F1 | Storia: GP Malesia 1999, torna Schumacher, scudiero di Irvine

25 marzo 2014 – Il Mondiale di Formula 1 2014 arriva in Malesia e all’immediata vigilia del prossimo Gran Premio ripercorriamo una gara già corsa sul circuioto di Sepang. Si tratta dell’edizione 1999, la prima sul tracciato malese, quella che ha segnato il ritorno alle gare di Michael Schumacher dopo diversi mesi di assenza per l’infortunio patito alle gambe dopo il terribile incidente di Silverstone.

Il tedesco della Ferrari, di cui fino all’ultimo non erano certe le possibilità di un ritorno in pista per la stagione 1999, si presenta al via della penultima gara in Malesia, dopo aver effettuato alcuni test a Fiorano, per aiutare quello che è diventato, proprio per l’infortunio del tedesco, il candidato di  casa Ferrari al titolo mondiale, ovverosia Eddie Irvine.

Nel corso del test, il tedesco aveva già impressionato gli addetti ai lavori per l’incredibile velocità espressa e nel corso delle prove ufficiali non tradisce certamente le attese: firma la pole position infliggendo distacchi pesantissimi a tutti gli altri, con il solo Irvine a rimanere di poco sotto il secondo, seguiuti dalle due McLaren, dalle due Stewart, Wurz, Ralf Schumacher, Hill (che batte Frentzen), Villeneuve e tutti gli altri.

In gara si capisce da subito quello che è il compito di Schumacher, proteggere le spalle all’irlandese tentando di resistere agli attacchi delle McLaren; al quarto giro infatti i due si scambieranno le posizioni, con Coulthard che si fa minaccioso alle spalle del tedesco e un giro dopo lo supera. Sarà peròcostretto al ritiro nel corso del 14. giro per un problema alla pressione della benzina.

I due ferraristi partono con strategie differenziate, con Schumacher partito per un solo pitstop mentre Irvine ne ha fatti 2; si è assistito così a un nuovo cambio al vertice, con Schumacher irvine sepang 1999autore di una serie di giri record che si riporta al comando della gara, inseguito da Irvine e Herbert, che supera un Hakkinen in difficoltà.

Sepang 1999 podiumNegli ultimi giri le logiche di campionato fanno sì che Schumcher lasci strada negli ultimi giri all’irlandese, mentre Hakkinen supera Herbert, quarto davanti al compagno di team Barrichello e Frentzen. Il tedesco della Jordan, reduce da una bella rimonta, in questa gara saluterà le proprie ambizioni iridate; nelle gare precedenti la classifica si era rivelata cortissima (dopo il Gran Premio d’Italia, infatti, c’erano ben 4 piloti a contendersi la corona iridata).

La vittoria di Irvine viene vanificata dall’immediata squalifica delle 2 Ferrari per un’irregolarità ai deviatori di flusso (che presentavano una forma a coltello) e avrebbero avuto un profilo più ferrarif399detailcorto di 10 mm rispetto al regolamento. L’appello, presentato dai difensori della Ferrari, ha avuto l’esito sperato dagli avvocati della Rossa e, dopo che Hakkinen si era visto per alcuni giorni consegnare il suo secondo titolo mondiale a tavolino, si è ritrovato nuovamente in seconda posizione, con l’irlandese che aveva 4 punti di vantaggio su di lui. Tutto si decide l’ultima gara a Suzuka, con Hakkinen che brucia Schumacher al via e si porta a casa quel titolo che gli era sfuggito a Sepang, mentre la Ferrari si consola con il Mondiale costruttori. Ma questa è un’altra storia…



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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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