F1 Legend: Benetton B195

13 maggio 2015 – Nuova puntata di F1 Legend che ha come protagonista una delle monoposto che ha fatto la storia e non solo per essere stata quella che ha dato il secondo titolo mondiale a Michael Schumacher, ma anche per essere stata l’unica Benetton a imporsi nella storia del campionato del mondo di Formula 1, facendolo anche in modo netto e senza appello. E’ forse il simbolo più chiaro del trionfo sportivo della scommessa voluta dalla famiglia Benetton, che da una grossa fabbrica di abbigliamento hanno creato una polisportiva capace di vincere in qualsiasi disciplina.

 

La forza della continuità – Una di quelle monoposto che non nascono per  caso,  ma che riprendono e migliorano idee e concetti sperimentati nel corso degli anni, rendendo vincenti. Infatti  la scuderia di Briatore, forte del grande contributo tecnico della coppia formata da Ross Brawn e Roby Byrne (oltre che da vari tecnici come Nicholas Tombazis), dopo aver quasi per prima inventato la soluzione del muso alto (che verrà copiata da diversi team, come la Williams) e particolarmente grosso o la forma curva del profilo inferiore dell’alettone posteriore, migliora anche altri particolari, come le dimensioni deviatori di flusso e la forma delle pance laterali, più alte e strette, oltre a diversi adattamenti imposti dal nuovo regolamento, come le altezze del sedile, il fondo della vettura o le dimensioni degli alettoni. Ma il vero punto di forza della B195 è un altro, e sta sotto il cofano.

 

Il tormentato 1994 e il “dispetto” alla Williams – Benetton e Williams vengono infatti da roventi polemiche dopo la stagione 1994, con la scuderia anglo – italiana che viene accusata a più riprese di aver truccato la corsa al titolo, prima con il caso della macchina dei rifornimenti scoppiato a Hockenheim, poi con la squalifica di Spa per il fondo piatto non regolamentare e dall’impresa con i fatti di Adelaide. Il team di Briatore così gioca la contromossa: via i motori Ford per fare il più grosso dei dispetti ai rivali del Williams, prendendosi i motori Renault, che Briatore aveva già a disposizione per la Ligier (monoposto che a sua volta aveva destato parecchi sospetti perchè sembrava una “gemella” della B195). Con questa mossa, la Benetton ha così sfruttato nel migliore dei modi il cambiamento regolamentare che ha imposto la riduzione della cilindrata a 3000 cc, visto che il nuovo motore RS7 aveva la stessa struttura del precedente RS6. Il team di Sir Frank viene così preso in contropiede, anche per il fatto che la nuova creatura della coppia B&B si dimostra velocissima già da subito.

 

Il capolavoro di Brawn e Byrne – La B195, infatti, rispetto alle rivali non ha stravolto la propria monoposto (come hanno fatto Williams, Ferrari e McLaren), ma ha apportato pochi miglioramenti rispetto alla vettura precedente, che le hanno consentito di ottenere il massimo. Sebbene in prova dovrà cedere spesso di fronte alle Williams (otterrà 4 pole position), in gara è una vera e propria macchina da guerra, capace di adattarsi alla perfezione qualsiasi tipo di circuito, da quelli lenti a quelli veloci. E i due piloti danno così vita a pagine di storia della Formula 1, come le  gare di Barcellona, dove firmano una doppietta grazie a Hill che rimane senza benzina all’ultimo giro, o Hockenheim, dove Schumacher trasforma praticamente tutta la gara in un monologo verso la vittoria. E dove non arriva lui, ci pensa Herbert a raccogliere due successi a Silverstone e Monza, approfittando degli errori di Hill andato a tamponare Schumacher. Ma la gara che senza dubbio rimarrà nella leggenda è quella che si vive nell’università della Formula 1 moderna, a Spa, quando Schumacher parte indietro, molto indietro, addirittura da la nona fila. Sul bagnato il tedesco sfodera tutta la sua classe passando come birilli tutti i suoi avversari, sulla pista resa viscida dalla pioggia. Il duello finale con Damon Hill è da cineteca, con il tedesco che prima sbaglia alla chicane Les Combes e finisce nell’erba e poi lo supera di forza, andando a prendersi un trionfo che, forse, è il simbolo di tutta la stagione 1995.

 

Un trionfo annunciato – Una stagione in cui la Benetton è praticamente imbattibile, anche approfittando degli errori di casa Williams e della situazione molto arroventata di casa Ferrari (che pensava di poter impensierire i primi, e a inizio stagione ci riesce anche), e che porta il Mondiale al tedesco, che di lì a poco sarebbe passato alla Ferrari, con due gare d’anticipo, sul tracciato di Aida che vedrà per la seconda e ultima volta nella sua storia la Formula 1. Ma il vero trionfo per il team di Briatore arriva a Suzuka, con Schumacher e Herbert che arrivano primo e terzo e regalano l’unico titolo nella storia di questo team all’apparenza piccolo, ma che negli anni si è dimostrato grande ed è riuscito a confezionare una monoposto pressochè perfetta, che nelle sapienti mani di Michael Schumacher diventa un missile, capace di regalare un’impresa senza eguali nella storia della Formula 1.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)