McLaren, la papaya è ancora acerba: guasti e imprevisti frenano il riscatto

In casa McLaren il debutto del propulsore Renault aveva portato l’entusiasmo alle stelle. Purtroppo ben presto sono precipitati nel buio delle stalle. Troppi guasti e tanti imprevisti hanno infatti costretto la MCL33 a interminabili soste ai box. Alonso e Vandoorne, spesso appiedati dalle loro vetture, hanno visto i test trasformarsi in un percorso ad ostacoli e non sono riusciti a mettere in pista una galoppata veramente degna di nota. 

Se il buongiorno si vede dal mattino, il sole giallo papaya della livrea non sembra far splendere la McLaren a Barcellona. Certo, siamo distanti anni luce dagli imbarazzanti esordi ai quali il team di Woking ci aveva abituati negli ultimi tre anni. Ed i guasti sofferti sembrano circoscritti ed individuati. L’impressione è che la squadra sia più unita, più motivata, più strutturata. E che i problemi possano essere arginati con un ragionevole margine di sicurezza. Un altro mondo rispetto a quello della collaborazione con Honda, in cui si brancolava nel buio e ad accendersi erano solo i toni delle vicendevoli accuse.

Fernando Alonso McLaren

Tuttavia permangono molti interrogativi su di un progetto che non riesce a risultare convincente e, men che meno, vincente. La McLaren motorizzata Renault non appare particolarmente veloce, e, quel che è peggio, sembra ammorbata da fastidiosi problemi di affidabilità. All’interno del team c’è un atteggiamento positivo e le dichiarazioni ufficiali sono improntate ad un cauto ottimismo. I piloti si dicono soddisfatti della nuova motorizzazione, con Alonso che esalta la guidabilità del propulsore francese e Vandoorne che saluta come una liberazione il divorzio da Honda. Tante voci all’unisono ripetono in coro quanto gli inconvenienti patiti siano da considerare come normali incidenti di percorso e  Alonso fa notare che la pressione mediatica può essere decisiva nel dipingere un’immagine fuorviante rispetto alla realtà: ” Adesso abbiamo centinaia di media e ogni bandiera rossa attira l’attenzione, ma dal punto di vista della squadra siamo più o meno ok e non c’è nessun problema fondamentale. Quelli riscontrati sono ben sotto controllo. Possiamo rafforzarci prima dell’Australia.

Le parole dello spagnolo sono condivisibili, tuttavia non possiamo dimenticare che la McLaren ha registrato problemi quasi ogni giorno. Un grave surriscaldamento nel corso della prima sessione di test ha causato la sostituzione del retrotreno rallentando il programma. Una perdita di olio, un guasto alla batteria e il cedimento del turbo compressore hanno invece afflitto la monoposto in questi ultimi quattro giorni. Non proprio problemi veniali, a quanto sembra. Riguardo alla sostituzione del propulsore nella giornata di venderdì 9 marzo Boullier, racing director del team McLaren, si è espresso così:

Dopo un difficile inizio questa mattina, sono contento di aver completato il programma di oggi e di aver chiuso la seconda settimana di test in maniera positiva. Abbiamo sofferto di un problema al turbo nelle prime ore della giornata e riteniamo sia collegato alla perdita di olio di martedì. Nella sessione pomeridiana gli ingegneri hanno lavorato duramente. Fernando ha fatto alcuni giri molto competitivi. Ora torneremo in fabbrica con tanti dati da analizzare prima di dirigerci in Australia. Sappiamo di avere delle cose su cui lavorare, ma sappiamo anche che il nostro pacchetto ha un potenziale preciso e lavoreremo sodo per massimizzare la nostra affidabilità in modo da poter mostrare la nostra vera prestazione a Melbourne.

In effetti Fernando Alonso nell’ultima giornata di test ha fatto registrare un incoraggiante secondo tempo, fermando il crono su 1’17″784 e segnando addirittura il record nell’ultimo settore. Una prestazione che regala fiducia, ottenuta alla fine di un pomeriggio che lo ha visto percorrere 93 giri e che arriva dopo un giovedì estremamente positivo in cui anche Vandoorne ha completato ben 151 tornate. L’asturiano appare rinfrancato:

Abbiamo avuto un ottimo pomeriggio, facendo tutto quello che ci eravamo imposti di fare. Sono abbastanza soddisfatto del risultato e di quest’ultimo giorno. Penso ci sia molto da tirare fuori dalla macchina in termini di prestazioni e naturalmente di affidabilità, ma ora abbiamo due settimane importanti in fabbrica per preparare la prima gara.

Fernando Alonso McLaren

Nonostante le dichiarazioni ottimistiche rimane la sensazione di una vettura ancora incompleta, abbozzata, che non ha trovato la giusta direzione. La McLaren ha riscoperto una certa competitività a livello di prestazioni, ma è ben lungi dal poter essere considerata una vettura riuscita che può ambire al mondiale. Non è neppure credibile come terza forza, poiché la Red Bull pare in netto vantaggio, capace di intimorire persino la Ferrari. La scuderia di Woking rimane lì, nel mezzo, in un limbo che di certo non è quello che si aspettava.

La crescita del team Renault, che ha mostrato una costanza e una solidità impreviste, unita alle buone prestazioni della Haas, rendono la situazione  più indecifrabile. Certo è che Alonso e Vandoorne dovranno ancora una volta restare a guardare la lotta tra i primi, quasi certi di non potersi intromettere, a meno di circostanze fortunose ed impreviste. Al massimo riusciranno a divertirsi o a togliersi qualche soddisfazione. Questo purtroppo non è e non può essere abbastanza per un team blasonato come la McLaren. E neppure per il meritato e agognato riscatto di Fernando Alonso. Ma forse è abbastanza per uscire dagli inferi e “rivedere le stelle”. O quantomeno la bandiera a scacchi.


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Veronica Vesco

Milanese, una laurea in lettere, tanti sogni nel cassetto. Amo scrivere e sono appassionata di Formula 1. Tenuta a battesimo dalle gesta di Gilles, seguo i gran premi fin da quando ero bambina. Ferrarista per tradizione più che per vocazione, subisco il fascino del pilota e delle sue imprese piuttosto che identificarmi in una squadra.

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