F1 | Ferrari ad Abu Dhabi: ultima chiamata all’ordine

Domenica da Abu Dhabi va in scena l’ultima gara della stagione, la prima dopo il disastroso incidente tra Vettel e Leclerc. Cosa ha insegnato questa stagione alla Ferrari? Il bilancio è positivo o negativo?

Il paragone del Bicchiere mezzo pieno era stato fatto Sergio Marchionne qualche stagione fa. Si parlava di una Ferrari, ancora acerba ,che stava assestandosi per provare l’assalto al mondiale.
Sono passati anni e la situazione è sempre la stessa.

Domenica con il GP di Abu Dhabi si conclude l’ennesima stagione senza titolo. Una stagione che per la rossa può considerarsi con il senno di poi un “nuovo anno zero”. Ma il bicchiere ora è mezzo pieno o no?

Ho citato Marchionne perché oggi in Ferrari manca un grande Leader. Una personalità importante che si metta tra la pista e la proprietà. Esattamente ciò che fu Lauda per Mercedes sino alla primavera, ciò che oltre a Marchionne fu per tanti anni Montezemolo ( quante vittorie …).

Questa mancanza  ha fatto si che la questione piloti sia sfociata in una diatriba che ha portato al disastro del Brasile dove la collisione tra Vettel e Leclerc ha posto fine alla gara delle due Ferrari.

Del 2019 resterà il ricordo di una stagione a tratti importante. Soprattutto grazie alla reazione estiva che ha recuperato una monoposto nata sotto una cattivissima stella. E’ stata  una stagione in cui però troppe volte la Ferrari non ha sprecato le occasioni per vincere. i GP vinti potevano essere di più dei tre sin qui arrivati.

La stagione, partita per volere di Binotto con Vettel prima guida e Leclerc scudiero ha insegnato molto. I piloti dovranno mettersi a disposizione della scuderia, entrambi possono essere uno più veloce dell’altro. Sta alla Ferrari trasformare questa sfida in uno stimolo per vincere e non in una guerra interna. Ecco questo risvolto forse è la vera “sconfitta” stagionale della Ferrari. Qui il bicchiere è senz’altro vuoto.

All’inizio era giusto puntare su Vettel. Doveva essere aiutato a riprendersi dalla sua personale crisi. Forse ci è riuscito. L’incidente del Brasile è si un fatto grave, ma anche un estremo tentativo di non soccombere in un duello. Lo fa un vincente quell’errore lì, non uno sprovveduto. Questa rabbia del tedesco va gestita. Può vincere, è veloce ma anche tanto emotivo. Mandarlo via? No, in caso dovesse esser utilizzato come seconda guida garantirebbe prestazioni superiori ai vari Massa, Barrichello, Raikkonen.

Sta a lui capire che se Leclerc si dimostrerà più veloce dovrà mettersi al lavoro per la squadra. Un titolo mondiale manca da troppo.

Quanto a Leclerc è esploso in un attimo. 2 vittorie e record di pole stagionale al primo anno in Ferrari. Il futuro rosso è suo, chiaro che la Ferrari prima o poi sarà tutta incentrata su di lui. Nel 2020 però avrà al fianco un compagno e non un nemico. Che glielo mettano bene in testa. Anche lui se Vettel si dimostrerà più veloce dovrà capire di mettersi al servizio della squadra, altrimenti gli stessi errori verranno ripetuti in un loop che genererà l’ennesima vittoria Mercedes.

Abu Dhabi è allora l’ultima corsa del 2019 o la prima del 2020? E’ già un buon esame per capire dopo lo scossone brasiliano quale sarà l’equilibrio della rossa che verrà.


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Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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