F1 | Gasly: un secondo posto che profuma di rivincita

Nel secondo pesantissimo podio della Toro Rosso, c’è tanto di Pierre Gasly, il ragazzo visto come l’anello debole della Red Bull a inizio stagione, si riprende ciò che gli è stato negato e ottiene un secondo posto per lui significativo.

Una gara folle quella vista in Brasile, con due “non-top” team a podio, cosa che raramente siamo abituati a vedere.

Sorprendente secondo posto di Pierre Gasly.

Gasly ha sempre dimostrato di poter essere un pilota solido, sia in questa seconda metà di stagione, che nel corso della scorsa stagione.

In ombra nel suo periodo in Red Bull, ma comunque al suo primo anno in una scuderia top, dove ha messo a segno risultati poco brillanti.

Questo invece il GP perfetto. Il GP della redenzione e forse della rivincita.

Il numero 10 della scuderia di Faenza porta a casa un preziosissimo secondo posto, primo podio storico per il francese in appena 46 GP disputati in F1.

A rendere speciale questo podio è proprio l’averlo conquistato con la Toro Rosso e non con la Red Bull, come sarebbe stato più plausibile.

Gasly non ha mai mollato un centimetro da quando è tornato in Toro Rosso a dimostrazione del fatto che, forse, la scuderia “madre” abbia fatto delle valutazioni affrettate nel declassare nuovamente il giovane pilota.

Superiore nel confronto con il suo compagno Kvyat e spesso in Q3.

Qualche sassolino dalla scarpa Pierre Gasly se lo sarà tolto.

Perché è da incorniciare l’ultimo tratto di gara dove il numero 10 nel rettilineo finale è in grado di tenere testa a Lewis Hamilton e strappare il secondo posto al fotofinish.

Lui stesso ha definito questa, la giornata più bella della sua vita.

La dimostrazione che l’impegno e il duro lavoro, a volte, ripagano, perché non bisogna essere solo fortunati, la fortuna bisogna costruirsela.

E Gasly qualificandosi settimo, aveva già fatto capire di poter mantenere un ritmo alto nel corso di questo weekend.

Sicuramente un messaggio forte quello che verrà recepito da Helmut Marko e compagnia, nonostante le ottime prove di Albon, questa è forse la prova, che, mandare via il francese prematuramente non è stata una grande mossa.

Vero che le sue prestazioni non sono state all’altezza, ma non tutti riescono a metabolizzare un passaggio così significativo tra due ambienti molto differenti.

Forse il destino e la sorte hanno voluto che doveva andare così, in modo da potersi prendere la sua personale rivincita.

Negli ultimi anni vediamo piloti giovani bruciare spesso le tappe, ma questa “fretta” non sempre si rivela positiva per chi dovrà indossare tuta e casco e macinare chilometri in pista.

Diventa frequente dare per scontato che questi ragazzi nascano già pronti e preparati per potersi sedere su un sedile “che conta”, quando in realtà essere lì all’età che hanno è già una tappa importante.

Magari davanti a questo episodio, la Red Bull imparerà a ponderare e gestire meglio le scelte sui piloti.

Mentre Pierre Gasly si gode questo speciale secondo posto, sperando che questa “tappa bruciata” possa incidere in maniera significativa, il resto della sua carriera.

Favolosa prestazione, bravo Gasly, te lo sei meritato.


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