F1 | Fusaro: Senna, il veto alla Ferrari fu della FIAT

Senna e la Ferrari, ormai è risaputo, si sono cercati e si sono incontrati nel corso del 1990 e la trattativa è stata lunga, complessa e faticosa. Una trattativa che è venuta alla luce diversi anni dopo da parte di Cesare Fiorio e sulla quale il manager torinese è recentemente tornato, rivelando alcuni particolari inediti.

Nel corso di un’intervista radiofonica, Fiorio aveva individuato in Piero Fusaro il principale responsabile del fallimento della trattativa tra Senna e la Ferrari (che avrebbe ricreato una delle coppie leggendarie della storia della F1), ma recentemente lo stesso ingegnere torinese (intervistato da Carlo Cavicchi su Quattroruote), a capo della Ferrari, ha dato una versione diversa dell’accaduto, scaricando (per modo di dire) le responsabilità su Alain Prost, che a conti fatti aveva tutte le ragioni per esigere il rinnovo del contratto.

Se la trattativa, infatti, inizia il 26 marzo 1990, dopo il GP del Brasile vinto da Prost, il contratto con il paulista venne finalizzato il 9 luglio, il giorno dopo il GP di Francia, vinto ancora una volta dal Professore. Il quale richiese subito un colloquio con Gianni Agnelli, dal quale uscì con la conferma a Maranello anche per la stagione successiva. Particolare non irrilevante: Prost era in testa al Mondiale in entrambe le occasioni e, quindi, aveva tutte le condizioni per poter pretendere il prolungamento del rapporto con la Scuderia di Maranello, cosa che chiese e ottenne direttamente dall’Avvocato.

La decisione all’apparenza spiazzò tutti, da Fusaro in giù, visto che la firma doveva essere ratificata dal comitato esecutivo della Ferrari, composto – oltre che da Fusaro stesso – da Piero Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo e Cesare Romiti, il quale ufficializzò la conferma di Prost perchè ormai era divenuta una decisione diretta dell’Avvocato e, dunque, una scelta della FIAT, che non poteva essere messa in discussione, nonostante le insistenze di Fiorio. Anche perchè era cosa nota il veto posto da Prost sulla figura di Senna come suo compagno di squadra dopo i fatti del 1989, che si risolsero con la squalifica di Senna.

Fusaro afferma di avere avuto grande fiducia e stima di Fiorio, soprattutto dopo i suoi successi al timone della Abarth e della Lancia nei rally e in pista, nelle ruote coperte, e venne portato a dirigere il team Ferrari per scelta dello stesso ingegnere torinese; per questo venne tenuto costantemente informato degli sviluppi legati all’ingaggio di Senna; alla scoperta della trattativa da parte dello stesso Prost, però, pagò quella scelta con il licenziamento, perchè l’affare venne rivelato dallo stesso Presidente al pilota francese agli inizi del 1991, quando ormai il Professore era confermato prima guida della Ferrari.

Dunque, l’interrogativo di fondo è il seguente: perchè Fusaro decise, a cose fatte, di rivelare a Prost la trattativa tra Senna e Fiorio? Dissidi personali scoppiati nel corso del 1990 o era una fuga in avanti che i vertici della FIAT non avevano gradito (oltre a esserne stati tenuti all’oscuro)? C’è da dire che la perdita del titolo nel 1990 ha complicato le cose, e non poco, soprattutto dopo le polemiche divampate all’Estoril a seguito della vittoria di Mansell (nel corso di quella gara venne annunciato l’arrivo di Alesi per il 1991, mentre il bluff del Leone lo porta a firmare per la Williams) che ha privato Prost di punti preziosi nella lotta iridata, risoltasi poi con l’incidente al via della gara di Suzuka. E molto probabilmente quella sconfitta, anche per il modo in cui è maturata non è passata inosservata.

I risultati non hanno dato ragione alla Ferrari, ma a conti fatti quella di Fusaro (compreso il licenziamento di Fiorio) potrebbe esersi rivelata una scelta non sbagliata, anzi per certi aspetti giusta, vista sia la trattativa avviata con Senna nonostante il veto del Professore sia i problemi di gestione di Mansell come seconda guida, che hanno portato Prost a perdere un titolo che era ampiamente alla sua portata.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)