domenica, Dicembre 4, 2022

DRS: come funziona?

Alla luce di ciò che è accaduto nell’ultimo Gran Premio di Spagna a Max Verstappen, proviamo a comprendere come funzioni e a cosa serva il famigerato DRS. Si sente spesso parlare anche della questione relativa all’utilità o meno dello stesso e se questo faciliti troppo il sorpasso.

Il Drag Reduction System, più semplicemente definito come DRS, è un dispositivo che permette alla vettura di aprire l’ala mobile posteriore, offrendo alla vettura maggiore velocità di punta . Il pilota può usufruire di ciò solo se si trova a meno di un secondo del pilota che lo precede.  In qualifica il pilota può usufruire del DRS quante volte vuole, solo nelle zone prestabilite. Nei primi due giri di gara e in condizioni di bagnato, esso non può essere utilizzato. Questo sistema, introdotto nel 2011, ha lo scopo di facilitare i sorpassi. Innanzitutto cerchiamo di capire come questo si attivi e il relativo funzionamento.

Nei vari tracciati ci sono apposite zone, che variano per ogni circuito, dove esso può essere usato. Nella maggior parte dei casi esse si trovano in prossimità dei rettilinei. Antecedenti alle zone DRS si trovano i ”Detection Point”. Questi corrispondono a punti di pista in cui viene calcolato il gap, per osservare se è sotto il secondo, tra i due piloti consecutivi. Se al passaggio di questa zona il distacco è inferiore al secondo il pilota può usufruire del DRS.

Una volta che il distacco è inferiore al secondo, nel punto del Detection Point, il pilota può usufruire del DRS nella zona prestabilita. Il DRS può anche non essere attivato dal pilota, ovviamente ciò va a discapito della propria prestazione. Sul display del volante, una volta che è possibile attivare l’ala mobile, esso è evidenziato. Nel caso in cui si attivi il DRS in una zona non consentita o prima del punto di attivazione non accade nulla, semplicemente se ci si trova prima del punto di attivazione l’ala si aprirà in ritardo.

Negli ultimi anni ci sono state diverse polemiche riguardo all’uso del DRS. Infatti per molti esso rappresenta un vantaggio troppo elevato per i piloti, non rendendo quindi corretta la competizione. Bisogna però pensare anche alla configurazione delle vetture attuali. Le attuali monoposto sono troppo simili tra loro dunque una gara senza DRS comporterebbe pochi sorpassi, riducendo di gran lunga lo spettacolo. Un esempio lampante è l’ultimo gran premio di Imola disputato, in cui il direttore di gara non ha autorizzato per circa una decina di giri, causa condizioni semi asciutte, l’uso del DRS. Durante quei giri i sorpassi sono stati quasi nulli, riducendo di gran lunga lo spettacolo.

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