lunedì, Ottobre 3, 2022

Austria: Alonso e la ramanzina a Tsunoda a 300km/h

Fernando Alonso autore di una grande gara in rimonta in Austria, si è reso protagonista di un’episodio davvero singolare. Il pilota spagnolo ha rimproverato Yuki Tsunoda, facendogli segno di ”no” con le dita, e guidando con una mano, a 300 km/h.

Il due volte campione del mondo, Fernando Alonso, si è reso protagonista di una grandissima prestazione in Austria. Partito penultimo, a causa della mancata partecipazione alla gara sprint del sabato, dovuta ad un problema alla vettura, ha terminato al sua corsa decimo. L’ennesima gara stupenda da parte dello spagnolo che però è stata messa in secondo piano da gesto nei confronti di Tsunoda a 300 km/h.

Dopo un duello tra i due, Alonso, ha provato a sorprendere il pilota giapponese cercando una manovra all’esterno in rettilineo. Il giovane Alpha Tauri, per difendersi, ha stretto lo spagnolo, costringendolo ad andare con le ruote nell’erba. Questa difesa non è piaciuta al pilota Alpine che con la mano ha fatto segno di no al pilota, rimproverandolo per la manovra. La particolarità di questo gesto nasce dalla velocità, circa 300 km/h, a cui Alonso ha compiuto il gesto. Entrambi sono piloti, sicuramente lo spagnolo con molta molta più esperienza, con un carattere molto forte che non si risparmiano quando c’è da lamentarsi o da ”sgridare” un collega.

Lo spagnolo non è nuovo a questo tipo di situazioni, basta ricordare il celebre audio rivolto a Rosberg nel GP del Bahrein 2012. Egli, lamentandosi della manovra del tedesco, gridò nel team radio ” All the time you have to leave the space” ( Tutte le volte devi  lasciare lo spazio).

Alonso, malgrado le nove posizioni conquistate, non ha terminato la gara soddisfatto del suo operato. A causa di un pit stop forzato, per evitare di avere un crollo gomme a fine gara, non è riuscito a conquistare altre posizioni. Il due volte campione del mondo, nonostante l’età, continua ad offrire prestazioni di altissimo livello. L’Alpine adesso dovrà scegliere cosa fare, dell’ormai quasi quarantunenne di Oviedo, che continua a correre come se fosse un ragazzino  voglioso di lottare anche per il titolo qualora ce ne fosse l’opportunità.

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