Ricciardo: F1 più popolare grazie a Netflix

Daniel Ricciardo ha attribuito a Netflix e la sua docu-serie Drive to Survive l’aumento di popolarità della F1 negli USA.

di Federico Caruso | @fclittlebastard

A partire dal 28 febbraio partirà la seconda stagione della docu-serie Drive to Survive su Netflix. Nove episodi, e non più dieci, come la prima serie, ci racconteranno la stagione 2019 appena conclusa. Inoltre la Box to Box Productions (casa produttrice della docu-serie), è riuscita a farsi aprire i box anche dalla Ferrari e la Mercedes, che si erano rifiutati nella prima stagione.

Un raggiante Daniel Ricciardo, ospite al Daily Show sulla tv statunitense, ha raccontato ai microfoni di Trevor Noah, come prima della docu-serie Drive to Survive su Netlfix, poche persone lo riconoscessero in giro per strada.

L’impegno di Liberty Media di ampliare la possibilità di fruire la F1 anche fuori dai soliti canali sembra dare i suoi frutti. Con la scorsa stagione in streaming di Drive to Survive, la F1 è entrata in tutte le case de mondo dove il servizio streaming via internet è presente, soprattutto negli Stati Uniti.

“Certamente sento che la F1 sta diventando molto più importante negli Stati Uniti. Drive to Survive è stata la sua fortuna”, ha detto Ricciardo.

“Passo un po’ di tempo negli Stati Uniti, e fino a un anno fa nessuno mi avrebbe salutato, ma non in senso cattivo, ma non mi avrebbero riconosciuto come pilota di F1. Mentre ora è tutto un: ‘ti abbiamo visto su Netflix, è stato grandioso, Drive to Survive‘.”

Daniel Ricciardo, ha poi continuato:

“Penso che gli altri che lo sono un po’ di più (seri), non aiutano lo sport. Penso che per me, crescere in Australia, al sole, vivere vicino alla spiaggia, non so, ma trasforma la tua personalità in un po’ di felicità. Sto facendo il lavoro dei miei sogni, a volte devi ricordarlo, diventi così competitivo, a volte sei così preso da dimenticarlo, un po’ il punto di vista. È il lavoro dei miei sogni, viaggio per il mondo per guidare le auto in cerchio, il che è fantastico.”

Trevor Noah, gli ha poi chiesto se si è pentito di entrare a far parte del team Renault: “Sfortunatamente non è come il tennis, dove puoi solo incolpare la racchetta. Ci sono molte attrezzature, dipende molto dalle attrezzature. Questo è lo sport, quindi il tuo compito è cercare di metterti nella squadra migliore per procurarti l’attrezzatura migliore. È come una battaglia tecnologica con i costruttori. È pazzesco, ma per stare in griglia, ci sono solo 20 piloti, ed è già un risultato in sé, ma ovviamente vuoi essere il migliore e arrivare in testa.

La Renault l’anno scorso è stata spodestata dal quarto posto in campionato dalla McLaren. Il team non ha raggiunto gli obiettivi prefissati della stagione, e quest’anno cercheranno sicuramente il riscatto. Il 12 febbraio, una settimana prima dell’inizio dei test pre-stagionali a Barcellona, verrà presentata la nuova monoposto che affronterà la stagione 2020.

Daniel Ricciardo non si vorrà far certo trovare impreparato.


Federico Caruso

Nato a Roma sotto il segno dei motori turbo V6 nel 1984. Sono sempre alla ricerca di qualcosa che mi sappia emozionare come Ayrton Senna. Scrivo con passione per amore della F1.