F1 | Montezemolo: in Ferrari troppa gente lontana dalle corse

Luca Cordero di Montezemolo torna all’attacco della dirigenza della Ferrari e ancora una volta sceglie i canali radiofonici dell’emittente di Stato, dal programma “La politica nel pallone” per assestare qualche colpo alla luce dei deludenti risultati di questa stagione, decisamente al di sotto delle aspettative.

Una striscia di risultati che non fa dormire sonni tranquilli all’ex-Presidente della Ferrari, che pur essendo fuori dai giochi da 6 anni non nasconde il suo amore per la Ferrari e la sua preoccupazione per le sorti della Scuderia:

“Cerco di essere costruttivo ma sono preoccupato, perché la Ferrari non ha mai fatto neanche un giro in testa in tutto il Mondiale. Ci sono problemi che vengono da lontano e creano interrogativi sul futuro. Ci sono due tipi di problemi. Innanzitutto un’organizzazione orizzontale che in Formula 1 non regge: è tipico di chi non ha esperienza e conoscenza e forse neanche l’umiltà di vedere come sono organizzate le migliori squadre o come era organizzata la stessa Ferrari. In secondo luogo per vincere bisogna avere in squadra qualche elemento che faccia la differenza e porti competenze nuove. Io avevo una squadra fortissima, perché ho sempre cercato di scegliere persone preparate”.

 

L’ex-Presidente della Casa di Maranello, dunque, imputa all’organizzazione aziendale la principale causa dei problemi ai quali si sta assistendo, Un’organizzazione decisa dai vertici ferraristi proprio dopo il suo allontanamento e l’insediamento, voluto da Sergio Marchionne (al quale riserva l’ennesima stoccata), di Jean-Louis Camilleri nel ruolo di Amministratore Delegato.  A questo si aggiunga anche il ruolo di Binotto, un vero e proprio problema per Montezemolo perchè lasciato da solo anche dai vertici aziendali. Dirigenza che, a detta di Montezemolo, non conosce la F1 e, quindi, non ha alcun aggancio con la realtà sportiva che è insita nell’anima della Ferrari.

“All’inizio vedevo una criticità in Binotto molto solo, perché è vero che ha un presidente e un CEO, ma questi ultimi devono avere conoscenza, competenza, passione per la Formula 1 per dare il massimo supporto a chi oggi è in trincea come Binotto. Abbiamo regolamenti completamente nuovi nel 2022, sui quali bisogna lavorare bene e iniziare a farlo già da ora. Vedo un futuro con molte incognite. Vedevo Binotto un uomo solo al comando, e non ha grandissima esperienza ed è (unico caso in Formula 1) sia team manager che direttore tecnico, ha un fardello sulle spalle molto pesante. Spero – ha infine concluso – che il nuovo CEO possa aiutarlo”.

Nel contempo, Montezemolo di augura che a Maranello arrivi qualche persona che sa in grado di fare la differenza, anche a livello sportivo e a questo proposito cita proprio il team dei record, la squadra costruita intorno a Michael Schumacher:

“Il secondo problema è che per vincere, oggi come ai tempi di Enzo Ferrari (ad esempio quando assunse John Bernard e Harvey Postlethwaite), bisogna assumere qualche elemento che faccia la differenza e che porti competenze e aria nuova. Io avevo una squadra di cui sono orgoglioso con Jean Todt direttore sportivo, Ross Brawn direttore tecnico, Stefano Domenicali che era il numero 2 di Todt, Rory Byrne come capo del telaio. Questa era una squadra fortissima, perché nella mia vita ho sempre cercato di mettermi attorno persone ancora più brave, non parliamo della parte commerciale poi, con Felisa e i suoi collaboratori, dove abbiamo vinto il premio come miglior posto di lavoro per la qualità della vita. Purtroppo è un problema che viene da lontano, in questi anni non si è mai vinto e non si è mai stati vicino a vincere e mi preoccupa per il futuro”.

Quali rimedi? Montezemolo si chiama fuori dai giochi, ma ha individuato un nome che sarebbe in grado di risollevare le sorti della Scuderia con la dovuta competenza, che purtroppo ha già altri impegni:

“Dopo le dimissioni di Camilleri spero scelgano bene il nuovo amministratore delegato, perché c’è una squadra da rafforzare. Mi spiace perché ci sarebbe stata una persona perfetta per guidare la Ferrari: parlo di Stefano Domenicali, che sono certo farà molto bene nel nuovo ruolo. Se volessero sentire qualche suggerimento, sarei ben lieto di darne. Voglio molto bene alla Ferrari. Questi sono momenti molto difficili non solo per la mancanza di vittorie e io voglio evitare di creare ulteriori elementi di polemica”.

Dunque, per l’ex-Presidente della Ferrari, seppure in modo pacato, non mancano i motivi di polemica, dopo essere stato spodestato da Sergio Marchionne che ancora una volta definisce l’origine dei mali della Scuderia di Maranello, troppo improntata a guardare i bilanci e le quotazioni in Borsa e troppo poco attenta ai risultati sportivi. E la conclusione di Montezemolo si riassume in un detto: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

“Se ci sono possibilità che io possa tornare in Ferrari? La domanda non va posta a me: nessuno mi ha chiesto nulla. Penso di sapere quali sono i problemi da affrontare in tempo ma, come si dice, io ho dato e ora vedo con grande dispiacere una Ferrari doppiata, fuori dai primi posti. È un momento difficile per la scuderia, sono preoccupato”.

E come lui, lo è tutto il popolo ferrarista.


Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)