F1 | La Germania spera grazie ad Audi

La decisione di Audi di tornare in F1 potrebbe rappresentare un nuovo volano per le speranze degli organizzatori di Hockenheim e del Nurbrugring al fine di ottenere nuovamente un Gran Premio, magari in alternanza, in due delle location più antiche e prestigiose del motorsport europeo.

Nel turbine della follia a cui stiamo assistendo, da spettatori inermi, per la F1 dei giorni nostri, c’è un altro scempio nello scempio che merita un discorso totalmente a parte: quello dei circuiti che ospitano un Gran Premio. 

Sappiamo bene come in un calendario volto – come tutti gli altri aspetti del circus (da notare, questa volta senza virgolette – allo spettacolo estremo, alle sprint-race, alla ricerca dell’elemento di rottura col passato ad ogni costo, possiamo trovare anche location esotiche a cui non avevamo mai dato credito, vuoi per il passato non certamente coinvolto nel mondo dei motori o per dei mercati non propriamente floridi e accattivanti.

Oggi però le cose sono cambiate, è cambiata la proprietà della F1, sono cambiati gli equilibri commerciali e i poli di attrattiva economica. Ecco quindi che ci ritroviamo quattro (si, quattro) eventi nel giro di un quadrilatero ristretto nel deserto del medio-oriente (Bahrain, Abu Dhabi, Qatar e Arabia Saudita), altri tre eventi negli Stati Uniti. E già questi numeri basterebbero per stilare un mezzo calendario in epoche neanche tanto lontane. E invece no. Si va verso l’aumento smisurato degli eventi, si va verso le corse tutto l’anno. E va bene, facciamoci andar bene anche quello! Ma almeno sarebbe bello che tali location siano posti in cui la F1 merita di essere per storia, tradizione, passione e – perchè no – anche bellezza dei circuiti. 

Parliamoci chiaramente. Una F1 in Germania non vi è da un bel pezzo. E’ una mancanza forte, nel cuore dell’Europa, nonostante la presenza di una Mercedes pluricampione e di piloti tedeschi forti negli ultimi tempi. Una mancanza di cui si stentano a capire i motivi se non fosse per il fatto che la F1, in terra teutonica, è davvero in caduta libera (chissà perchè!) in termini di ascolti e seguito. Ma una scossa in tal senso la potrebbe dare Audi, che dal 2026 sarà partner di Sauber in quanto a fornitura di motori e forse anche altro. 

E proprio Audi (restando in attesa per la situazione Porsche) potrebbe essere l’artefice del ritorno della Germania ad Hockenheim, con il responsabile del circuito che si è detto estremamente felice di questa nuova ipotetica opportunità. Indubbiamente hanno sete anche loro della categoria regina del motorsport (o di quel che resta di essa) sperando che un volano nuovo come quello di Audi possa aprire ad un incremento delle speranze in tal senso, anche in un eventuale dualismo – come accadeva una volta – con il Nurburgring. 

Rimane da sperare come al solito nel buon senso delle decisioni per le trattative tra chi detiene i diritti commerciali della F1 e gli organizzatori, al fine di limitare questa sempre crescente distanza tra domanda e offerta che sta spostando la F1 sempre più lontana dalle sua radici e dalla sua tradizione…

Francesco Svelto
Francesco Svelto
Non tifo e non simpatizzo squadre e piloti. Amo tutto ciò che è pure-racing a 4 ruote! Nota bene, ho scritto "pure-racing".

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