Le auto più vincenti della storia: L’alba delle leggende

20 auto per oltre 60 anni di storia della F1. Innovatrici, dominatrici di stagioni, un punto di riferimento per gli avversari. Ecco a voi il primo di quattro appuntamenti con le auto che hanno segnato la storia dello sport più veloce di sempre.

di Giuseppe Gomes

L’alba delle leggende

Nel 1950 nasceva la regina delle competizioni motoristiche: la F1. In quegli anni si cominciano a posare le prime pietre per la Case giunte fino a noi, insieme ad importanti evoluzioni tecnologiche, che investono non solo le auto da corsa. La prima Ferrari mondiale, la 500, la prima Mercedes di F1, la W196. L’alba e il tramonto di Maserati in F1, con la “macchina perfetta”, la 25° F e la prima auto a motore posteriore, la Cooper T51. Si chiude con la Ferrari 156 F1, la prima Ferrari a motore posteriore.

Ferrari 500 F2 (1952)

Gp disputati: 15

Vittorie: 14

Pole: 13

È l’auto dei due mondiali di Tazio Nuvolari. La prima Ferrari non progettata con un V12. Tutto nasce dalla possibilità di schierare vetture di Formula 2 in F1, purchè competitive. Anche perché, dopo l’abbandono di Alfa Romeo, la griglia era carente di auto competitive. Aurelio Lampredi, storico ingegnere della Ferrari, pensò di progettare un nuovo propulsore, 4 cilindri, invece di andare a modificare lo storico 12, in previsione dei nuovi regolamenti del 1954. La 500 F2       si rivela una “schiacciasassi”, subendo anche pochi interventi nel tempo, e vincendo quasi tutte le gare alle quali partecipò.

Mercedes W 196 (1954)

Gp disputati: 12

Vittorie: 9

Pole: 8

È la prima a portare il logo della stella a tre punte in F1. Dopo un periodo di pausa di quindici anni, con un progetto che presentava due possibile carrozzerie: 1) tipo Monza, che carenava le ruote e migliorava la penetrazione aerodinamica, e 2) A ruote scoperte. Al suo debutto porta a casa subito una doppietta, con Fangio e King, ma è la gara di Monza ad entrare nella storia, nella quale Fangio riuscì a recuperare e battere la Maserati di Moss, ciliegina sulla torta di una stagione che porta a casa il titolo iridato. Copione simile anche nel 55, con l’Argentino che porta a casa il secondo titolo consecutivo. Tuttavia, il 55’, è l’anno in cui Mercedes decide di ritirarsi, complice la strage alla 24 Ore di Le Mans di quell’anno.

 Maserati 250 F (1954)

Gp disputati: 46

Vittorie: 8

Pole: 8

Se Fangio, nel 54’, vinse il mondiale, in parte è anche merito della 250 F, guidata dall’argentino, fino alla vittoria, in Argentina ed in Belgio. Nonostante da molti piloti, la 250 F, venisse considerata come una delle migliori vetture in circolazione, bisogna aspettare il 1957, con Fangio al volante, per portare il titolo a Modena, vincendo quattro GP, compreso quello di Germania sul Nurbugring. Nonostante l’assenza di sviluppi da 57’, ancora, nel 58’, è l’auto preferita dai team privati, per le sue doti velocistiche e di affidabilità.

Cooper T51 (1959)

Gp disputati: 9

Vittorie: 5

Se le vetture di F1, oggi, sono così, è anche per merito suo, o meglio del suo progettista: John Cooper che rivoluziona le auto Formula spostando il motore sull’asse posteriore. “Non ho mai visto i buoi andare dietro al carro!”, le parole di un Enzo Ferrari che prese sotto gamba il progetto di Cooper. Tutti e tre i suoi alfieri (Brabham, Moss e McLaren), ottennero due vittorie a testa nella stagione 59’, grazie alla grande manegevolezza raggiunta posizionando il motore alle spalle del pilota. Cooper vinse il mondiale costruttori e Brabham quello piloti.

Ferrari 156 F1 (1961)

Gp disputati: 13

Vittorie: 5

Pole: 12

A seguito della svolta a motore posteriore, portata dalla Cooper T51, la 156 F1 è la prima Ferrari a motore posteriore. Una novità per la Casa di Maranello, che da subito non vide il Drake Enzo Ferrari in linea con gli “assemblatori” inglesi, convinto che: “Non ho mai visto i buoi andare dietro al carro”. Tuttavia, l’ing. Chiti, proseguì con lo sviluppo della 156, o anche nota come “shark nose”. Con la 156, Phil Hill, vincerà il suo primo ed unico mondiale di F1.

Giuseppe Gomes

Appassionato di auto e motori. Da tester per riviste automotive a co-conduttore del programma radiofonico Pit Talk.