F1 | Minardi: “Specifiche motori uguali per tutti ma…”

Gian Carlo Minardi ha spiegato come i regolamenti odierni disciplinano la fornitura dei motori da parte dei costruttori verso i team clienti, facendo anche un confronto con ciò che accadeva in passato.

 

| a cura di Stefano Penner

Un tema di grande importanza nella attuale F1 è inerente alla fornitura dei motori ai team clienti. Abbiamo sempre avuto dei dubbi se un costruttore di motori, quando fornisce il prodotto ad un altro team cliente, desse una versione depotenziata o alle stesse prestazioni.

Immaginate se Mercedes dovesse subire la minaccia di Aston Martin o McLaren, oppure la Ferrari dovesse teoricamente battagliare in pista con Haas o Alfa Romeo. Cosa succederebbe in quel caso? La casa madre apporterebbe cambiamenti in qualche modo oppure no?

Ne abbiamo parlato ieri a Pit Talk con Gian Carlo Minardi, storico fondatore dell’omonima scuderia e attuale presidente di Formula Imola. Intervistato dal nostro caporedattore Francesco Svelto sull’argomento, Minardi ha dichiarato:

“Il regolamento è molto chiaro. Da qualche anno a questa parte il fornitore di motore deve depositare la specifica in federazione e i clienti devono avere lo stesso motore. Poi è chiaro che in gara uno può dare più meno turbo o lavorare su più o meno energia elettrica, sui consumi, e quindi andare  più o meno forte!“.

Il manager di Faenza fa anche un confronto con il passato:

“Purtroppo nel passato non era così. Se si era un cliente si aveva il motore di due o tre step più vecchio e quindi con differenze di 40 o 50 cavalli come minimo! Oggi però i regolamenti impongono ai costruttori di motori di depositare il motore in FIA e quindi devono essere uguali per tutti.”

Inoltre in merito all’annoso argomento della riduzione dei costi e budget-cup, Gian Carlo Minardi ha aggiunto una sua opinione inerente a questa tematica di grandissima importanza:

“Sono un po’ contrario a questo  tipo di budget cup. Sono favorevole al limite ma non vorrei che ci fossero vie di fuga, come stanno cercando di fare lavorando con squadre-B o junior-team, E soprattutto vorrei che nel budget-cup fosse compreso tutto, anche il compenso di piloti e ingegneri.

Se la FIA è in grado di valutare e  di controllare il Budget cup dei team, io credo che una volta stabilita la cifra la cosa più bella sia dare una sorta di “liberi tutti”: chi vuole andare a provare in pista, ci va; chi vuole andare in galleria del vento, ci va; chi vuol avere Hamilton come pilota, lo può avere se i conti tornano. Il tutto  nei limiti imposti.

Se non si hanno i soldi per fare quello che si vuole ci si adatta di conseguenza, scegliendo magari un pilota rookie o limitando le ore in galleria. Allora si che ci divertiremmo e sarebbero tutti ad armi pari. In questo caso emergerebbe davvero chi avrebbe più ingegno e fantasia per sfruttare le risorse a disposizione. E può essere anche che un piccolo che ha ingegneri validi e una giusta organizzazione possa emergere ed arrivare ai massimi livelli. E’ chiaro che questo è il primo anno, le squadre hanno a disposizione 145 milioni di dollari-con piloti a parte-il che è una cifra che in pochissimi possono permettersi.