F1 | Hockenheim 1994, tornano i rifornimenti e Verstappen va in fiamme

Germania, circuito di Hockenheim: una gara torrida, per molti aspetti, forse troppi. Motori arrosto, un caldo oltre i 35 gradi che infiamma l’ultimo giorno del mese di luglio, in una delle estati più calde della storia. Il tutto in una gara contrassegnata dal roboante ritorno della Ferrari là dove ne avevamo perso le tracce per quasi 4 anni, con entrambe le Rosse in prima fila e Berger che condurrà tutta la gara dall’inizio alla fine, salutato da autentico trionfatore nella gara tedesca. Ma sarà soprattutto la gara del rogo di Jos Verstappen, con la Benetton numero 6 che nel corso del pit-stop viene prima cosparsa di benzina per poi essere avvolta dalle fiamme.

Il 1994 è un anno zero per la F1, soprattutto sul piano dei regolamenti tecnici, con le vetture saranno destinate a cambiare in modo irreversibile. Già, perchè in quella stagione succederanno fin troppi drammi e fin troppi scandali. E’ bastato, infatti, togliere le sospensioni attive, la telemetria bidirezionale, il differenziale elettronico, l’ABS e altri congegni per mandare in tilt la super Williams che ha dominato fino al 1993 e portare alla ribalta la Benetton, che è la mattatrice della parte iniziale della stagione. La B194 di Schumacher è imprendibile per tutti, anche per Senna che riesce a mettere in fila 3 pole position nelle prime 3 gare, prima di correre l’ultimo GP della sua vita a Imola. Vince sei gare delle prime sette, ma non tutti forse si potevano immaginare che dietro quel dominio ci fosse un terribile sospetto.

Hockenheim è la gara in cui la FIA riscrive le regole sul fondo delle vetture, non più piatto ma scalinato e nonostante questa modifica ancora una volta la Benetton sembra candidata al successo finale anche in una gara in cui le Ferrari dominano apertamente la scena e i continui tentativi di Schumacher di infilare Berger stanno a testimoniarlo, a dispetto del super-motore della Ferrari dotato di quasi 900 cavalli! Ma come detto i successi della Benetton non sono nati per caso. E sfruttano proprio una delle novità introdotte nel 1994, i rifornimenti; il tutto grazie – loro malgrado – a una modifica non consentita delle macchine utilizzate per il rabbocco di carburante in gara.

Sarà la francese Intertechique, infatti, a fornire a tutti i team le macchine i dispositivi a pressione per il rifornimento. Dopo aver infilato il bocchettone nel serbatoio, spingendo la leva di apertura della valvola la benzina scendeva alla pressione limitata per regolamento a 2 bar. Ma in quel pit-stop accadde un imprevisto che, oltre a mettere in luce la fragilità delle macchine che dovevano ancora essere perfezionate ha messo a nudo il trucco che aveva consentito alla Benetton di guadagnare secondi preziosi ai pit-stop.

Giro 15: Verstappen si ferma per la prima sosta ai box, i meccanici cambiano le gomme mentre gli addetti al rifornimento infilano il bocchettone nel serbatoio. Ma subito si capisce che c’è qualcosa che non va: per un errore dell’addetto al rifornimento, che sfila troppo presto il bocchettone per accelerare le operazioni, la benzina esce da tutte le parti… i meccanici si allontanano e la Benetton numero 6 viene immediatamente divorata dalle fiamme! Panico ai box, tutti si accingono a prendere gli estintori e dopo pochi secondi Verstappen viene liberato dall’incubo e grazie anche alla tuta ignifuga riesce a uscire illeso dall’abitacolo, solo con un grande spavento. Ma come detto sarà l’inevitabile ispezione dei commissari che rivelerà quello che sarà l’inconfessabile segreto della squadra di Briatore: infatti la Benetton aveva tolto un filtro, che serviva per eliminare eventuali corpi estranei dalla benzina, al fine di velocizzare l’ operazione di rifornimento.

Un trucco per vincere le gare, ma anche un grandissimo rischio per la vita dei piloti. La Benetton inevitabilmente sarà multata e dal 1995 la Intertechique cambierà radicalmente la forma dei bocchettoni, che avranno due maniglie, una per infilarlo nel serbatoio e una per far scendere la benzina. Anche perchè il pericolo corso è stato evidentemente troppo forte, in una stagione che di drammi ne ha già vissuti troppi. La storia della F1 riserverà altri principi d’incendio ai rifornimenti, il primo proprio l’anno dopo alla Jordan di Irvine a Spa, ma fortunatamente anche in questo caso senza conseguenze. E ancora una volta la via della sicurezza, battuta dopo quel terrificante 1994, ha reso questo sport meno drammatico, anche se non bisogna mai dimenticare la frase che viene riportata sui pass e sui biglietti: “Motorsport is dangerous”.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)