F1 | Ferrari: a Suzuka l’ennesimo problema allo start

La Ferrari spreca al via ancora una volta una chance importante. Di nuovo per errori di entrambi i piloti viene vanificata una qualifica straordinaria. Questa Ferrari non riesce a concretizzare il risultato, la Mercedes ringrazia e si laurea Campione Costruttori per il sesto anno di fila.

Quale sarebbe stato l’epilogo lo sapevamo da tempo. Prima o poi la Mercedes Si sarebbe nuovamente confermata campione del mondo. Quello della Ferrari – per le statistiche -poteva essere solo un rinvio di una sentenza già scritta ma per il morale e l’autostima doveva essere l’occasione di battagliare con la Mercedes su una pista ritenuta ostica alle caratteristiche della SF90.

Le qualifiche della domenica mattina hanno confermato una Ferrari guarita e un Sebastian Vettel competitivo sul giro secco come ai tempi d’oro. Probabilmente il passo gara della Mercedes in gara avrebbe fatto la differenza ma come ha dimostrato Hamilton negli ultimi giri di gara attaccare la rossa non sarebbe stato semplice.

I guai della Ferrari quindi se non più soltanto tecnici si dimostrano umani. Qualsiasi cosa si dica la tensione tra i due piloti è fortissima. Al via Leclerc punta già sulla piazzola la Ferrari di Vettel, quasi la loro fosse una gara privata. “ I piloti devono correre per la Ferrari ripete come un mantra Binotto”, poi sulla griglia è il far west”.

Vettel muove la vettura di pochi centimetri coi semafori spenti graziato dalla direzione gara!-, si blocca e con il suo errore sorprende anche Leclerc. Allo spegnimento lo scatto delle rosse è penoso, subito infilate da Bottas ed Hamilton, vanificano una gara che con uno start diverso poteva anche generare un risultato migliore.

 

Il disastro è completato da Leclerc che alla prima curva centra in pieno Verstappen, questa volta assolutamente incolpevole, rimediando alla fine 15 secondi di penalità. La sua Ferrari si danneggia nell’impatto, perde uno specchietto, non rientra subito per cambiare l’ala la cui estremità penzola per più giri. Confusione.

Suzuka lascia un interrogativo. Se da una parte la Ferrari ha saputo reagire e ritrovare un buon livello di competitività dall’altra non è questo il modo di affrontare il prossimo mondiale. Avere in corso una guerra intestina tra piloti può servire solo se questi combattono a suon di doppiette (Mercedes 2016) non se la loro rivalità danneggia gli interessi del team come successo di nuovo qui a Suzuka, come nelle qualifiche di Monza, come al via di Sochi.

Non ci siamo: dopo vari avvisi ai due piloti ora serve più fermezza.