F1 | GP Brasile 1991: quando Ayrton Senna creò la sua leggenda

Ayrton Senna vince in Brasile per la prima volta e con il cambio bloccato in sesta marcia. Un’impresa da leggenda.

L’amaro finale della stagione 1990, culminato col fallo di reazione di Suzuka, dove Senna buttò deliberatamente fuori pista Prost alla prima curva, fece da prologo al cambio dell’assegnazione del punteggio per il vincitore: dieci punti invece dei soliti nove e soprattutto la Federazione Internazionale decise, che per la prima volta, si sarebbero sommati tutti i punti conquistati nella stagione.

Questo provvedimento fece storcere il naso al boss della McLaren Ron Dennis e imbufalire Ayrton Senna poiché intravidero, nel provvedimento, un malcelato aiuto a Prost e alla sua regolarità.

Nonostante “l’aiutino” della federazione le speranze di Prost e della Ferrari di un campionato al vertice si rivelarono vane fin dai primi km in pista.

Così dopo il primo Gran Premio disputatosi a Phoenix il brasiliano della McLaren comandava già la classifica, mentre il suo arci nemico e avversario, Alain Prost, con una monoposto ridotta a essere la sbiadita fotocopia di quella precedente disegnata e progettata da Scalabroni, inseguiva al secondo posto.

brasile91_senna Giunti in Brasile per il secondo appuntamento dell’anno l’atmosfera che accolse il Circus era, al solito, festosa ma soprattutto incentrata sull’idolo locale e simbolo del Brasile : Ayrton Senna.

Tutto girava intorno al campione carioca: i media lo misero sotto la lente d’ingrandimento riuscendo anche a scoprire piccole manie come il presentarsi a ogni Gran Premio con delle scarpe da ginnastica rigorosamente nuove o il voler controllare minuziosamente tutte le foto che lo ritraevano.

Una volta sceso in pista Senna dettò la sua legge dando a tutti distacchi impensabili e prenotando di fatto il grandino piu alto del podio, evento che in Brasile fino ad allora non era mai successo.

Le prove ufficiali videro svettare il brasiliano e le Williams, uniche antagoniste del campione carioca, mentre le Ferrari di Prost e della promessa Alesi arrancavano in terza fila, visibilmente in crisi di telaio, dando inizio alla discesa nell’anonimato che avrebbe caratterizzato tutta la stagione.

Allo scattare del verde Senna prese il comando davanti a Mansell e Patrese. senna_gpbrasile

Nell’arco di una decina di giri, il distacco prese a essere consistente. Il brasiliano pareva avere la gara in pugno quando Mansell, finalmente a suo agio con la Williams-Renault dotata di sospensioni attive, cominciò ad avvicinarsi minaccioso.

Richiamato dai box per un pit stop stragegico, l’inglese pagò ben 14 secondi di sosta per un mal funzionamento di una pistola pneumatica e uscendo dai box si ritrovò addiritura dietro al suo compagno di colori e alla Ferrari di Alesi. Accecato dal furore agonistico che spesso lo caratterizzava, Mansell si ributtò alla caccia di Senna e, saltati i due avversari, a pista libera cominciò a recuperare metri al leader della corsa.


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