F1 Storia: GP Monaco 1988, la lezione del Professor Prost

19 maggio 2015 – Montecarlo è la corsa più affascinante e intrigante della storia, ricca di pagine memorabili, dove si sono consumati grandi battaglie e grandi gare di resistenza, fisica e psicologica. E per celebrare degnamente questo evento, l’anteprima storica prende spunto dal duello per antonomasia, dalla sfida che rappresenta la quintessenza stessa della Formula 1, ovverosia quello tra Alain Prost e Ayrton Senna. Il Professore e Magic si sono sfidati direttamente una sola volta a Montecarlo e questa sfida la si potrebbe intitolare così: la lezione del Professor Prost. Siamo nel 1988.

monaco1988Senna, è risaputo, ha un rapporto speciale e privilegiato con il circuito monegasco, tanto che già 4 anni prima ha sfiorato la vittoria prima che il direttore di corsa Jacky Ickx interrompesse la gara per troppa acqua in pista, regalando così la vittoria, nemmeno a farlo apposta, proprio a Prost. Ma quello che accade nel 1988 è una via di mezzo tra l’incredibile, il surreale e il fantastico. I due sono compagni di squadra alla McLaren, una squadra fatta per dominare la corsa iridata di quell’anno, e infatti così sarà, visto che vinceranno tutte le gare del calendario tranne una. Merito della incredibile e imprendibile Mp4/4, con cui entrambi si daranno battaglia a viso aperto, con gli avversari costretti a inseguire, o meglio a guardarli con il binocolo dopo pochi giri, tale era la superiorità del mostro creato da Gordon Murray.

Si affrontano, così, il campione affermato Prost e l’outsider di lusso Senna, il cui arrivo viene favorito dalla Honda, e che il clima tra i due fosse tutt’altro che amichevole lo si capisce sin da subito. Ebbene, a Montecarlo il primo atto di questo colossal teatrale va in scena nel corso delle qualifiche, quando i due si sfidano sul filo dei centesimi di secondo, fino a quando… qualcosa di inspiegabile, assurdo e quasi surreale avvolge la mente di Senna. Una forza esterna che invade la sua intimità portandolo in trance agonistica. E lui va, quasi come se non fosse lui a correre ma qualcun altro al posto suo. Il risultato lascia tutti senza fiato: mentre tutti giravano in 1’26” e il solo Prost era arrivato a 1’25″4, Senna fa gridare all’impresa, stampando un 1’23″996 che nessuno sa da dove sia uscito. Tutti iniziano a cercare i motivi di un’impresa tanto incredibile quanto surreale e lui risponde,. appunto, con l’entrata in uno stato di trance agonistica, anche se qualcuno stenterà a credergli, adombrando la tesi che sulla sua McLaren ci fossero aiuti esterni.

monaco1988BFatto sta che questa gara per Senna sembra solo da dominare, percorrendo 78 giri in apnea imparandosi a memoria tuta la sequenza delle curve del Principato: Santa Devota – Massenet – Casinò – Mirabeau – Portier – Tunnel – Nouvelle Chicane – Tabaccaio – Porto – Piscine – Rascasse – Anthony Noguess. Facile come una poesia, facile come una preghiera, magari proprio a Santa Devota, la patrona di Montecarlo. 78 volte la stessa cantilena, sfiorando i guard-rail e cercando di scavare una voragine tra sè e il rivale Prost. Il quale al via sembra accusare il colpo, visto che viene superato dalla Ferrari di Berger, cosa che fa il gioco del brasiliano, che si invola, guadagnando un secondo al giro sul francese. Ma Professori non si diventa per caso e Prost sa bene, avendo vinto sul Principato già 3 volte, che non si deve mai strafare e aspettare il momento opportuno per attaccare. E quel momento arriva molto tardi, quando ormai 2 terzi di gara se ne sono già andati, e cioè il giro 54, quando supera la Ferrari numero 28. Senna ormai è lontanissimo, a quasi un minuto, ma per il brasiliano forse questo è il segnale che qualcosa sta cambiando e allora decide di fare di più. 4 giri più tardi stampa il giro più veloce della gara, in 1’26″321, che gli sarebbe valso la terza piazza in qualifica, e decide di spingere ancora, per togliersi dalla testa il compagno-rivale e infliggergli una mazzata morale. Ma il colpo di scena arriva a sorpresa al giro 66, quando ormai mancavano poco meno di 50 chilometri al traguardo. Senna va incredibilmente a sbattere alla curva del Portier; la causa? Un banale calo di concentrazione, una cosa stranissima per un pilota che fino al giorno prima si considerava perfetto e che invece il giorno dopo ritorna con i piedi per terra. Ecco che la batosta che Senna voleva infliggere al rivale sii rovescia e diventa una lezione durissima che il Professore infligge all’ambizioso compagno di squadra, simboleggiata da quel pugno alzato al cielo nel momento in cui taglia la bandiera a scacchi. Dietro di lui arrivano le due Ferrari di Berger e Alboreto, la Arrows di Warwick, la Tyrrell di Palmer e la Williams di Patrese. Ma sarà una lezione che Senna imparerà molto presto, visto che già l’anno successivo le prime due posizioni saranno invertite e Senna inizierà la sua striscia vincente sul circuito del Principato. Ma questa è un’altra storia.

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Cristian Buttazzoni

"Life is about passions. Thank you for sharing mine". (M. Schumacher) Una frase, una scelta di vita. Tutto simboleggiato da un numero, il 27 (rosso, ma non solo)

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