F1 | Ayrton Senna, le origini della Leggenda

1980-1981, la cometa Ayrton Senna colpisce l’Inghilterra

Ralp Firman ha un debole per i piloti latini-americani. Infatti, nel suo team, vanta già due pupilli che rispondono ai nomi di Alfonso Toledano e Quique Mansilla. Il primo un messicano, il secondo un argentino. Alfonso si ritrova nell’antipatico compito di dover tradurre le parole di Senna a Firman, mentre Mansilla si defila, la rivalità tra Argentina e Brasile all’epoca pulsa forte. In realtà, anni dopo, Quique prenderà la sue difese affermando: “Il fatto che Ayrton si unisse a noi, non era affatto un problema”. Difficile, se non impossibile, stabilire chi abbia detto la verità. Ma in fondo, poco importa. La primavera, l’estate e l’inizio dell’autunno, i tre giovani rampanti lo passano su piste ricavate in ex basi aeree, sfidandosi come persi in un mondo che inizia e finisce lì. I test importanti arrivano su due piste “vere”, Brands Hatch e Silverstone, dove vanno in scena usualmente le ruggenti Formula 1.

Il trio sudamericano disputa finalmente tre campionati, due sponsorizzati da compagnie di traghetti sulla Manica ed un altro supportato dal Royal Automobile Club. Per Firman, un’autentica gioia vedere i suoi giovani rampanti crescere. Per “gli altri due”, quello con la scritta Marlboro stampata sul petto e quell’altro sepolto sotto agli sponsor, un po’ meno.

Mi dispiace Lilian, ma amo di più le corse

Ayrton con Lilian e Toledano festeggia la prima vittoria nel campionato Formula Ford

Ayrton, in questa nuova avventura britannica, non è mai stato solo. Lo ha accompagnato sin dai primi passi Lilian de Souza Vasconcellos, ragazza di due anni più giovane di lui. Il matrimonio ha luogo poco prima della partenza per Norfolk, una cerimonia avvenuta senza troppi squilli di tromba, con Senna che tiene praticamente tutti all’oscuro sino all’ultimo. Il legame tra i due, sfortunatamente, non è destinato a durare nel tempo. La loro storia si esaurisce infatti nel giro di un anno, ma la giovane ragazza permette a Beco di avere un filo conduttore con la sua amata patria, oltre che un sostegno affettivo importante. Anni dopo, Lilian, dirà: “Ayrton sarà anche stato innamorato di me, ma prima di tutto era innamorato del suo lavoro”.

C’era da aspettarselo, d’altronde. Ma vallo a spiegare a due giovani ragazzini innamorati. Lilian vive un anno difficile, fatto di privazioni e sacrifici, con Senna impegnato in un unico obiettivo: diventare un pilota di monoposto professionista. E nient’altro al mondo, anche una bella ragazza sorridente e sensibile, avrebbe potuto distrarlo da quella che per il brasiliano era una missione da compiere.

Febbraio 1981, si inizia a fare sul serio

Ayrton impegnato con la Van Diemen del 1981

Il team Van Diemen atterra a Brands Hatch per effettuare dei test. A Senna, tocca una vettura dell’anno precedente. Firman, forse non ancora propriamente conscio di chi avesse davanti, ordina a Toledano di consegnare questo messaggio ad Ayrton: “Fai tre o quattro giri per riscaldare le gomme prima di andare veloce”. Beco si sente offeso. Si allaccia il casco con fare di stizza e si fionda in pista. Del paulista, però, non c’è più traccia. All’epoca la tecnologia non permette di seguire ogni singolo minuto il pilota e iniziano a girare voci che il brasiliano l’abbia combinata grossa. Ecco infatti spuntare Ayrton con volante in mano, ha l’andatura di chi ti sta dicendo: “prova ancora a darmi una macchina dell’anno prima e vedrai”. Firman va su tutte le furie e striglia il povero Toledano, che si domanda se, effettivamente, Senna si fosse ritirato di proposito. Il debutto vero e proprio del brasiliano con le monoposto arriva l’1 marzo 1981, sempre sul circuito inglese di Brands Hatch. 12 giri del breve tracciato ricavato all’interno della pista, con una percorrenza totale di 23 chilometri. Al via si schierano ventotto partecipanti, attualmente dati quasi tutti per “dispersi”. Con la vettura del 1980, Ayrton chiude la corsa in quinta posizione, a sei secondi dal vincitore, il compagno di team Mansilla.
Una settimana dopo si torna in scena a Thruxton, ad ovest di Londra. Un’ex base aerea che ricorda il tracciato di Snetterton. La lotta tra Senna e Mansilla è feroce ed entusiasmante.

La prima vittoria, il sodalizio con la pioggia

Foto Arquivo Pessoal

La situazione si sblocca quando, finalmente, il brasiliano può disporre della monoposto 1981 sette giorni dopo. Si torna a Brands Hatch ed Ayrton incontra la pioggia. Ha un’intuizione, gonfiare ulteriormente le gomme. Toledano fa da tramite con Firman e quest’ultimo, in coro con i suoi meccanici, si chiede se il paulista abbia perso qualche rotella: “Ma che vuole fare? Galleggiare sull’acqua”? No, prego. Senna vuole danzare sull’acqua, semmai. Il costruttore inglese va su tutte le furie, ma Beco si impunta: “Io pago, posso avere quello che chiedo?”. Firman cede, forse allibito da tanta sicurezza. In gara è un delirio, tra controlli al limite, urti con le altre monoposto e con la barriera Armco. Ayrton è una vera furia, duella con i compagni di squadra e termina la corsa con un ruota a ruota mozzafiato, battendo Toledano. Senna festeggia la prima vittoria della carriera al volante di una monoposto, avendo dato già dimostrazione delle sue capacità tecniche e tattiche fuori dal comune.
Nell’arco di venti corse, Beco conquisterà ben dodici vittorie e tre pole position, vincendo le due serie inglesi più importanti, ma non senza qualche strascico ai box ed in pista per qualche litigio ed incidente di troppo. Soprattutto con il compagno Mansilla. “Magic” non riesce a sopportare le sconfitte. Gli provocano un dolore quasi fisico.
Il giornalista Marcu Pye, assiduo cronista della Formula Ford 1600 sin dal 1973, afferma: “In questa categoria non si ha tutti gli anni un fuoriclasse di straordinario talento. E’ piuttosto un vero e proprio focolaio di competizione internazionale. Ayrton però, è assolutamente eccezionale. E’ il nuovo punto di riferimento”.
A fine stagione Ayrton torna a casa e gli prende il matto: “basta, mi ritiro. Mi dedico agli affari di famiglia”. Fortunatamente, aiutato dal padre Milton, Senna torna a ragionare e, dopo cinque mesi trascorsi in Brasile, decide di fare ritorno in Inghilterra per gareggiare in Formula Ford 2000. Questa volta è da solo, con una voglia incredibile di sfondare. Senza distrazioni, contro se stesso, contro il mondo. Ma questa, è un’altra storia.


Alessandro Bucci

Giornalista, addetto stampa e social media, collaboro con le testate Autosprint, Italiaracing.net, Ravennanotizie.it oltre al portale web F1Sport.it e con la 100 km del Passatore. L'automobilismo è sempre stata una delle mie più grandi passioni, che coltivo sin dalla tenera età.