F1 | I figli di…

Con l’arrivo di Mick Schumacher in Formula 1 – l’anno prossimo sarà pilota ufficiale della Haas – si riapre l’annosa questione: “ Ma i figli di piloti meritano il volante di una F.1? O sono agevolati dal nome e dalla situazione di favore del “ figlio di..” ? 

Se analizziamo le presenze di situazioni simili nei 70 anni di storia della specialità dobbiamo constatare che non sono molti quei figli di campioni, o comunque di piloti di grande risonanza, che hanno affrontato l’arduo impegno; e la risposta è nettamente positiva.

E’ stato così per Damon Hill, che ha conquistato il titolo iridato nel 1996  onorando così i due titoli mondiali 1962 e 1968 del padre Graham.

E pure per Jaques Villeneuve, campione 1997, quasi a riscattare il mancato titolo del padre Gilles deceduto prematuramente.

Si deve poi saltare al 2016 per ritrovare un campione del mondo figlio di campione. E’ Nico Rosberg, figlio di Keke che il titolo lo aveva conquistato nel 1982.

Operazione non riuscita invece per Michael Andretti che nel 1993 tentò inutilmente di emulare il padre Mario, campione del 1978 e sete tornò in Indycar. O per Nelsinho Piquet – 2008 e 2009 –  e David Brabham –  1990/1994 – figli di Nelson e Jack rispettivamente. Come pure, negli anni ’90, per Christian Fittipaldi, figlio di Wilson e nipote di Emerson che campione lo fu 2 volte nel 1972 e 1974.

C’è invece un pilota di seconda generazione che sta dimostrando grande talento: è Max Verstappen, figlio Jos che fu pilota dal 1994 al 2003 negli anni d’oro di Michael Schumacher, e che si sta dimostrando il più strenuo resistente al dominio di Hamilton in questi ultimi anni.

Con lui si ritroverà appunto a lottare Mick Schumacher dal prossimo 2021. Questa volta sembra che Verstappen sia favorito, per esperienza e per mezzo disponibile.

Starà a Mick dimostrare nei prossimi anni di saper ripercorrere i fasti del padre.

Tutto sommato “ i figli di” escono bene  da questa analisi.

Affiora però un’altra situazione: quella dei “ figli del padrone” della scuderia. Ma questa è un’altra storia, sulla quale ritorneremo.


Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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