F1 | Bahrain 2010: “Buona la prima!”

 

 

Anteprima storica del GP del Bahrain, terzultima prova del tormentato mondiale di F1 2020. Per questa occasione andiamo a ripercorrere ciò che accadde nel 2010, quando una-tantum venne utilizzato un layout molto differente del tracciato del deserto rispetto al recente passato. 

 

| a cura di Federico Sandoli

Il mondiale di F1 2010, eccezionalmente, prende il via dalla pista del Barhain, che si presenta come primo appuntamento iridato con layout allungato a quasi 6.3 km. Motivo per cui il gran premio sulla verrà percorso in soli 49 giri.


Oltre all’abolizione dei rifornimenti in gara, evento che riporta l’orologio della F1 al 1993, le altre novità di questa gara, sono il ritorno in macchina di Michael Schumacher e il gradito rientro di Felipe Massa, che dopo aver rischiato la vita e la carriera in Ungheria l’anno passato con quel bizzarro incidente innescato dalla molla persa dalla Williams di Barrichello, si ritrova alla guida della Rossa con grinta e voglia di dimostrare quanto possa ancora dare al volante di una macchina da corsa.

 

Il ritorno del tedesco, invece, non ha niente di epico. E’ una manovra Mercedes per attirare sponsor e visibilità. Peccato che Schumacher alla guida non convince, pare la controfigura dell’asso pigliatutto di qualche anno prima, destando scalpore per l’anonimato delle sue prestazioni più che per le imprese in pista.


Le prove ufficiali vedono primeggiare una stella destinata a scrivere importanti pagine di questo sport: Vettel braccato a poca distanza dalle due rosse di Alonso, neo prima guida e pronto a candidarsi come unico degno del tiolo mondiale, e il redivivo Massa.


Lo stesso Massa, forse un po’ stretto da un compagno ingombrante, lascia esterrefatto il muretto rosso con un ultimo giro da sogno che gli regala il secondo posto affianco al tedesco ma soprattutto relega il compagno alla terza piazzola di partenza.


Allo scattare del semaforo Vettel mantiene la testa mentre tra le due rosse è già duello alla prima curva. Alonso con una manovra temeraria sorpassa il compagno e si mette in scia al tedesco in prima posizione. Vettel, o forse meglio dire la Red Bull, non si fanno intimidire dal rosso negli specchietti e accelerano quel tanto da mettere uno spazio rassicurante tra se stesso e Alonso.

 

I primi tre guadagnano subito un margine sugli avversari, arrivando a mantenere le posizioni anche dopo l’unico cambio gomme. I due di testa provano a sfidarsi con dei giri veloci ma le differenze minime tra le due macchine non permettono a nessuno dei due di prevalere.


La svolta avviene al 34 giro. La Red Bull sfiata come una locomotiva a vapore e l’agitazione al box bibitaro è tangibile. Alonso, spronato dal muretto comincia ad avvicinarsi per arrivare a passare la Red Bull quasi fosse ferma.


Quando ormai è chiaro che a cedere è uno scarico della macchina blu e a resistere è solo l’abnegazione del tedesco – spesso a centro pista per rendere i sorpassi quanto meno difficili – ecco arrivare Massa che lo infila alla staccata della prima curva e poi ancora Hamilton con la McLaren.


Con due Ferrari davanti il box rosso spegne ogni velleità tra i due piloti anzi li invita ad accompagnare le macchine al traguardo.


Al taglio del traguardo l’impressione generale è che la Ferrari abbia già ipotecato il mondiale. Peccato che poi le cose non andarono proprio cosi, con la Red Bull che nel corso della stagione mise le ali…


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