F1 | Lewis Hamilton ed un nuovo inizio

Il vinto della stagione 2016 ha dinanzi a sé un inverno molto importante, prima di lanciarsi con le velocissime monoposto del prossimo anno in pista per l’ennesima sfida. Lewis Hamilton ha molto su cui lavorare, non solo per quanto riguarda le novità tecnico-regolamentari in arrivo. Il fattore mentale, come sempre, è un aspetto da non sottovalutare in qualsiasi campo della vita.

Di Alessandro Bucci

Se si pensa a Lewis Hamilton, la canzone di 2Pac “Me against the World” potrebbe essere perfetta in questo momento per descrivere il numero 44 della Mercedes. Non solo perché il compianto rapper è uno tra i favoriti dell’anglocaraibico, tanto da citarlo nel retro casco dal 2014 con la frase “Still I Rise”, ma perché, mai come ora, Hamilton si è ritrovato nel ruolo di bastian contrario per eccellenza.

Sconfitto dal rivale di una vita Nico Rosberg, quasi mai valutato da tifosi ed addetti ai lavori per l’effettivo valore, Hamilton è come un re nudo, con il capo rivolto verso il basso e gli occhi pervasi da mille dubbi e incertezze. Certo, dinanzi alle telecamere le solite frasi fatte e i bla bla bla d’ordinanza che ormai non incantano nemmeno il più grande ingenuo patentato su questa terra.
Ma nel backstage, nei così detti “camerini”, Lewis sa di dover fare un’esame di coscienza sulla sua vita personale, abbagliato dalla determinazione e dalla risolutezza del compagno ed amico-nemico Rosberg, fresco di abbandono lampo.

“Mi dispiace molto per il ritiro di Rosberg” ha dichiarato Lewis poche ore dopo l’ufficializzazione della clamorosa notizia. Non gli credo. Nei suoi occhi intravedevo una qual certa soddisfazione mista a paura, come a dire “finalmente si toglie dai piedi…ma ora?”. Sensazioni? Forse. E non è nostro interesse screditare il tre volte Campione del Mondo. I nomi dei sostituti di Nico spuntano fuori come palline impazzite nel pallottoliere da giorni e circolano già voci insistenti che vedrebbero un veto perentorio di Hamilton nei confronti dell’ex rivale in McLaren Fernando Alonso, tra i papabili per occupare l’ambito sedile Mercedes.

A nostro modo di vedere, Lewis dovrebbe recuperare un po’ della sua lucidità e della sua genuina freschezza degli esordi appoggiando un po’ i Jack Daniel’s degli amici rapper sul tavolo (chi vuole intendere intenda, non sono certo qui a fare le pulci a quanto sregolata sia o meno la vita di ‘Ham’). Chi segue la F1 assiduamente sa bene che Hamilton non è personaggio facilmente inquadrabile e che in lui albergano luci ed ombre.  Ho definito più volte Lewis un personaggio largamente incompreso dal così detto grande pubblico e ne sono ancora convinto. Tuttavia, Hamilton sembra studiarle tutte per offrire materiale ed armi ai suoi detrattori, in una sorta di gioco mediatico che finisce solo per confonderlo.


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Alessandro Bucci

Giornalista, addetto stampa e social media, collaboro con le testate Autosprint, Italiaracing.net, Ravennanotizie.it e In Magazine, oltre al portale web F1Sport.it e con la 100 km del Passatore. L'automobilismo è sempre stata una delle mie più grandi passioni, che coltivo sin dalla tenera età.

14 thoughts on “F1 | Lewis Hamilton ed un nuovo inizio

  • 13/12/2016 at 17:44
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    Paura? Hamilton?
    Di chi, di Rosberg?
    Ahahahahahahahahah non devi essere un grande esperto di Formula 1!
    Eppoi “solitudine mentale”, “vuoti”.. ma chi cavolo sei tu? Non conosci manco il lato pubblico di Hamilton (visto che scrivi di “paura”) figurati se puoi permetterti di speculare sul suo vero io.
    Scrivi di musica, va.

