Pirelli: dopo la Hypersoft ecco la SuperHard
 

 


Pirelli: dopo la Hypersoft ecco la SuperHard

Pirelli ha presentato le gomme che porterà nel 2018, ed è andata oltre le attese. Era già risaputo che avrebbe portato una mescola più morbida della Ultrasoft, e che quindi le mescole sarebbero state sei. Nessuno però sospettava che potessero diventare sette le coperture previste.

Pirelli aveva ammesso, nei mesi passati, di aver avuto un approccio conservativo quest’anno. Tale prudenza è stata dovutra alla rivoluzione regolamentare di quest’anno, e all’incertezza sulle prestazioni delle vetture. Per questo Pirelli non ha voluto rischiare, e abbiamo visto i risultati in pista. Meno pit stop, stint più consistenti e meno sorpassi. I primi due elementi erano peraltro stati richiesti a gran voce dai piloti, stanchi delle gomme troppo morbide del passato.

La necessità per il 2018, quindi, era di realizzare coperture più morbide per tornare ad avere una media di due pit stop per pilota. Inoltre, si sentiva la necessità di aumentare la varietà delle strategie, e di vedere più spettacolo in pista. Aggiungiamo che Pirelli ha potuto provare per 25 giornate su vetture 2017 le coperture sperimentali, perciò i dati sono più affidabili di quelli del 2016, ottenuti con vetture ibride.

La gomma più morbida del lotto – soprannominato ‘arcobaleno’ – si chiamerà Hypersoft. La scelta l’hanno fatta i fan, nell’àmbito di un sondaggio organizzato dalla stessa Pirelli. Gli addetti ai lavori avrebbero preferito il nome Megasoft, ma la scelta del pubblico è stata preferita. La vera sorpresa è stata l’introduzione della Superhard, la copertura più dura. La scelta ha un senso, se pensiamo che tutte le mescole sono più morbide di quelle attuali. Così avremo una mescola, la Hard, intermedia tra la Medium e la Superhard, comparabile all’attuale Hard. Per quanto riguarda la Hypersoft, è probabile che sarà usata su piste come Montecarlo, dove l’asfalto offre pochissimo grip.

L’opinione di chi scrive è che Pirelli abbia seguito le direttive di Liberty Media, che vuole una F1 più “americana”, quindi più spettacolare, e oseremmo dire esagerata. Del resto Pirelli è sempre stata una mera esecutrice di volontà superiori, come fece nel 2011 per Bernie Ecclestone, che voleva gomme ad alto degrado per aumentare i sorpassi. Oggi siamo sulla stessa falsariga.


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Marco Bottamini

Seguo la F1 dal 2000, GP di Suzuka... Da allora, il mio amore per la regina del motorsport è diventato indissolubile. Ogni domenica è un rito, un brivido, un'emozione, sull'onda della velocità.

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