F1 | Dalla Jordan alla Aston Martin, una storia lunga 30 anni

Silverstone è il luogo da cui tutto è partito, dove 71 anni fa ha avuto inizio questa incredibile e meravigliosa avventura chiamata Formula 1, ma proprio lì ha avuto inizio una delle avventure più pazze di questa lunga storia. Il protagonista viene dall’Irlanda e sbarca in terra inglese proprio per iniziare un progetto che lo consacrerà come uno dei talent-scout più affermati. Il suo nome è Eddie Jordan e la sua storia si intreccia a doppio filo a quella di nomi che hanno scritto alcune delle pagine più importanti di questo libro: parliamo di Michael e Ralf Schumacher, Damon Hill, Rubens Barrichello, Eddie Irvine, Heinz-Harald Frentzen, Jarno Trulli, Jean Alesi (che finisce la carriera lì dove tutto era cominciato)… e l’elenco potrebbe continuare.

Vittorie, pole position, addirittura un titolo sfiorato a poche gare dalla fine hanno reso la storia di un team tutto sommato piccolo un racconto da tramandare ai posteri. Che però, come tutte le belle storie, si è dovuta interrompere anzitempo. I problemi finanziari obbligheranno l’irlandese a cedere il pacchetto azionario in Russia, dando così vita alla Midland, che però durerà solo un paio di stagioni, il tempo di celebrare un incredibile terzo posto a Indianapolis e assistere all’incredibile incidente tra Yuji Ide e Christijan Albers, a Imola nel 2006, prima di arrivare al nuovo cambio di compagine.

La Midland, di fatto, correrà una sola stagione, prima di passare la palla a Colin Kolles, che darà vita alla Spyker. Se la Midland avrà in dotazione i motori della Toyota, la Spyker riuscirà ad assicurarsi la fornitura della Ferrari, assicurandosi il ritorno di Mike Gascoygne alla direzione del progetto. Ma i risultati anche qui saranno molto deludenti, non andando oltre l’ottavo posto. Si arriva così al terzo cambio di compagine in meno di 4 anni, ma stavolta i risultati saranno decisamente diversi.

Entra in scena Vijay Mallya, che grazie all’apporto di nuovi capitali si lancia in una nuova scommessa, quella di rilevare la Spyker dando vita alla Force India. A Silverstone torna Giancarlo Fisichella e sarà proprio lui a regalare la prima grande sorpresa al team indiano. Se infatti la prima stagione sarà sotto le aspettative, dal 2009 la musica cambia.

A Spa, in quella che è considerata l’università della Formula 1, sulla pista dove la Jordan ha colto la prima pole e la prima vittoria della sua storia, Giancarlo Fisichella si mette in mostra e porta a casa un incredibile secondo posto alle spalle di Kimi Raikkonen, prima di affiancarlo al volante della Ferrari al posto di Felipe Massa. La Force India si avvarrà di piloti di assoluto valore, come Vitantonio Liuzzi, Paul Di Resta, Adrian Sutil, che negli anni riusciranno a mantenere posizioni di rilioevo in classifica,  Nico Hulkenberg e soprattutto Sergio Perez, transfugo della McLaren, che riuscirà a riportare la Force India costantemente a podio. Il messicano riuscirà a trattenere il sedile anche in quello che sarà il turbolento passsaggio di consegne tra Mallya (i cui trascorsi giudiziari si intrecciano con la vita della scuderia) e Lawrence Stroll, che abbandona la Williams per andare a rilevare proprio il team indiano, scalzando Esteban Ocon pder rimpiazzarlo subito con il figlio Lance. Ma in quella che sarà una delle gare più pazze della storia, con Hamilton fuori dai giochi a causa del Covid-19 e Russell al suo posto, a vincere a sorpresa sarà proprio il messicano, con Stroll che finirà terzo.

Una stagione in cui la Racing Point riassapora la gioia del podio, grazie all’arrivoi dei telai forniti dalla Mercedes. Il resto è storia recente, con la voglia di riportare sugli scudi un marchiio leggendario comer quello dell’Aston Martin assicurandosi le prestazioni di un personaggio dal nome molto pesante, Sebastian Vettel. Il tedesco attraversa una stagione certamente non facile, ma non per questo avara di soddisfazioni, come il quinto posto di Montecarlo seguito dall’incredibile podio di Baku. Ma la stagione non si sta rivelando facile, come testimoniato dal ritiro proprio nella gara di casa, là dove tutto è cominciato.

30 anni sono passati da quella scommessa, 30 anni che idealmente iniziano con Michael Schumacher (senza nulla togliere ad Andrea De Cesaris e Bertrand Gachot) e arrivano a Sebastian Vettel, parte dall’Irlanda e in un incredibile giro del mondo arriva in Canada. E come 30 anni fa la monoposto si colora di verde, in un singolare quanto curioso ritorno alle origini. Ma il cuore di questa storia è sempre lì, a Silverstone. Là dove è cominciata questa pazza avventura chiamata Formula 1 e dove un piccolo miracolo è nato, cresciuto, cambiato pelle, ma sempre con l’ambizione di stupire.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)