F1 Legend: BrawnGP BGP-001

19 luglio 2015 – Niccolò Paganini, famosissimo violinista e grandissimo compositore di opere per questo strumento non facile da suonare, quando si esibiva metteva in mostra le sue straordinarie abilità e ogni volta improvvisava, ma a chi gli chiedeva il classico “bis” rispondeva con tre semplici parole: “Paganini non ripete!” stroncando sul nascere tutti i desideri di sentirlo suonare ancora uno dei suoi pezzi, che diventavano così unici. Cosa c’entra questo aneddoto con la Formula 1?

Come ben si sa, ciascuna monoposto è unica e irripetibile, ma a 200 anni di distanza da Paganini c’è un altro personaggio che ha deciso di tentare un’avventura che durerà una sola stagione e che, quindi, è irripetibile. Un personaggio già pluridecorato in passato, che risponde al nome di Ross Brawn, il quale centra il bersaglio grosso nella prima e unica occasione in cui decide di portare in gara una sua monoposto, esperienza unica e che accade per la prima volta nella storia. E la protagonista di questa avventura è la BGP-001, monoposto che presenta diverse particolarità.

RossBrawn_hondaPartiamo dall’inizio della storia. Ross Brawn, dal 2006, è direttore tecnico e sportivo della Honda, che dopo un fantastico exploit nel 2004 stava tentando di rimanere in buona posizione, mettendo sotto contratto Jenson Button e Rubens Barrichello, uscito dalla Ferrari, ma la crisi si stava facendo sentire e, complice anche la forte contrazione del mercato, i giapponesi decidono di dire basta e chiudono la scuderia. Un durissimo colpo per centinaia di persone, tra tecnici, meccanici e piloti, che si trovano senza alcun futuro davanti. Ma a Ross Brawn il genio non manca di certo e, tra una banana e l’altra (chi non ricorda le famose scene in cui si alimentava mentre Schumacher andava sicuro verso una delle sue tante vittorie solitarie?), gli salta in testa non un’idea ma un colpo di follia che somiglia molto a un virtuosismo di Paganini o meglio ancora di Beethoven, tanto per scomodare due colossi della musica classica noti per le loro piccole grandi follie.

Quanto vale la scuderia? Per un giapponesi nulla, e allora Ross Brawn aumenta l’offerta: 1 sterlina. Per quest’asta non ci sono altre offerte, quindi questo megalotto è aggiudicato al sudafricano. Il quale, senza sponsorizzazioni, inizia a lavorare da subito al suo nuovo progetto, affidandolo a Jörg Zander e Loïc Bigois, che furono tra i fautori della rinascita Williams nei primi anni 2000. bgp_001_I due disegnarono questa monoposto che riprende molti dei concetti della Honda dell’anno prima, usando un muso molto basso e largo, ridisegnando completamente le sospensioni e il piantone dello sterzo, mentre le prese d’aria risultano particolarmente ristrette, i deviatori di flusso molto piccoli e montati in posizione avanzatissima, visto che il regolamento non consentiva di lasciarli nella loro posizione solita, e cioè davanti alle pance laterali. Ma c’è un nuovo particolare che in questa monoposto sarà fondamentale: un nuovo doppio diffusore che sarà al centro delle vibranti polemiche che caratterizzeranno quella stagione. L’accorgimento permette di convogliare l’aria in uscita attraverso due canali: uno verso il fondo della vettura e l’altro più in alto, attraverso una feritoia ricavata nel profilo estrattore, che permette di portare l’aria verso il centro vettura e schiacciarla a terra, aumentando sensibilmente la deportanza.

diffusore-Brawn-GPUn’astuzia aerodinamica che in breve tempo farà parlare molto di sè, anche perchè la BGP-001 si trasforma in un missile, visto che grazie anche ai motori Mercedes Button e Barrichello già nei test invernali volano, e allora le critiche si infittiscono. Così, BrawnGP, Williams e Toyota finiscono sul banco degli imputati per aver violato il regolamento (vengono ribattezzati “la banda del buco”), ma la FIA alla fine gli darà ragione.

Con questa monoposto, Brawn parte all’avventura della nuova stagione con una livrea senza scritte, bianca nera e giallo fosforescente, ben consapevole di avere un mezzo vincente e ad aiutarlo arriva uno che, forse, con la Formula 1 non c’entra un bel niente ma che ha capito benissimo che questa nuova avventura è meritevole di un supporto sostanzioso: brandosnRichard Branson, patron della Virgin, decide di supportare questa nuova avventura, in un momento in cui diversi grossi sponsor hanno deciso di uscire dal Circus, e verrà seguito a ruota da molti altri nomi che daranno ossigeno a Brawn e alla sua avventura. La sua scommessa si rivelerà vincente, visto che Button già nelle prime gare del Mondiale vola, vincendo 6 delle prime 7 gare e firmando 3 doppiette con Barrichello. E così, l’inglese – che sembrava destinato ad essere una meteora, ottimo pilota ai tempi della Williams ma pronto a finire nel dimenticatoio della Formula 1 – torna alla ribalta e si prende il meritato riconoscimento alle sue grandi doti da pilota calcolatore e stratega, ottenendo un importante accostamento con Jackie Stewart, visto che a 39 anni di distanza dalle imprese della Tyrrell riesce a portare la Brawn alla pole position e alla vittoria all’esordio assoluto. E la coincidenza vuole che la Brawn discenda, dopo diversi passaggi, proprio dalla Tyrrell, rilevata prima dalla British American Tobacco e poi dalla Honda.

butt_barr_vett_melb_2009A provare a tenere testa alla BGP-001, nella stagione in cui tra le altre cose tornano le gomme slick senza intagli, c’è la Red Bull grazie al nuovo acquisto Sebastian Vettel, che oltre a essere capofila nella battaglia legale contro la Brawn è anche la prima e più diretta inseguitrice. Ma la forza della vettura di Button e Barrichello risulta insormontabile anche per il nuovo progetto di Newey che ha base a Milton Keynes, anche se il duello andrà avanti molto a lungo. In tutto questo ci sarà poco spazio per le squadre per così dire tradizionali, come Ferrari e McLaren, che saranno costrette a prendersi le briciole, tra cui la spettacolare vittoria di Raikkonen a Spa con il secondo posto di Fisichella.

A Monza, però, la scena è tutta per Rubinho Barrichello, che va a prendersi una vittoria perentoria sotto lo sguardo dei suoi ex-tifosi ferraristi, che forse si stavano mangiando le mani pensando al calvario che in quel momento stava attraversando la F2009 dopo il tragico incidente che a Budapest ha messo fuori gioco il suo sostituto Felipe Massa, colpito proprio da una molla partita dalla Brawn di Rubinho. Il mondiale si chiude con una gara d’anticipo, in Brasile, con pilota e team che festeggiano insieme la conquista dei titoli, ma a chi potrebbe pensare che questa storia sia in qualche modo destinata a ripetersi la risposta è “Brawn non ripete!” La Mercedes infatti rileverà interamente il team e la Brawn è destinata a scomparire da trionfatrice; cambierà i piloti, sostituendo Button e Barrichello con Rosberg e Schumacher, tentando  di raccogliere l’eredità lasciata da Brawn. Ci riuscirà qualche anno più tardi, con l’arrivo di Lewis Hamilton, che fino a pochi ani prima aveva diviso il box proprio con Button. Ma questa è un’altra storia.


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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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