F1 Alonso, campione in crisi: quando cambiare fa male

31 marzo 2015 – La crisi di Alonso con la McLaren ormai è sotto gli occhi di tutti. La scelta dello spagnolo ad oggi non si è dimostrata  giusta. Se volgiamo lo sguardo verso il passato, Fernando è in buona compagnia: Damon Hill e Jacques Villeneuve insegnano che “darci un taglio” a volte può costare molto caro .

Mentre la Ferrari di Sebastian Vettel tagliava vincente il traguardo del GP di Malesia, Fernando Alonso era già fermo da almeno un’ora, precauzionalmente appiedato dalla sua McLaren-Honda. I tecnici anglo-giapponesi hanno infatti preferito fermare la corsa dello spagnolo prima di compromettere totalmente il motore, organo al momento per nulla affidabile della monoposto.

arrows-a18Alonso paga in questo modo una scelta sbagliata, quella di aver lasciato la Ferrari. Un campione come lui sicuramente merita e avrebbe meritato risultati migliori ma il suo essere “tormentato e tormentoso” alla fine si traduce in questa situazione frutto, ancora una volta, di scelte poco felici inversamente proporzionali alla sua capacità di guida.

Ripercorrendo un po’ la storia, negli anni ‘90 altri due campioni decidono di fare un salto nel buio verso situazioni tecniche assolutamente prive di garanzie: Damon Hill e Jacques Villeneuve. Il primo, figlio di Graham Hill, nel 1996 diventa campione del mondo con la Williams, squadra per la quale non guiderà la stagione successiva. Al campione in carica non mancarono le offerte delle migliori scuderie, dalla Benetton alla Ferrari fino alla McLaren. Lui scelse la Arrows-Yamaha. La competitività della monoposto fu disastrosa, difendere il titolo impossibile e l’unica gioia fu il secondo posto al GP d’Ungheria dove la sua monoposto in avaria si arrese agli attacchi di Jacques Villeneuve a due giri dalla fine. Ad ogni modo, per la Arrows fu il  miglior risultato di sempre. Hill l’anno successivo fu ingaggiato dalla Jordan-Mugen Honda, squadra in cui concluderà la carriera in F1.

bar_villeneuve_2000_magny-coursSorte simile, quasi parallela, toccherà a Jacques Villenuve che sempre con la Williams si aggiudicherà il mondiale 1997, l’anno in cui Schumacher, non ancora divenuto l’idolo che oggi veneriamo, provò a cacciarlo fuori in quel di Jerez rimediando l’esclusione dal mondiale. L’anno successivo la monoposto perse tutta la sua competitività e Jacques a fine stagione decise di lasciarla.

La scelta cadde sulla BAR Honda, una scuderia al primo anno di F1. Il budget di cui disponeva la scuderia era enorme e le aspettative molto alte ma la monoposto non si dimostrò mai all’altezza soprattutto per la scarsa affidabilità. In cinque anni Jaccques Villeneuve, a parte qualche buona prestazione in qualifica e qualche piazzamento, non ottenne praticamente nulla.

Oggi la storia si ripete sotto ai nostri occhi, non possiamo che augurare a Fernando Alonso un futuro migliore.


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Alessandro Francese

Appassionato di sport, motori e Alfa Romeo ho sempre cercato di fare dei miei interessi un lavoro. Dalla tesi su Gianni Brera al mio impegno quotidiano in una concessionaria, almeno in parte, credo di esserci riuscito. Questo però è solo l'inizio! "Se una persona non ha più sogni, non ha più alcuna ragione di vivere." Cit. Ayrton Senna

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