre, non hanno mai smesso di preparare la ripartenza che è finalmente qui. La Formula 1 è la prima serie internazionale, di qualunque genere di sport, che riprende dopo la pandemia di Covid-19, un virus che non è ancora stato sconfitto e che, almeno per il momento, obbligherà a non avere il pubblico ai circuiti, costringerà le squadre a prendere parte alle gare in formazione ridotta e tutti gli addetti ai lavori a seguire severi protocolli per poter operare. Il paddock vivrà una nuova normalità della quale fanno parte parole prima sconosciute, come “bolla”, “sottogruppo” o “distanziamento sociale”.

#ForzaAlex. La Scuderia Ferrari sarà in pista in Austria con un messaggio di supporto ad Alex Zanardi, l’ex pilota automobilistico e campione paralimpico che sta lottando per la vita nell’ospedale di Siena dopo essere rimasto vittima di un terribile incidente lo scorso 19 giugno mentre era a bordo della propria handbike durante una staffetta pensata per avvicinare allo sport persone con disabilità. Lo sticker #ForzaAlex sarà visibile da entrambi i lati del roll hoop.

Edizione numero 33. Sebastian Vettel e Charles Leclerc, al pari di tutta la squadra, sono pronti a dare il massimo sul circuito che sorge nel cuore della regione della Stiria. Quello di domenica sarà il 33° Gran Premio d’Austria, una gara che si è disputata per la prima volta nel 1964 su un tracciato dalla forma a “L” ricavato sulle piste dell’Aerodromo di Zeltweg. A vincere fu Lorenzo Bandini con la Ferrari 156 F1-63 ma dopo quell’edizione la gara subì uno stop e la location venne abbandonata. La corsa tornò in calendario nel 1970, sul nuovo circuito dell’Osterreichring, una pista di quasi sei chilometri che si snodava sui saliscendi a cavallo tra i comuni di Zeltweg e Spielberg. La Formula 1 abbandonò il circuito dopo il 1987 per tornarci dieci anni più tardi, all’indomani della ristrutturazione della pista, accorciata a 4,3 chilometri. La nuova Spielberg ha ospitato la gara dal 1997 al 2003. Un ulteriore cambio di proprietà ha riportato il Gran Premio d’Austria in pianta stabile nel Mondiale a partire dal 2014. Lo scorso anno per la Scuderia Ferrari qui arrivarono un secondo e un quarto posto con, rispettivamente, Charles e Sebastian. La pista è molto veloce e si completa in poco più di 60 secondi. Le zone DRS previste sono tre: sul rettilineo principale del tracciato; nell’allungo che porta da curva 1 alla 2; nella retta che porta dalla curva 2 alla curva 3.

Cinque vittorie. La Scuderia Ferrari ha vinto in Austria in cinque occasioni: con Lorenzo Bandini nel 1964; con Jacky Ickx nel 1970; con Eddie Irvine nel 1999 e con Michael Schumacher nel 2002 e nel 2003. Ha ottenuto otto pole position – l’ultima lo scorso anno grazie a Leclerc – cinque giri più veloci e 25 piazzamenti sul podio complessivi.

Gara storica. Ciò che conta davvero, per tutti, è tornare a confrontarsi in pista, facendolo in sicurezza. Anche per questo, il Gran Premio d’Austria che si disputa questo weekend a Spielberg è, ancor prima che incominci, una delle gare più importanti delle quasi 1000 che la Scuderia Ferrari ha disputato. Questo Gran Premio vedrà anche il debutto su tutte le monoposto dello sticker #WeRaceAsOne, che la squadra di Maranello ha con orgoglio fatto esordire fin dal test del Mugello di martedì scorso. L’iniziativa lanciata da Formula 1 nelle ultime settimane intende promuovere un cambiamento in positivo nello sport e nella società alla luce della pandemia ancora in corso e delle disuguaglianze razziali, tematiche, insieme a quelle legate al rispetto dell’ambiente e all’equità di genere, sulle quali Ferrari sta lavorando da tempo. La gara austriaca sarà altresì il primo momento vero di confronto tra i vari costruttori, che offrirà un quadro realistico dei valori in campo, a oltre quattro mesi dai test di Barcellona.

