F1 | Suzuka: Una vittoria sprecata per la Ferrari

Questa volta non si può addebitare nessuna colpa, né alla Ferrari, né a Binotto. Non alle gomme, non alle strategie. Questa volta hanno sbagliato i piloti.

Ma si può con una qualifica che porta i due piloti del Cavallino alla prima fila sprecare una vittoria quasi certa, non solo possibile? La riprova arriva dalle qualifiche stesse che dimostrano la superiorità prestazionale e la raggiunta affidabilità della Rossa.

Invece uno – il 4 volte Campione del Mondo Vettel – fa una falsa partenza dalla “pole”, e l’altro – la giovane arrembante promessa del futuro Leclerc – si cimenta in un duello all’arma bianca con Verstappen alla prima curva che ne condiziona la gara.

Si. Leclerc ha fatto una bella rimonta. E Vettel ha resistito agli assalti di Hamilton fino alla linea del traguardo. Ma l’una e l’altra prestazione confermano che le Ferrari – si tutte e due – potevano conquistare il successo.

Invece dobbiamo (si, noi dobbiamo…) accontentarci di un secondo ed un settimo posto. Mentre il cosiddetto scudiero o valletto di Hamilton, Valtteri Bottas, va a conquistare la vittoria piena confermando il sesto titolo per costruttori alla Mercedes, ed il buon Lewis si avvicina sempre più al sesto titolo piloti.

Se ci fosse ancora il “Grande Vecchio” Enzo Ferrari, domani a Maranello si sentirebbero le urla e gli insulti: perché non si è persa solo una gara ma si sono delusi i tifosi e più che altro non s’è fatta bella  figura di fronte alla clientela giapponese del Cavallino. Si c’è anche questo aspetto da considerare. Perché la Ferrari, pur non avendo bisogno di promozione o pubblicità ( bastano le sue vetture stradali uniche per bellezza e tecnologia ) cura molto, vezzeggia quasi la sua clientela. Ed il mercato giapponese è un buon mercato.

Qualcuno dirà: “Ma lo sport è un’altra cosa”. Giusto però è così che la Ferrari s’è imposta al mondo con le sue ambitissime creature. E che i due piloti abbiano sprecato una vittoria non fa bene a nessuno. Resta una consolazione: la Ferrari è ormai all’altezza della Mercedes. Peccato che ci sia arrivata quando la stagione sta per terminare.     


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Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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