F1 | Quel tifo che c’è solo a Monza

Monza, 5 settembre 2013 – Mancano poche ore al via delle prove libere al Gran Premio d’Italia, e molti tifosi si stanno già dirigendo verso Monza, per regalare uno spettacolo che solo nel circuito brianzolo si vede.

Il supporto che danno i tifosi a Monza è diverso dagli altri; appassionato, coinvolgente, determinato e anche delle volte esagerato. Il tifoso italiano a Monza è famoso in tutto il mondo. Spesso e volentieri, Murray Walker esclamava: “Sentite il boato dei tifosi“, ma la parola “tifosi” tale restava, perchè quello che si vede a Spa, Silverstone o Monaco è un’ altra cosa, perchè è talmente unico, talmente appassionato, talmente sfegatato che merita un termine, una denominazione tutta sua.

Le vetture di Formula 1 sfrecciano sui rettilinei di Monza a pieno gas aperto a 19.000 giri, eppure quando tale prodigio tecnologica “canta” con tutta la sua voce, il boato è talmente alto che sovrasta il rumore metallico dei motori. Centinaia di decibel in formato umano che sparano nell’aria tonnellate, se proprio una unità di misura deve avere, di passione che il pilota non può sentire con le orecchie, sarebbe troppo, ma vede e capta col cuore.

Quando la gara finisce, una marea umana invade il tracciato di Monza. Scalpita, corre, urla ancora e alla fine si apposta sotto al podio. Non importa chi vince, l’importante è essere li, a osannare il vincitore oppure a inveirgli contro. In un’Italia Ferrari-dipendente, ci sta.

Un cuore di dimensioni visibili anche dalla ionosfera, rosso e con un cavallino rampante in mezzo, poteva essere concepito solo dalla follia e dalla passione di chi c’è l’ha nel sangue, da chi ha macinato ore di strada per essere li, da chi ha rinunciato a giorni di ferie per essere a Monza e vedere lo spettacolo della Formula 1 e da chi ha aspettato 365 giorni quel momento, quel momento in cui si può dire a chi è lassù, sul gradino dove tutti voglio essere: “Grazie”, grazie per averci fatto sognare e battere questo cuore che esprime tutto l’amore che abbiamo per quella macchina che hai appena finito di guidare dopo 53 giri di pura velocità in quello che è il tempio della velocità.

Non esiste nessun posto al mondo come Monza e come i tifosi che colorano le gradinate ad ogni edizione del Gran Premio d’Italia. Che il colore sia rosso, blu, argento o che sia una bandiera di una nazione, l’accoglienza dei tifosi a Monza è qualcosa di diverso, qualcosa di talmente bello che neanche una poesia può descriverlo. Monza e i suoi tifosi sono qualcosa di diverso dalle altre piste, anche se nessun pilota mai ve lo dirà.


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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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