    • 13/12/2016 at 19:31
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      Paura è inteso al futuro sostituto di Rosberg, in particolare all’ipotesi Alonso (sarebbe un ritorno non gradito per Hamilton). Proprio oggi sembra smentita tale possibilità, comunque.
      Resto convinto che Lewis ultimamente abbia sofferto di solitudine mentale e che abbia dei vuoti. Io con lui ci ho parlato di persona e l’ho avuto davanti una giornata intera. Tu? Se sì, confrontiamo le nostre opinioni. In caso contrario, magari usa toni un po’ meno da sbruffone.
      Di musica ho scritto in passato e ti ringrazio per il consiglio, magari riprendo. Ciao!

      • 13/12/2016 at 19:59
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        Sbruffone io?
        Sei tu che hai fatto da psicologo ad un tre volte campione del mondo che, per inciso, ha eguagliato Alonso da debuttante. Figurati se ci perde il sonno ora.

        • 13/12/2016 at 20:26
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          Il fatto stesso che Lewis abbia posto sostanzialmente un veto su Alonso, la dice lunga sul fatto che lo teme. E non ha affatto tutti i torti, visto che ormai sono più di sei anni che ha compagni molto competitivi a fianco e probabilmente si augura una situazione più simile a quella che ha avuto con Kovalainen nel biennio 2008 e 2009. Sul fatto che abbia messo in difficoltà Fernando all’anno del debutto è la verità e infatti non a caso è uno dei più grandi, se non il più grande, pilota dell’era moderna. (che io tra l’altro tifo da Melbourne 2007, cosa che forse non hai minimamente capito). Probabilmente il mio testo è stato inteso e/o può essere inteso come un’analisi psicologica, ma il mio è soprattutto un punto di vista, non a caso il pezzo è inserito in Opinioni. Che non ritratto. Poi te hai tutti i diritti di esprimermi la tua contrarietà, ma cose come le risate, i riferimenti arbitrari a cosa dovrei fare o meno, non sono proprio il massimo.

          • 13/12/2016 at 21:22
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            Il veto? Hamilton?
            Ahahah ma certo, questo te l’ha detto toto nella chiacchierata informale ch hai fatto con lui. Suvvia, dai. Siamo alla soglia del ridicolo.
            Ti sta sulle balle Hamilton e si percepisce alla perfezione.
            Chissà, magari perché non veste di rosso..

          • 14/12/2016 at 09:22
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            Cerchiamo sempre di essere imparziali ed analizzare i fatti nella loro sostanza, senza andare in simpatie o antipatie personali. Tuttavia come ha ribadito il mio collega ed amico, il suo è un articolo di opinione che tende a voler comunicare ciò che lui percepisce della situazione attuale dell’anglo-caraibico, avendolo (tra l’altro) conosciuto e scambiato anche due chiacchiere. Si può essere non d’accordo sui contenuti esposti (io, personalmente, lo quoto al 100%) ma appellare come “ridicolo” o “psicologo” l’autore è scorretto e – francamente – fa anche girare le palle.

          • 14/12/2016 at 09:48
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            Le opinioni sono sacre, le tue, le mie, le sue. Lo sono, però, anche le critiche ad esse.
            Se dai dello psicolabile e del falso ad un pilota -manco tanto velatamente- devi aspettarti che qualcuno ti chieda conto delle tue “opinioni”, no?
            Certo che, se per giustificare le stesse si tira fuori la storia del “veto di Hamilton”, che tutti sanno essere assolutamente inesistente (lo hanno confermato tutte le parti in causa in tempi diversi: lo stesso Lewis, Wolff, Lauda, Ross Brawn qualche anno fa) ed è stata ripescata da giornale spagnolo “Marca” per ovvie ragioni, viene quantomeno il sospetto della malafede.
            Allora mi sta benissimo che, per te e il tuo collega, Lewis Hamilton sia uno psicolabile, un falso e un fifone. Ma non che si cerchi di trovare qualcosa di materiale a sostegno di esse, giacché non c’è nulla al di fuori della personalissima idea dell’autore dell’articolo. Che, come tale, è ben lungi dall’essere un fatto oggettivo.

