Ferrari vince e convince, ora sotto con il 2018

Ottima prova della Ferrari in Brasile, che conferma il potenziale complessivo.

La Ferrari vince in Brasile, e il sapore è di rivincita. Come potrebbe essere altrimenti, dopo quello che è successo a partire da Singapore? A seguito della batosta di Monza, dove Hamilton ha battuto la Ferrari a casa sua, ci si aspettava una pronta reazione su una pista favorevole come quella asiatica. Invece, la disfatta è iniziata da lì. Tutto ciò che di buono era stato fatto, è andato in fumo in pochissimo tempo. Tra errori dei piloti – a Singapore e in Messico – e vari problemi tecnici – a Sepang e Suzuka –  il mondiale è andato a Hamilton e alla Mercedes, in maniera fin troppo facile. Su una pista come Interlagos, sulla carta favorevole alla rivincita, ci si aspettava la reazione e così è stato.

A dir la verità, è stata la Mercedes a dettare il passo inizialmente. In tutte le sessioni di libere le Frecce d’Argento hanno dato l’impressione di poter dominare facilmente, fino al clamoroso errore di Hamilton. La sua uscita di pista all’inizio delle qualifiche ha compromesso il suo weekend e ha aperto la strada alla Ferrari.

Certo, Bottas ha fatto la pole position, ma Vettel se l’è mangiato in un sol boccone al via. E nel corso della gara, ha sempre gestito con un certo agio la corsa, dimostrando che il finlandese non era una reale minaccia. E lo scarso entusiasmo per la vittoria ne è una dimostrazione. Hamilton, invece, ha dato prova della sua forza rimontando dalla pitlane al quarto posto, in modo simile a come fece Schumacher nel 2006. Solo le gomme usurate e un Raikkonen in buona forma gli hanno impedito di raggiungere un podio clamoroso.

C’è da dire che questa vittoria della Ferrari sa di gol della bandiera. Sta a dimostrare che il potenziale c’era, e una serie di piccoli errori e sfortune hanno compromesso una rincorsa che, altrimenti, si sarebbe decisa ad Abu Dhabi. Questa vittoria, comunque, dà una prova della forza della Ferrari, e permette di ben sperare in vista della prossima stagione.

Marco Bottamini

Seguo la F1 dal 2000, GP di Suzuka… Da allora, il mio amore per la regina del motorsport è diventato indissolubile. Ogni domenica è un rito, un brivido, un’emozione, sull’onda della velocità.