F1 | Gilles Villeneuve: Io sono leggenda

Joseph Gilles Henri Villeneuve nasce il 18 gennaio 1950 alle sei del mattino, a Saint Jean Sur Richelieu, vicino alla cittadina canadese di Chambly. Una data come tante, in un posto come tanti. Ma non una storia come tante.

di Giulio Scaccia

Gilles Villeneuve ha rappresentato forse qualcosa facile allo stesso tempo difficile da raccontare, un mito, la ricerca del limite, la sfida, la ricerca dell’impossibile. Ha rappresentato per tanti giovani e non, nei suoi anni in Ferrari, un simbolo e una fede, un qualcosa di unico e irripetibile.

Gilles era una dimensione dello spirito, difficile da raccontare, perché non razionale, perché espressione di passione ed emozione. La sua leggenda è ancora viva e fulgida.

Andiamo a vedere insieme come Gilles Villeneuve arriva in Formula 1. Ma prima un antefatto. Niki Lauda ha lasciato la Ferrari, con un gesto di sfida che Enzo mal digerisce. E’ Lauda che fa vincere la Ferrari o l’inverso? Enzo Ferrari fa qualcosa logicamente di poco spiegabile, ma è proprio da certe scelte che nascono e hanno genesi le storie e le avventure più belle.

1977: la chiamata del Drake

Gilles è uno sconoscociuto che debutta nel 1977 con una McLaren al GP di Gran Bretagna. Gilles ottiene il miglior tempo nel warm up. In qualifica è 9° e si classifica in gara 11°, con problemi al raffreddamento che lo costringono a perdere tempo ai box. Buona presenza, ma Mayer preferisce non esercitare l’opzione e punta su Tambay. La storia sembra finita. No, non è finita, anzi. E’ appena cominciata. Arriva una telefonata dall’Italia. E’ la Ferrari. Gilles conosce il Drake, riceve in breve la liberatoria da Teddy Mayer e partecipa agli ultimi due gran premi della stagione 1977: Canada e Giappone. Subito venne soprannominato “l’Aviatore” a causa del suo stile di guida aggressivo, che lo coinvolge spesso in spettacolari incidenti, come al Fuji, quando entra in collisione con la Tyrrel a 6 ruote di Ronnie Peterson e vola, uccidendo 2 spettatori, presenti in una zona vietata della pista.

1978: la prima stagione intera in Formula 1

Reutemann e Villeneuve sono la coppia Ferrari per una stagione dominata dalla Lotus ad effetto suolo di Andretti e Peterson. La creatura di Chapman è un missile. La 312 T3 di Forghieri è una buona vettura, equipaggiata con radiali Michelin, che saranno croce e delizia per tutta la stagione.

Gilles non si risparmia. Nel Gran Premio di Long Beach, una delle sue piste preferite, va in testa, inizia a prendere vantaggio, poi arriva al doppiaggio di Clay Regazzoni. La Ferrari vola sopra la svizzero, per una incomprensione nel doppiaggio avvenuto nella parte mista del circuito. Arrivano pesanti critiche alla Ferrari e al canadese. La stagione è dominata dalle Lotus. Con questo andazzo, si arriva a Monza ed al dramma di Ronnie Peterson. Alla ripartenza, Gilles e Andretti scattano in maniera vistosamente anticipata. Saranno penalizzati di un minuto. Ma la gara del francocanadese è magistrale. Tiene dietro per 35 dei 40 giri Andretti. Dovrà cedere per l’usura delle sue Michelin. In un giorno duro e tragico per la Formula 1, Villeneuve fa vedere di che pasta è fatto.

gillesLa vittoria finalmente arriva nel Gran Premio del Canada del 1978, sul circuito di Montreal. In una giornata fredda e piovosa arriva il primo successo nella sua terra. Si chiude così una stagione chiaro scura, terminata con un promettente crescendo.

Per il 1979, parte il gaucho triste Carlos Reutemann e arriva alla Ferrari l’orso sudafricano Jody Scheckter.


Giulio Scaccia

Giornalista ed appassionato, seguo la Formula 1 dal 1978. Da Gilles Villeneuve a Michael Schumacher, sempre la Ferrari nel cuore.