F1 | Sir Frank Williams, addio al decano dei costruttori

Il decano della Formula 1 è scomparso nella giornata di oggi a causa della lunga malattia che ormai lo affligge da anni e lo costringeva ormai da 35 anni a seguire le gare in sedia a rotelle.

A darne l’annuncio è la scuderia, che nonostante il passaggio di consegne agli americani di Dorilton Capital ha mantenuto ben saldo il legame con il passato.

Ci lascia così quella che forse è stata la figura più carismatica dell’intera storia della Formula 1, capace di sfruttare nel miglior modo ooissibile quello che all’epoca avevano “inventato” altri grandi costruttori come Jack Brabham, Ken Tyrrell, Bruce McLaren e Colin Chapman, vale a dire la possibilità di creare delle vetture realizzando i telai e procedendo poi all’acquisto dei propulsori.

I risultati sono quasi immediati: dalla prima vittoria a Silverstone nel 1979 con Clay Regazzoni al primo titolo nel 1980, grazie ad Alan Jones la Williams getta le basi per quella che sarà un’epopea di trionfi in successione: grazie allo storico socio Patrick Head la Williams si assicura le prestazioni di tutti i più grandi campioni della storia: Keke Rosberg, Mansell, Piquet, Prost, Senna, Damon Hill e Jacques Villeneuve. E una serie incredibile di titoli conquistati, come quello del 1987, e sfiorati, come quello dell’anno prima grazie a Piquet e un Mansell rivitalizzato dopo le dure critiche di Peter Warr, che disse che finchè lui sarebbe stato vivo il Leone non avrebbe vinto un titolo. Sarà smentito di lì a poco.

Il palmarès è incredibile: 16 titoli mondiali di cui 7 piloti e 9 costruttori e segnando inequivocabilmente un’epoca, quella degli anni Novanta, nella quale di fatto Williams è stato il dominatore assoluto delle scene, fino all’uscita di scena in via ufficiale della Renault avvenuta nel 1997. Provvidenziale sarà l’arrivo di un genio, un mago del tecnigrafo capace di arrivare là dove nessuno aveva ancora osato spingersi: Adrian Newey, la cui FW14 è stata la capostipite di una serie dei vetture leggendarie e capaci di regalare trionfi.

Enzo Ferrari chiamava lui e tutti gli altri che avevano reinventato il modo di costruire le vetture, in modo polemico, “garagisti inglesi”, ma è grazie a personaggi come loro se ora la Formula 1 si è sviluppata come conosciamo. Di certo, Sir Frank è stato un personaggio per certi aspetti anticonformista, come in occasione della partnership economica con la Fly Saudia, la compagnia della famiglia Bin Laden, e nella guerra FISA-FOCA di cui Williams fu uno dei protagonisti; le sue scelte però sono indiscutibilmente state sempre foriere di ottimi risultati.

Sir Frank è stato il direttore sportivo (o per dirla in termini moderni il Team Principal) più longevo della storia, incarico che ha mantenuto dal 1969 al 2012, quando a subentrargli fu la figlia Claire. Il resto è storia recente e anche Lewis Hamilton ha colto l’occasione per omaggiare a modo suo questo enorme personaggio, con un giro di pista

Sir Frank Williams lascia un’eredità pesantissima, fatta di successi e anche di momenti meno piacevoli, come la scomparsa di Ayrton Senna a Imola nel 1994, il momento in cui la Formula 1 è cambiata per sempre; si tratta di successi conquistati grazie al suo modo di fare pacato ma allo stesso tempo molto tenace e determinato, alla ricerca del massimo risultato possibile.

Rest in speed.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)