F1 | I Team Indimenticabili: Ligier
 

 


F1 | I Team Indimenticabili: Ligier

26 Febbraio 2014 – Dodicesimo appuntamento della collana “I Team Indimenticabili” dedicato ad una scuderia francese che ha segnato le corse tra gli anni 70 e gli anni 90: La Ligier.

ligierDi solito si è parlato in questa collana di team o scuderia , ma mai di Equipe. E’ il momento di rimediare. La storia dell’ Equipe Ligier è una di quelle che nella F1 di oggi fatta di modernità e dollaroni a valangate è difficile ritrovare. Guy Ligier, il fondatore, è uno di quelli uomini che si è fatto totalmente da solo, partendo da nulla fino ad ottenere tutto ciò che desiderava. Rimasto prestissimo orfano, ha iniziato a lavorare come garzone assistente presso una macelleria di Vichy, la sua città natale. La fortuna grossa Guy Ligier l’ha fatta quando ha acquistato un terreno in disuso e da li ha iniziato a costruire strade qua e la per la Francia, fino a diventare uno dei fautori delle “autorutes” francesi; senza dimenticare la verve sportiva che l’ha portato a giocare a Rugby (Nel Vichy RC addirittura in seconda divisione francese), canottaggio e calcio. Verso la fine degli anni 50 debutta anche nelle moto, correndo nella classe 500 e ottenendo il titolo nazionale francese. Tutto ciò a soli 32 anni di età.

A metà degli anni 60, Guy Ligier comincia ad interessarsi anche alle 4 ruote e alla Formula 1. Tra il 1966 e il 1967, correrà come pilota privato 13 Gran premi a bordo di una Cooper prima e di una Brabham poi, ottenendo un sesto posto (di conseguenza un punto) in Germania come migliore risultato. Nel periodo, conosce Jo Schelesser e insieme avviano un progetto per correre nel campionato di F2 del 1968 a bordo di una Mclaren. Solo la morte di Schlesser fermerà i progetto e anche la carriera da pilota di Guy Ligier, troppo scosso dalla perdita dell’amico. Nonostante il tragico stop, la passione di Guy Ligier lo spinge a continuare e così fonda la Ligier Automobilies nel 1969 onorando l’amico denominando tutte le vetture prodotte dall’azienda con la sigla JS (le iniziali di Schlesser appunto).

Agli inizi degli anni 70, Guy Ligier si unisce col celebre ingegnere Michel Tetu e inizia un progetto per correre nelle categorie Sport e Gt.A fine 1974 la Matra si ritira dalla Formula 1 e cede tutto alla Ligier. Nel 1975 la Ligier JS2 con motore DFV Cosworth ottenne uno strepitoso secondo posto alla 24 ore di Le Mans. Tale risultato soddisfò parecchio i vertici della Gitanes tobacco (main sponsor Ligier) che finanziarono il debutto in Formula 1 della Ligier. La Francia in Formula 1 aveva visto pochi anni prima spezzarsi il sogno di Francois Cèvert e aveva bisogno di tornare a sognare come prima.

Nel 1976 la Ligier JS5, progettata dall’ex ingegnere Matra Gerard Ducarouge e guidata dalla giovane stella F2 e già pilota Williams Jacques Laffite, debutta in Formula 1. Il debutto è più che positivo con 3 podi e sopratutto la prima pole al Gp d’Italia. L’anno successivo in Svezia, Jacques Laffite coglie la prima vittoria della storia sua e della Ligier a bordo della JS7 spinta dal V12 Matra. La Francia è visibilio; prima vittoria di un pilota francese, con auto francese e motore francese. Libertè, Egalitè, Fraternitè. Nel corso della stagione arriva anche un secondo posto in Olanda e due piazzamenti a punti. Rispetto all’anno del debutto, in classifica si ha un calo di risultati (dal punto di vista dei numeri) ma si ha la certezza di lavorare su un progetto solido per il futuro.

