F1 | I dubbi del calendario più lungo di sempre

Il calendario del mondiale 2020 sarà con i suoi 22 week end di gara il più lungo della storia. La F1 cerca nuove piazze per avere più eventi. Il rischio è quello di perdere quel senso di esclusività e attesa per l’evento Gran Premio. Più di un gran rischio se in pista fosse di nuovo dominio Mercedes.

| di Alessandro Francese

I tempi cambiano. Ed è giusto cosi,il più delle volte. Sono lontani i tempi in cui la F1 era l’evento per eccellenza del motor-sport atteso allo spasimo. Da Marzo a ottobre c’erano dai 16 ai 18 GP, tante volte capitava una pausa di anche tre settimane tra una gara e l’altra.

Erano gli anni ’90. Anni di grandissimo fermento tecnico. Anni segnati dalla grande rivalità tra Ferrari e McLaren, dai dominii biennali di Benetton e Williams, dall’epico scontro Schumacher Hakkienen. Forse ad oggi l’ultima grande lotta tra titani. Colpo si colpo, gara su gara. Là in mezzo in quegli anni la grande crisi Ferrari, la sua resurrezione, la perdita di un idolo e simbolo di un movimento come Senna … ma questa è un’altra storia.

Era una F1 diversa, più rara, più attesa. Negli anni 2000 sono cresciuti gli eventi, i nuovi GP, con risultati a volte ottimi altri pessimi. Se la Malesia ( ora sparita) per tanti anni è stata un appuntamento divenuto quasi classico altri GP come quello di Korea ( vi ricordate la Jeep in pista durante la gara?)sono stati fallimentari ( come Valencia, Indianapolis …)

Nel frattempo la F1 è cresciuta, ha trovato un nuovo uomo immagine oltre che uno straordinario campione, parliamo ovviamente di Hamilton, e ha acquisito nuovi mercati. Funzionano Messico, USA,Sochi, Azebrbaijan, piacciono meno al pubblico Singapore, Sochi, Abu Dhabi.

Evento dopo evento la F1 è cresciuta diventando una creatura quasi ingombrante che nel 2020 occuperà l’anno con 22 GP. Tanti , troppi. Il forte rischio, ma non è un rischio è una certezza, è che viene a mancare quel senso di attesa ed esclusività che caratterizzava la Formula 1 che fù . La gare erano attesa anche più di 15 giorni e tra una stagione e l’altra l’inverno durava quasi 6 mesi.

Ora non più. Era già dicembre quando Hamilton si aggiudicava il GP di Abu Dhabi e soltanto tra 3 mesi scatterà il GP di Australia a Melbourne. Quel senso di attesa, mortificato anche dallo strapotere di un’unica scuderia, è venuto meno. Era una parte fondamentale della F1. C’entrava l’immaginazione , la passione, il sogno dei più piccoli.

Ora in un mondo sempre più social, dove tutto è immediato, anche qui questo sapore sacro è svanito. La F1 è diventata un carrozzone ricco zeppo di eventi quasi fosse un campionato di calcio.

La speranza è che Red Bull e Ferrari riescano a tenere testa a Mercedes. Magari batterla e arrivare alla fine a giocarsi il mondiale, cosa che manca da tanto tempo. Perché quei mondiali di cui parlavamo poco prima, alla fine degli anni ‘90, iniziavano alle 4 di notte a Melbourne e finivano all’ultima gara in Giappone. All’alba, tante volte rossa, traguardo agognato di un’attesa quasi ventennale e di un format fatto e seguito forse sì da meno persone ma certamente veri appassionati.

Era più intenso. Più bello, più atteso. O forse eravamo noi più giovani ed entusiasti.

 


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Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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