F1 | Lo strano destino di Bottas

Si, veramente è uno strano destino quello di Valtteri Bottas. Vince il Gran Premio degli Stati Uniti in una gara che si risolve soltanto alle ultime battute ma l’attenzione di tutto il mondo sportivo, e non solo, è tutta dedicata al suo compagno di squadra.

E’ pur vero che quel compagno di squadra si chiama Lewis Hamilton e festeggia la conquista del sesto titolo mondiale, ma certo un pochino sfortunato lo è il ragazzo finlandese. E’ il suo destino: sempre all’ombra del Supercampione.

Perfino nel salottino postgara, quando lo sportivissimo Sebastian Vettel  è andato a complimentarsi con Hamilton, sembrava che il vincitore del Gran Premio fosse trasparente, invisibile. Ed ha dovuto farsi avanti lui per figurare, per non sembrare un imbucato, quasi un abusivo con la sua presenza lì, dove vanno i vincitori.

https://twitter.com/ValtteriBottas/status/1191152624034340865?s=20

Decisamente non ha l’immagine del protagonista: o meglio ogni volta che porta a casa una vittoria c’è sempre qualcosa o qualcuno che gli toglie la scena. Eppure quest’anno ha vinto quattro Gran Premi ed è arrivato sette volte secondo.

Del resto quando ti trovi a dover competere con un “marziano” come Hamilton non hai molte chances: e lui lo sa. Quindi accetta e si accontenta del suo ruolo, con un palmares invidiabile.

E’ già uno strano destino quello di combattere contro un “fuori concorso”….

Insomma nella grande giornata di Hamilton al suo sesto titolo iridato, e nella giornata della disastrosa gara ferrarista che fa anch’essa notizia, mi sembra giusto rivalutare questo pilota finlandese all’apparenza “pacioso” ma in realtà molto concreto. Destinato però a soffrire della sindrome che già fu nel ciclismo di Ganna e Poulidor: la sindrome dell’eterno secondo!


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Renato Ronco

giornalista, specializzato in motoring sportivo e commerciale dal 1963

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