F1 | I 70 anni di Chris Amon

20 luglio 2013- La Nuova Zelanda non è  solo la nazione con più pecore che popolazione, ma è anche una fucina di piloti dal talento cristallino e limpido dell’epopea eroica della Formula 1. Bruce Mclaren, Denny Hulme e, appunto, Chris Amon.

Chris Amon nasce il 20 luglio del 1943 da una famiglia benestante col pallino delle corse. A soli 19 anni fa il suo debutto in Formula 1 rimpiazzando qua e la vari piloti assenti dalle competizioni, ma nel 1966 Enzo Ferrari (da sempre alla ricerca di piloti giovani) lo nota vincere la 24 ore di Le Mans in coppia col suo connazionale Bruce Mclaren e lo vuole a Maranello l’anno successivo.

Chris Amon ha una particolarità: la sfiga. Si, perchè non si può trovare altro termine. 96 Gran Premi, 11 podi, 5 pole position e tutte, ma proprio tutte, le volte che era in testa a un Gran Premio… Tac! La sfiga esce e gli leva il sogno della prima vittoria.

Chris-Amon-1969Al Gran Premio di Spagna del 1968 ha un vantaggio di oltre 23 secondi sull’inseguitore quando un fusibile lo costringe al ritiro e in Canada, quando il vantaggio era di oltre un minuto, a cedere è un anello della frizione. Non Basta? Rimaniamo nel 1968 e parliamo del Belgio è in testa con la gara in pugno e si ritira col motore della Ferrari 312 cotto perchè un giornale, finito nei radiatori, impediva il raffreddamento del motore stesso.

Penserete sia l’anno sfigato? 1969, Gran Premio del Sud Africa, Chris Amon è al comando quando scoppia uno pneumatico che, distruggendosi, rompe il braccetto e si ritira.

Ma la sfiga andava anche fuori dai circuiti, quando a nel 1969 Chris Amon lasciò la Ferrari si fece pagare la liquidazione dal Drake in sterline e indovinate che succede? Crolla la moneta inglese del 18% uno dei peggiori crolli della storia della sterlina.

A Vallelunga fa freddo l’unico giorno che prevede la presenza di Amon e al ritorno scrocca un passaggio all’Ingegner Forghieri perchè la sua Mercedes nuova fiammante ha l’olio congelato, a Napoli chiunque prende stecche di sigarette a buon prezzo e lui trova gli unici 2 truffaldini e torna a casa con un bel sacchetto di segatura (usavano quello una volta per farlo sembrare tabacco al tatto).

chris_amonrfMario Andretti diceva “Se Chris Amon cominciasse a fare il becchino.. la gente non morirebbe più!” e il Drake Enzo Ferrari era arrivato a rivedere la sua tesi che la sfortuna nella corse non esiste quando conobbe Chris Amon, ma entrambi hanno potuto apprezzare le caratteristiche di guida del neozelandese. Un collaudatore impeccabile, instancabile praticamente perfetto; gli bastavano pochi giri per dare un check completo della macchina e un assetto ad hoc per la sua guida e il tracciato.

Nel 1976 chiuse la carriera in Formula 1 non prima di “piazzare” Gilles Villeneuve in Formula Atlantic alla Wolf dicendo al patron Walter Wolf  al telefono “Io mi ritiro, prendi questo canadese al suo debutto è andato più forte di me in qualifica” e di raccomandarlo alla Ferrari nel 1977.

Forse si fa presto a dire che è stato sfortunato, ma la sua fortuna più grossa è quella di poter festeggiare oggi i suoi 70 anni dopo aver corso nel periodo più cruento, terribile e pericoloso della Formula 1. Sempre nel 1968 a Monza alla prima di Lesmo finisce a muro e viene sbalzato dalla vettura, scende da un albero senza neanche un graffio; ripagata tutta la sfortuna. Happy Birthday Chris Amon!


1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)
Loading...

Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

One thought on “F1 | I 70 anni di Chris Amon

  • 23/07/2013 at 00:19
    Permalink

    Nel 1968 al GP d’Italia a Monza , il suo incidente non andò proprio come descritto nell’articolo.
    Tra la prima e la seconda di Lesmo al secondo giro, toccò con la ruota anteriore la Honda di John Surtees, tanto bastò per farlo letteralmente decollare, scavalcò le reti di protezione finendo con l’auto capovolta in mezzo al bosco, Fortunatamente nonostanrte i serbatoi della benzina ancora pieni e grazie alla sua prontezza di spegnere il motore durante il volo, l’auto non si incendiò. Lo estrassero dalla macchina dopo alcuni minuti, con un paio di costole incrinate. Quel giorno la sfortuna si era girata dall’altra parte con un po’ di compassione …

Lascia un commento