Nel 1978 la Ligier non ottiene ne pole ne vittorie, ma Laffite inanella una buona serie di piazzamenti a punti e sale sul podio in Spagna e Germania. Nel 1979 Guy Ligier vuole la svolta. Abbandona gli ormai vecchi Matra e monta sulla JS11 gli ultra collaudati Ford DFV e, non pago, affianca a Laffitte l’esperto e promettente Patrick Depailler. L’inizio del 1979 è da antologia. La Ligier sembra imprendibile con Laffite che fa il pieno nella trasferta sudamericana vincendo in Argentina e Brasile e con Depailler ottimo secondo nella gara carioca. Dopo un’avvio così col botto, la Ligier ha un calo con Lafitte protagonista di 3 ritiri consecutivi e ciò permette ai rivali (Ferrari su tutti) di rifarsi sotto. Depailler vince in Spagna e la Ligier sembra in piena lotta per il costruttori. Un incidente in deltaplano mette fuorigioco Depailler per il resto della stagione (sostituito dal ritirante Ickx) e il team non riesce a tenere il ritmo di Ferrari, Brabham e Williams. La Ligier Chiuderà il campionato terza ma il meglio sembra debba ancora venire.

js17Nel 1980 arriva Pironi al posto di Depailler e il giovane francese mostra a tutti il suo talento, mettendo in seria difficoltà Laffitte, vincendo in Belgio e solo la sfortuna li toglie la vittoria a Montecarlo e in Gran Bretagna. Laffite, dal canto suo, ottiene svariati podi, una pole e vince in Germania. A fine anno la spunta Laffite per soli 2 punti su Pironi e la Ligier è straordinariamente seconda nel costruttori, suo miglior risultato di sempre. A metà stagione, Ligier venderà quote del team alla Talbot e questo accordo doveva essere utile a convincere la BMW a fornire i propri motori turbo. L’accordo saltò all’ultimo e costrinse Ligier a ripescare i vecchi Matra. Non fu l’unica nota stonata in una stagione indimenticabile. Dopo solo una stagione, Pironi lascia la Ligier per la Ferrari e Guy individua in Jabouille il suo sostituto. Un terribile incidente in Canada, condizionerà pesantemente il pilota francese e lo porterà al ritiro dopo poche gare nella stagione 1981.

Come già facilmente comprensibile, Jabouille non è più lui e dopo solo 5 gare (di cui 2 non qualificato) si ritira dalle corse e assume un ruolo amministrativo all’interno dell Ligier. Viene sostituito da Patrick Tambay che, però, collezionò solo una serie infinita di ritiri. Tutto è ancora nelle mani del mai domo Jacques Laffite che, dopo un in’inizio incerto, colleziona 5 podi e due vittorie, incamerando tutti i 44 punti della Ligier e chiudendo 4° il campionato. La Ligier Js17 è l’ultima vettura disegnata da Ducarouge che dopo una lite furiosa con Ligier lascia l’Equipe e si trasferisce all’Alfa Romeo. Nessuno immagina il tracollo che subirà la Ligier e tanto meno si pensa che quella in Canada sarà l’ultima vittoria della Ligier per lungo tempo.

Nel 1982 arriva Eddie Cheever, sponsorizzato dalla Talbot che voleva espandersi negli USA. La JS19 ottiene 4 podi, ma rispetto a quanto sognato negli anni prima si tratta di briciole. La partenza di Laffite per la Williams segna l’inizio dell’ annus horribilis per la Ligier. La JS21 torna a montare i vecchi Ford DFV e la coppia Jarrier-Boesel sostituisce Cheever e Laffite ma non arriverà neanche un punto. 0 tondo a fine mondiale. Mai successo nella storia dell Ligier.

Ligier cercherà addirittura un’alternativa alla F1, fornendo una JS23 a Kevin Cogan per un impegno nelle Indy americane, ma sarà un totale flop. Ligier ottiene una fornitura di motori turbo Renault per il 1984 e affida le vetture a Hesnault e De Cesaris. Dopo un’altro anno difficile (solo 3 punti) nel 1985 torna dalla Williams Laffite e tutti si aspettano che il fantino francese riporti la Ligier nelle prime posizioni. Laffite porta a casa 3 podi, mentre De Cesaris viene licenziato dopo il Gp d’Olanda con l’accusa di Ligier di essere uno sfascia macchine e lo sostituisce con Streiff.