BINOTTO

La SF1000 che sarà in pista sul circuito di Spielberg avrà la stessa configurazione vista nella parte finale dei test di Barcellona. Ciò non vuol dire che, nelle sole cinque settimane e mezzo in cui abbiamo potuto lavorare – fra le stringenti limitazioni legate alle procedure di sicurezza e la chiusura assoluta delle attività operative decise dalla FIA in accordo con i team questo arco di tempo è stato davvero limitato – siamo rimasti con le mani in mano.
La verità è che le risultanze emerse dai test ci hanno imposto un importante cambio di direzione per quanto concerne lo sviluppo, soprattutto sul piano aerodinamico. Prima abbiamo dovuto capire perché non avevamo visto in pista quello che ci aspettavamo e a quel punto ritarare tutto il programma di conseguenza. Sarebbe stato controproducente proseguire sulla strada prevista sapendo che non avremmo raggiunto gli obiettivi prefissati. Pertanto, abbiamo deciso di stendere un nuovo programma che riguardasse tutta la vettura, sapendo che non sarebbe stato pronto per la prima gara nella sua integrità.
L’obiettivo è portare in pista i nuovi sviluppi alla terza gara, quella del 19 luglio all’Hungaroring. Detto questo, al di là dello sviluppo fisico della monoposto, in queste settimane abbiamo lavorato tantissimo sull’analisi del suo comportamento, sia nelle simulazioni che con il contributo dei nostri piloti, e penso che ciò ci sarà utile in Austria.
Sappiamo bene che non oggi disponiamo del pacchetto più veloce: lo sapevamo alla vigilia della partenza per Melbourne e le cose non sono cambiate. Detto questo, il circuito di Spielberg ha delle caratteristiche diverse rispetto a quello di Montmelò e le temperature non saranno quelle di fine febbraio. In Austria dovremo cercare di sfruttare le opportunità che dovessero presentarsi, in attesa di capire in Ungheria, una volta introdotto lo step di sviluppo cui stiamo lavorando, dove davvero saremo rispetto agli altri, anche alla luce degli sviluppi che i competitor avranno eventualmente introdotto.
La realtà è che mai come in quest’anomala stagione fare previsioni è un esercizio sterile. Qualche indicazione su dove saremo rispetto a noi stessi l’avremo al termine delle tre ore di prove libere di venerdì ma un primo verdetto ci sarà soltanto il sabato al termine delle qualifiche. Solo allora cominceremo ad avere un quadro un po’ più chiaro dei rapporti di forza in campo, senza contare le incognite che la prima gara del campionato si porta sempre dietro in termini di affidabilità e rendimento degli pneumatici sulla distanza. Dovremo cercare di essere impeccabili in ogni aspetto del nostro lavoro, nella preparazione di ogni sessione e nell’esecuzione in pista. L’obiettivo? Portare a casa il massimo possibile dei punti in palio, come sempre del resto.

VETTEL

“Non è un mistero che siamo tutti estremamente desiderosi di tornare in pista perché ormai è davvero tanto che siamo fermi. All’inizio abbiamo fatto tesoro della pausa, dal momento che di solito siamo sempre in giro per il mondo e abbiamo poco tempo per le nostre famiglie e per gli amici, ma è giunta l’ora di tornare in pista.
Sono pronto a dare il massimo, anche se non sarà lo stesso senza i tifosi a sostenerci. La pista austriaca è come una giostra che gira velocissima, ma a me piace molto, anche perché si gareggia in altura e io amo la montagna.
Dobbiamo essere realisti pensando a quelli che sono i valori in campo espressi dai test, ma non per questo partiamo sconfitti. Sarà particolare anche il fatto di disputare due gare di fila qui: questo significa che la settimana seguente avremo moltissimi dati in più sui quali fare affidamento. Il primo weekend sarà chiave in funzione del secondo”.

LECLERC

“Il circuito austriaco è molto bello, con tanti cambi di pendenza ed è bello ripartire proprio da lì, anche se non potremo contare sul sostegno dei nostri tifosi. In questo lungo periodo di lockdown ho alternato la preparazione atletica con le sfide virtuali al volante del mio simulatore divertendomi insieme ad altri piloti e, credo, facendo divertire chi ci ha seguito da casa.
La scorsa settimana al Mugello abbiamo ripreso confidenza con una vettura di Formula 1 e devo dire che è stato estremamente piacevole rimettersi al volante di una macchina reale.
La gara dell’Austria dell’anno scorso per me è stata un eye-opener perché mi ha fatto capire quanto potevo essere aggressivo in macchina e questo mi ha permesso di vivere duelli molto intensi nella seconda parte della stagione. Non vedo l’ora di calarmi nell’abitacolo della mia SF1000”.

La settimana scorsa nel team
La squadra è finalmente tornata in pista la scorsa settimana, seppur con la vettura del 2018, in occasione del test al Mugello nel quale sono state provate le procedure anti Covid-19 che saranno impiegate in Austria.
Tanto Sebastian quanto Charles hanno percorso una distanza simile a quella di un Gran Premio riprendendo confidenza con l’abitacolo e la squadra.
A Maranello si è invece continuato a lavorare sul pacchetto di evoluzione della SF1000 che sarà introdotto nelle prossime settimane. Parte della squadra è già giunta a Spielberg ieri, mentre il resto giungerà in Stiria nella giornata di mercoledì.

Ferrari stats
GP disputati 991
Stagioni in F1 71
Debutto Monaco 1950 (Alberto Ascari 2°; Raymond Sommer 4°; Luigi Villoresi rit.)
Vittorie 238 (24,01%)
Pole position 228 (23%)
Giri più veloci 254 (25,63%)
Podi 770 (77.69%)

FERRARI STATS GP AUSTRIA
GP disputati 31
Debutto 1964 (Lorenzo Bandini, 1°; John Surtees rit.)
Vittorie 5 (16,13%)
Pole position 8 (25,81%)
Giri più veloci 5 (16,13%)
Podi 25 (80,64%

GP d’Austria: numeri e curiosità
0 – Le volte in cui il Gran Premio d’Austria ha aperto la stagione di Formula 1. Nella storia del campionato la tappa di Spielberg è stata al massimo sesta tappa (in tre occasioni, nel 2001, 2002 e 2003).

