F1 | Adelaide 1995: paura per Hakkinen nell’anno delle sperimentazioni

Se il 1994 è una sorta di “anno zero” per la F1, il 1995 è per certi aspetti un anno di sperimentazione, anche e soprattutto per quanto riguarda la sicurezza. Le modifiche alle monoposto e ai circuiti sono tante, ma per certi aspetti le monoposto sembrano quasi immutate. Tutto fino ad Adelaide, teatro per l’ultima volta del finale di stagione prima dell’approdo a Melbourne già all’inizio della stagione 1996.

 

L’episodio che sarà irrimediabilmente destinato a cambiare la storia della F1 accade nel corso delle qualifiche del venerdì e vede come incolpevole protagonista la McLaren di Mika Hakkinen, con il pilota finlandese che finisce in coma dopo aver sbattuto violentemente contro le barriere di protezione.

La dinamica dell’incidente si sviluppa dopo la perdita di pressione del pneumatico posteriore destro, che fa perdere il controllo della monoposto numero 8 con la gomma si affloscia e fa compiere alla monoposto un testacoda all’uscita della Brewery Bend, curva percorsa a una velocità di circa 200 km/h, prima di andare a impattare violentemente contro le barriere.

 

Le conseguenze dell’incidente sono drammatiche: Hakkinen viene sballottato all’interno della monoposto, con il suo casco che sembra una pallina da flipper, e va in coma: si rompe alcuni denti, riporta una ferita alla lingua, una frattura allo zigomo e una della base cranica.

Ma la cosa più drammatica fu la perdita di sensi del finnico, al quale venne effettuata una tracheotomia dal dottor Sid Watkins in modo da evitare l’arresto cardiaco e fu trasportato in coma al Royal Adelaide Hospital.

 

Fortunatamente, dopo appena due giorni, Hakkinen riuscì a riprendersi dal coma, per poi riprendersi e presentarsi al via della stagione 1996 a Melbourne.

Si tratta di una stagione nella quale le monoposto presenteranno un’importante novità: se infatti nel 1995 i piloti siederanno in una posizione più bassa all’interno dell’abitacolo, per il 1996 la Federazione introdurrà ai lati della testa del pilota una protezione, rialzando i bordi laterali dell’abitacolo.

 

Si tratta, a dire la verità, di una soluzione non nuova, perché la Sauber l’aveva già introdotta nel 1994 dopo l’incidente di Karl Wendlinger, sviluppatosi con una dinamica simile a quella di Hakkinen all’uscita del tunnel di Montecarlo: un violento impatto contro le barriere a seguito di un testacoda causato dalla perdita di controllo della vettura, a una velocità addirittura superiore.

 

Anche qui Wendlinger rimase in coma e anche qui, fortunatamente, fu in grado di tornare alle gare diversi mesi dopo l’incidente presentandosi al via della stagione 1995.

Sarà comunque un evento destinato inevitabilmente a cambiare la storia della F1, non solo perchè arriva due settimane dopo la scomparsa di Senna, ma perchè da quell’incidente e dalla soluzione adottata dalla scuderia elvetica la Federazione trarrà indicazioni utili proprio per applicarle, dopo l’incidente di Hakkinen, a tutte le scuderie.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)