js35_f1_1991Nel 1986 le attese sono tante con Laffite affiancato da Arnoux. Laffite interrompe bruscamente la carriera in un terribile incidente a Brands Hatch che li distrugge le gambe. I due podi di Laffite resteranno i due migliori risultati della stagione, non migliorati da Arnoux, e l’abbandono della Renault da il via ad un lungo periodo di crisi. Nel giro di 6 anni arriveranno solamente 10 punti con una girandola di piloti (Arnoux che chiude la carriera, Larini, Ghinzani, Johansson, Alliot, Grouillar, Comàs) e motori (Megatron, Judd, Ford, Lamborghini, Renault). La crisi è totale e l’ equipe non riesce a smuoversi.

In questo periodo si avvicenderanno anche progettisti dalle idee innovative ma poco funzionali come la JS31 progettata da Tetu che aveva il serbatoio del carburante tra motore e telaio. Tale idea non funzionò e segnò al fine di Tetu in Ligier. Nonostante i risultati deludenti, Guy Ligier riesce ad ottenere la fiducia dal governo francese e costruisce una nuova sede del team a Magny-Cours nei pressi del circuito e, sempre grazie ai sui “agganci”, riesce a convincere la Renault a rientrare in F1 ma non prima del 1992.

Proprio il 1992 dovrebbe essere l’anno della svolta con il ritorno di Ducarouge e l’arrivo di Alain Prost dopo una deludente parentesi in Ferrari. A Prost bastò un test per capire che la JS37 non era una macchina consona a un tre volte campione del mondo e rifiutò l’offerta Ligier prediligendo un’anno sabbatico. Guy Ligier è sempre più sfiduciato e, dopo la bordata di fischi ricevuti a Montecarlo, cede tutto a Cyril De Rouvre già ex propietario dell’AGS.

De Rouvre mantiene il nome Ligier e nel 1993 ingaggia la coppia inglese Brundle-Blundell  ottenendo svariati podi e un quinto posto nei costruttori eccezionale. La parentesi gestionale di De Rouvre dura solo un anno. Nell’inverno tra il 1993 e il 1994 il ricco francese viene arrestato ed è qui che subentra Flavio Briatore. Il manager cuneese più che interessato a salvare la gloriosa Ligier, mira ai suoi motori Renault poco sfruttati. Briatore mette al sedile di comando della Ligier il suo socio Tom Walkinshaw e come direttore tecnico l’ex Frank Dernie. Come piloti la nuova coppia è di nuovo francese ed è composta da Panis e Comas. Walkinshaw mira a comprare il team, ma Ligier fa valere quel 10% di quota societaria che si era salvato.

panis-monaco-1996Anche se politicamente instabile, la Ligier riesce comunque a ottenere un buon sesto posto nei costruttori e migliora addirittura nel 95 quando conclude 5° nonostante uno scambio di volanti tra Brundle (voluto da Briatore) e Suzuki (voluto dalla Honda nuovo motorista). A inizio 1996 Diniz arriva a Magny Cours carico di speranze e soldi mentre Walkinshaw lascia la Ligier per acquistare la Arrows e si porta con se Dernie. Briatore nomina Andre de Cortanze suo sostituto e pochi giorni dopo Oliver Panis vince la gara più pazza del 1996 con solo 4 vetture al traguardo: il Gran Premio di Montecarlo. E’ l’ultima stagione della storia della Ligier. Pochi giorni dopo la presentazione della nuova JS45, Briatore annuncia la cessione delle quote ad Alain Prost che, non pago, acquista anche la piccolissima quota che deteneva Guy Ligier e diventa così team manager.

La Ligier cessa di esistere a fine 1996 anche se (col nome Prost) correrà fino al 2001. La Ligier è stata presente in F1 per 20 anni esatti ed era nata dai sogni di un’uomo da una macelleria di Vichy era diventato uno dei più potenti della Francia. La Ligier e Laffite hanno legato in maniera netta le loro vite e rappresentano, tutt’oggi, il simbolo nostalgico della F1 d’oltralpe.



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Luca Sarpero

28 anni di vita e 29 passati ad amare la Formula 1. Senza se e senza ma. Amante del web per passione, storico di F1 per vocazione.

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