Beastly Days : Abu Dhabi 2012 – La rimonta di Vettel

Ultimo Gran Premio della stagione e ultima puntata di Beastly Days. Oggi salto nel passato molto breve: si parla di Abu Dhabi 2012 e della rimonta di Sebastian Vettel.

Il personaggio: Non è il caso di descrivere in lungo e in largo chi sia Sebastian Vettel da Hoppenheim. Un campione. Basta e avanza per descriverlo. Un predestinato tedesco cresciuto su col mito di Michael Schumacher e arrivato in F1 grazie alla Red Bull che fin da quando era in fasce puntava su di lui. Un vincente nato, uno che avrebbe cambiato le sorti della Formula 1 (parola di Giorgio Ascanelli che per Vettel ha sempre avuto un debole). E pensare che debuttò nel lontano Gp degli USA 2007 al volante di una Bmw Sauber. Poi la chiamata a pilota titolare della Toro Rosso a partire dal Gp di Ungheria dello stessa anno, al posto del silurato Scott Speed. Passa meno di un anno e a Monza vince il suo primo Gran Premio nello storico Gp D’Italia del 2008. Poi la promozione in Red Bull, i risultati che arrivano e il mondiale ancor più storico del 2010 che lo issa come Wonder Boy della F1, in quanto detentore di ogni record di precocità (almeno fino all’arrivo della sua Kryptonite Max Verstappen). Poi il 2011 e il mondiale dei record distrutti, con vittorie a ripetizione in un campionato che mai è stato considerato aperto visto lo stra potere di Vettel e della Red Bull. Si arriva, così, nell’enigmatico 2012. Un mondiale che vede un equilibrio che mancava alla F1 da secoli. Vincono tutti, anche chi in F1 c’è arrivato per i suoi sponsor, e Vettel sembra quasi arrancare. Oddio, è sempre in lotta per l’iride ma dopo Monza pare che il campionato sia una lotta a due tra Alonso su Ferrari ed Hamilton su Mclaren. A Singapore, però, ecco il bivio (ripetita iuvant): Hamilton si ferma col cambio della Mclaren cotto e vince Vettel. Susseguiranno altre 3 vittorie consecutive ed uno zero di Alonso a Suzuka. Ora in testa c’è Vettel e ad Abu Dhabi (pista sulla carta pro Red Bull) può dare una mazzata ancor più pesante al campionato.

Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.