2 – I piloti austriaci che hanno gareggiato per la Scuderia Ferrari: Niki Lauda, capace di vincere due titoli mondiali con 15 vittorie su 57 gare con il team tra il 1974 e il 1977, e Gerhard Berger, a Maranello dal 1987 al 1989 e poi dal 1993 al 1995. Per lui 96 gare con la Scuderia e cinque successi.

2 x 2 – Le doppiette ottenute in Austria dalla Scuderia Ferrari. La prima è datata 1970, con Jacky Ickx e Clay Regazzoni; la seconda risale al 2002 con Michael Schumacher e Rubens Barrichello..

24 – I piloti che hanno preso il via nel GP d’Austria al volante di una Ferrari nelle edizioni valide per il campionato del mondo di Formula 1.

452 – I giri percorsi in testa dalla Scuderia Ferrari in Austria. La squadra ha percorso almeno una tornata al comando in 17 edizioni sulle 31 cui ha preso parte. In due occasioni (1970 e 2002) ha guidato la corsa dal primo all’ultimo passaggio.

Questa settimana nella nostra storia
30/6 Nel 1956 si spegne a soli 24 anni Alfredo Ferrari, detto Dino, figlio di Enzo e brillante ingegnere che aveva messo a punto il primo motore V6 della storia della Casa di Maranello. Era nato a Modena il 19 gennaio 1932. A stroncarlo è la distrofia di Duchenne. In sua memoria, nel 1965, viene creato il marchio automobilistico Dino, poi utilizzato da Ferrari e FIAT. Nel 1970 gli viene dedicato l’autodromo di Imola, poi divenuto “Autodromo Enzo e Dino Ferrari” nel 1988, alla morte di Enzo. Sempre in memoria di Dino, nel 1981 Enzo Ferrari fonda il Centro Dino Ferrari, una struttura medica dell’Università di Milano, specializzata nella cura e nella ricerca scientifica inerenti le distrofie muscolari.

1/7 La Scuderia Ferrari in questo giorno si impone per tre volte nel Gran Premio di Francia. La prima volta accade nel 1956 quando a vincere è Peter Collins al volante della D50 sul tracciato di Reims. Per lui è il secondo successo della carriera. Nel 2001 il trionfo è targato Michael Schumacher che a Magny-Cours precede la Williams del fratello Ralf e l’altra F2001 del compagno di squadra Rubens Barrichello. Il primo giorno di luglio sorride anche a Kimi Raikkonen nel 2007 quando il finlandese, ancora a Magny-Cours, precede il compagno Felipe Massa in quella che è la doppietta numero 73 nella storia della Scuderia.

2/7 Nel 1961 Giancarlo Baghetti centra un primato ancora ineguagliato. Il pilota italiano conquista con la Ferrari 156 F1 il primo successo in Formula 1 nel giorno stesso del debutto, al Gran Premio di Francia disputato sulla pista di Reims. Ci sono altri due piloti che sono stati capaci di vincere la gara d’esordio: Giuseppe Farina, ma si trattava del primo Gran Premio del Mondiale di Formula 1 della storia, a Silverstone, e John Parsons, pilota americano che vinse la prima edizione della 500 Miglia di Indianapolis valida anche per il campionato della massima categoria alla quale però non erano presenti piloti europei.

3/7 Nel 1987 nasce Sebastian Vettel, pilota della Ferrari numero 5. Seb è il terzo pilota più vincente nella storia della Casa di Maranello in Formula 1. Ha vinto la sua prima gara con la Ferrari alla seconda apparizione, nella stagione 2015. Il successo nel Gran Premio di Singapore 2019 gli ha permesso di conquistare il trionfo numero 14 con il Cavallino Rampante: meglio di lui solo Michael Schumacher, con 72 vittorie, e Niki Lauda, con 15.

4/7 Nel 1948 nasce a Grenoble René Arnoux. Il pilota francese ha corso con la Scuderia Ferrari dal 1983 al 1985 vincendo tre gare, tutte nel 1983: Canada, Germania e Olanda, In quella stagione arriva a giocarsi il titolo nell’ultima gara del campionato in Sud Africa, non riuscendo a portarlo a casa ma contribuendo alla conquista dell’ottavo titolo Costruttori, insieme a Patrick Tambay.

5/7 Nel 1953 Mike Hawthorn conquista il Gran Premio di Francia al volante della Ferrari 500 F2. Si tratta della prima vittoria del pilota britannico che con la Casa di Maranello vincerà altre due gare e il titolo mondiale del 1958. Quella di Reims 1953 è rimasta l’unica vittoria di una Ferrari contrassegnata dal numero 16 fino all’avvento nel team di Charles Leclerc che nel 2019 ha trionfato in Belgio e in Italia diventando il pilota più vincente della storia della Scuderia con questo numero.


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