Stirano: mancanza di grip come chiave per lo spettacolo in F1

Giorgio Stirano ha definito il GP di Turchia come “spettacolare” grazie anche alla mancanza di grip che ha caratterizzato la quattordicesima prova del mondiale di F1. E da questo presupposto si potrebbe pensare a qualche intervento per i futuri regolamenti. 


 

| a cura di Francesco Svelto

Il Gran Premio di Turchia, quattordicesima gara del mondiale di F1 2020, è stata sicuramente una gara “pazza”, caratterizzata dall’imprevedibilità delle diverse fasi della corsa a causa anche di un asfalto assolutamente non omogeneo e non prevedibile.

Il tracciato turco era in disuso (almeno per la F1) da oltre otto anni. E per l’occasione, gli organizzatori hanno sostenuto scelte che hanno fatto storcere un po’ il naso ai più (oltre alla ri-asfaltatura hanno fatto gommare il tracciato con l’ausilio di macchine stradali la notte prima del GP, tanto per dirne una).

Tuttavia, asfalto, acqua e olio a parte, ne è uscita una gara molto spettacolare. Una gara che ha messo in evidenza il talento di molti piloti che in situazioni precarie si esaltano (Hamilton e Vettel su tutti) e che ha evidenziato le lacune (caratteriali o di guida) di altri.

Giorgio Stirano è intervenuto a Pit Talk ed ha non solo lasciato un commento sulla gara di ieri ma anche lanciato un suggerimento su come interpretare il regolamento tecnico in vista del prossimo futuro, visto che a medio termine cambieranno tante cose:

Non è una sorpresa il risultato di ieri. Hamilton lo conosciamo come un dominatore con auto a basso grip, quando piove è imbattibile. Anche Vettel, la sua prima gara la vinse a Monza con metà gara bagnata. Se la cavano entrambi molto bene quindi in queste condizioni. Sono rimasto sorpreso quando nelle prime fasi di gara Lewis non fosse cosi competitivo, anche la Mercedes non gli dava un supporto adeguato ma nel mentre che i giri passavano è cresciuto ed è diventato l’Hamilton solito che tutti conosciamo […]

Ieri ci siamo divertiti molto per un motivo molto semplice: perché non c’era grip. Quando si pensa ai regolamenti futuri secondo me una delle linee guida deve essere la riduzione “drammatica” del grip. Come? Lavorando magari sugli pneumatici. Hamilton ieri è arrivato a fine gara praticamente con le slick. Vuol dire che Pirelli ha fatto delle intermedie che sono robuste, sono arrivate a fine intaglio e non sono andate in crisi. Quindi il modo per fare pneumatici meno performanti, più robusti ma con meno grip, c’è! E quindi il pilota deve guidare di più e – magari – potrà pure fare un errore come quello di CL o Verstappen.

E poi la riflessione dei futuri regolamenti dovrebbe passare anche per i motori – magari togliendo aria dalla miscela combustibile/comburente – e riducendo tutta la parte aerodinamica inteso come superfici alari e appendici varie. Altro che BoP e zavorre cosi come ho sentito da Red Bull…

 

Una chiave interpretativa assolutamente di rilievo in vista soprattutto del 2022, quando i regolamenti tecnici vedranno la (re)introduzione di una sorta di effetto suolo (anche se parziale rispetto a quello del passato) e l’avvento delle nuove coperture da 18 pollici.

 

Francesco Svelto


Francesco Svelto

Non un tifoso della F1... ma un appassionato di tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".