F1 | Ferrari: in Brasile un disastro annunciato

Il contatto tra Vettel e Leclerc fa esplodere in Ferrari il caso piloti. La tensione interna latente da tutta la stagione è sfociata in un episodio che farà storia e che in Ferrari segnerà uno spariacque. Di chi è la colpa?

Quello che si temeva alla fine è successo. La guerra di nervi tra Vettel e Leclerc è sfociata in un contatto che ha danneggiato la gara di entrambi, la Ferrari ed il lavoro di tutte le persone che danno l’anima per mettere le due monoposto in pista.

Una buona notizia però c’è. E’ successo ieri, nel GP del Brasile, penultima gara di un campionato ormai giunto ai titoli di coda. Se in Ferrari non si trova la quadra ora per il prossimo anno sarà anarchia. Questo contatto aiuta a tirare una riga e ricominciare da capo. Tutti, nessuno escluso, tra piloti e muretto devono essere richiamati alle proprie responsabilità.

I fatti di gara li abbiamo visti . Leclerc era in rimonta, aveva una gomma più fresca e forse lo spunto per attaccare Albon. Vettel non ci riusciva. Serviva un ordine, il buon senso, una figura leader in grado di annusare l’aria e percepire il pericolo imminente.

Da una parte l’immenso Ego di Vettel che non vuole farsi strapazzare dal ragazzino. Leclerc, il ragazzino, è però un fenomeno che ha un solo obiettivo, vincere. L’ha dimostrato col sorpasso alla curva Senna. Un pugno in piena faccia a Vettel. Una manovra aggressiva, agonisticamente cattiva, un numero da campione.

La colpa del successivo disastro è senza dubbio di Vettel. Il tedesco è un’incognita da più di una stagione quando si tratta di lottare corpo a corpo.

Sulla dinamica dell’accaduto è già stato detto di tutto, sulle colpe è necessario un ragionamento più profondo. Chi è il leader in Ferrari? C’è un carattere carismatico che detti la rotta? I piloti sono animali da combattimento che lottano per la supremazia ed il loro primo nemico è proprio il compagno di squadra. La Formula 1 è piena di episodi del genere. Ricordiamo il contatto tra Rosberg ed Hamilton a Barcellona, quello tra Verstappen e Ricciardo a Baku o quello tra Vettel e Webber in Turchia. Caspita se è simile a quello di ieri, e all’epoca dei fatti nei “panni” di Leclerc c’era Vettel…

La Ferrari non ha voluto prendere una decisione chiara durante la stagione. Binotto ha sempre detto che la gestione piloti era chiara e trasparente , Camilleri ha detto che … Il presidente che dice? I vertici Ferrari dove sono?

Alla Ferrari non manca il talento dei suoi piloti. Vettel va sicuramente richiamato all’ordine. Il rapporto costo-resa è impietoso. Leclerc mostra talento e fame ma anche lui in certi contesti va calmato. Il comportamento dei due durante tutta la stagione non è mai stato consono con il motto #essereferrari voluto da Binotto.

Ora serve un segnale chiaro forte e deciso. Il briefing post gara è stato annullato. I piloti convocati a Maranello. Serve chiarezza e un linea guida da seguire. Chi non è d’accordo vada via.

Serve che la Ferrari si faccia sentire, da troppo tempo in  questo manca. Correre per la rossa è un privilegio, quello che è successo ieri è un grave danno d’immagine.


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Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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