          • 14/12/2016 at 10:17
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            Stai continuando a mettere parole in bocca alla gente in maniera del tutto spropositata. Ribadisco il concetto: ne per l’autore, ne per me, Hamilton è uno psicolabile o uno che ha problemi sotto la sfera psichica. Non l’abbiamo scritto e non lo pensiamo. Per me il discorso è chiuso.

          • 14/12/2016 at 13:57
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            Ma certo. E ha una fifa blu di Alonso.

  • 14/12/2016 at 14:48
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    Io sono d’accordo con Fantomius, contrariamente a quello che scrive l’autore, Hamilton non ha mai avuto paura di nessuno, vuole correre e vincere! Punto.
    Ha anche lui momenti di down, perdità di lucidità come tutti. Ma Lewis è uno leale, non può ne mettere il veto contro Alonso, ancora meno temerlo. Ha sempre richiesto parità di trattamento, chiunque sia il suo compagno di squadra. Questo è Lewis! Un vero “racer”.

    • 14/12/2016 at 17:41
      Permalink

      Le opinioni e i modi garbati (come il tuo in questo commento) sono sempre graditi, anche quando non si allineano con quelli di qualcun altro. Direi che sul fatto che HAM sia un vero racer non ci piove. Se non è un vero racer lui (che è un interprete magnifico del giro di qualifica ed un martello instancabile in gara)…

      Sul veto chissà, forse non sapremo mai la “vera verità” (e non quella che ci tentano di raccontare). Ad ogni modo credo che a tutti i piloti faccia piacere essere le primedonne del proprio team e non dover dividere i riflettori con qualcuno di scomodo. Vedremo come andrà a finire.

      Mia opinione PERSONALISSIMA: la vicenda Alonso-Mercedes potrebbe anche non essere finita.

      • 14/12/2016 at 18:16
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        Si, ti ho capito benissimo ( se mi permetti il “tu”) 🙂
        E in un certo senso sarebbe anche comprensibile e “umano”… preferire un avversario più temibile in un’altra squadra rispetto ad essere il tuo compagno di scuderia. soprattutto quando quest’ultimo vuole assolutamente vincere come era Rosberg. E capiamo perché, ora che si è ritirato.
        Voleva smettere sicuramente da un pò…comunque, io penso che una stagione così difficile come quella 2016 per Lewis non ci sarà più. Anche se fosse Alonso, perché in tale caso la Mercedes cercherà di dare a tutti e due uguali chance. ciò che non è affatto stato il caso nel 2016 con Rosberg. Se bisogna dirla tutta, Rosberg ha in un certo senso tradito la Mercedes, e lo sport in generale.
        Quando si è “campione”, bisogna confermarlo l’anno seguente, se no è un’ammissione d’incapacità, ma d’altro canto, ho anche apprezzato la sua onestà nel dire in sostanza che non ce la faceva più a reggere, un mondo come quello delle corse che in fondo non è per gente (per bene…) come lui.

        • 14/12/2016 at 20:49
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          Assolutamente d’accordo. Un campione deve dare la possibilità agli altri di battagliare con lui per lo scettro. Non ci piove su questo. E poi certo che puoi darmi del tu! 🙂

    • 14/12/2016 at 17:47
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      Martin ma io sono d’accordo con voi su questo punto. Nel pezzo non ho scritto che sia sleale o che non sia un vero racer. Ho scritto che ha paura di ritrovarsi in una situazione come potrebbe essere quella verificatasi in McLaren nel 2007. Avere paura, poi, non significa automaticamente non misurarsi in pista. Nell’articolo oltretutto il termine paura non è da prendere in modo iper categorico. Sono arci-convinto che se Hamilton si ritrovasse Alonso in pista con la Mercedes, lo affronterebbe con il coltello tra i denti. Però sono altrettanto convinto che si auguri un compagno di squadra soft per tirare un attimo di respiro dopo Button e Rosberg. Sulla questione veto, ognuno ha le sue fonti, poi creda a ciò che pensa sia giusto.

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